Tami Hoag.
.
Indizio Numero 1. 
.
Parte 2.
.
Titolo originale: Cold Cold Heart. 2015.
Traduzione di: Elena Papaleo e Lucilla Rodin.
2015. Newton Compton Editori, ROMA.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
17.
...
.
...
Era una bella ragazza, vero?.
Dana scart di lato e gir su se stessa, realizzando troppo tardi che Hardy le aveva tagliato la via di fuga verso la porta. Il cuore le batteva a pi non posso. Probabilmente lui riusciva a vederlo agitarsi come un uccello intrappolato in fondo alla sua gola. Avrebbe voluto cedere al panico. Avrebbe voluto urlare. Sapeva di non poter fare nessuna delle due cose.
Pian piano, fece scivolare una mano nella tasca della felpa, cercando a tentoni il telefono, ma scopr che non cera.
Era?, disse.  scomparsa. Non  morta.
Ci credi sul serio?, domand Hardy.
 viva finch qualcuno non mi prova il contrario. Ci sono stati degli avvistamenti.
Te lo dico adesso: quella ragazza  morta. E probabilmente  morta il giorno stesso della scomparsa.
La gente sopravvive a cose orribili, disse Dana, odiando il tremito della propria voce. Dovette battere le palpebre per ricacciare indietro le lacrime che minacciavano di riempirle gli occhi.
E tu sei unesperta in materia, giusto?, mormor Hardy.
Avrebbe voluto scappare, ma lui le bloccava laccesso alla porta. Dietro di lei una grande vetrata affacciava sul cortile. Luci di sicurezza illuminavano la radura tra la casa e i boschi. Due giganteschi cani da guardia facevano la ronda. Anche se fosse riuscita a superare Hardy e a uscire di casa, non sarebbe mai arrivata fino alla macchina.
Il senso di terrore e il panico si gonfiarono in fondo alla gola al punto che pens che lavrebbero soffocata. Hardy la fissava come un grosso gatto in attesa che il topo scappasse. Dana chiuse la mano destra sulla penna che aveva assicurato al blocco. Poteva provare a usarla come pugnale. Se lo avesse preso in un occhio o alla gola Non se lo ricordava, ma aveva pugnalato Doc Holiday alla tempia con un cacciavite. Poteva farlo ancora, se costretta.
Hai paura di me, ragazzina?, domand lui, divertito allidea. Paura di un vecchio con il cancro?.
Non era poi tanto vecchio, pens Dana, e come faceva lei a sapere che aveva davvero il cancro? Solo perch glielo aveva detto lui? Si era messa in pericolo accettando limmagine di quelluomo che si era creata nella sua testa. Era stato un detective; perci, doveva essere una persona buona e rispettabile. Era in pensione; perci, doveva essere vecchio e innocuo. Aveva il cancro; perci, doveva essere debole.
In realt era pi grande e pi forte di lei, e si stava divertendo a spaventarla.
Perch tutto questo?, domand, lanciando unocchiata alla parete coperta di foto, appunti e ritagli di giornale. Non  pi un detective.
Lunico caso che non ho mai risolto mi  rimasto incollato addosso, rispose Hardy.
Si avvicin, le mani sui fianchi, lattenzione puntata sul collage di foto appeso al muro. Ho passato giorni e settimane e mesi a indagare sul caso. Anni. Se un uomo passa tutto quel tempo con una vittima, questa diventa come sua figlia e sua sorella e la sua amante tutto in una volta. Non ci rinuncer. Che altro mi rimane? Non ho famiglia. Non ho carriera. Non vivr ancora a lungo.
Ma quando se n andato, un altro detective ha preso in carico il caso, disse Dana.
Hardy fece una smorfia di stizza. Tubman. Grasso pigro bastardo. Quel caso  mio. Ho una copia di ogni singolo pezzo di carta di quel fascicolo. E se qualcuno lo risolver, quello sar io.  la mia ragazza.
Dana guard da un capo allaltro della lavagna, osservando gli appunti presi da Hardy in una grafia brusca, dallinclinazione pronunciata, usando una personale stenografia, abbreviazioni e segni in codice. Nel suo stato inquieto, il cervello sul punto di straripare, lettere e numeri e frecce e linee si combinarono in un guazzabuglio indecifrabile che inizi a ruotare e vorticare davanti ai suoi occhi. Alla ricerca disperata di un punto focale, guard il lungo elenco progressivo di date che occupava tutto il terzo inferiore della lavagna. Iniziava con il giorno in cui Casey era scomparsa.
9:00 Vit & D Nolan part Mercer in veicolo Vit
9:15 Ragazze stop Grindstone colazione
10:00 Vit & D Nolan arrivano Mercer-Nolan Landsc
Quellestate Dana dava una mano al vivaio: dava acqua alle piante, stava nel negozietto di souvenir, aiutava alla cassa. A volte Casey andava con lei al mattino prima di recarsi al suo lavoro pomeridiano da Grindstone. Chiacchieravano mentre Dana trascinava i tubi di gomma attraverso file e file di colorati fiori annuali e terrazze di rosai in vaso.
Finivano sempre nei guai perch i mesi estivi al vivaio erano frenetici e quel posto era sempre stracolmo di clienti. Non cera tempo per le adolescenti pettegole che starnazzavano nelle corsie. Il direttore frustrato ogni tanto chiamava Roger fuori dallufficio e lui rivolgeva loro qualche parola aspra e mandava via Casey.
Roger non era al lavoro quel giorno. Dana adesso si ricordava che era rimasto a casa con lemicrania, senza dubbio causata in parte dallaver dovuto sopportare gli strilli, le risatine e il chiacchiericcio incessante di due adolescenti la sera prima.
10:15 (ca.) Vit e D Nolan viste litigare. Vit si allontana
Perch avevamo litigato?, domand.
Non lo so. Mi dicesti che non stavate litigando. Secondo te Casey se nera andata perch non si sentiva bene. Mi hai mentito.
Io non mento!, protest Dana. Se ho detto che Casey non si sentiva bene, allora non si sentiva bene.
Hai mentito sul fatto che non stavate litigando. Un altro impiegato ci ha detto che vi hanno viste accapigliarvi vicino al bagno del personale.
Si sono sbagliati, disse Dana, testarda. Oppure non era un vero litigio.
Tutti mentono, disse Hardy. Tutti mentono alla polizia. La domanda  perch? Perch hai detto quella bugia quel giorno?
La smetta di dire che ho mentito! Casey e io non abbiamo litigato. Mia madre ha detto che eravamo in disaccordo su qualcosa che riguardava i nostri fidanzati. Forse abbiamo discusso, ma Casey era la mia migliore amica. Lamavo come una sorella. Pensavo solo che il fidanzato la soffocasse troppo. Ecco tutto.
Chiamalo come ti pare. Hardy arretr per appoggiarsi alla scrivania. Ma la realt  che non vuoi credere al fatto di aver scambiato parole dure con la tua amica, e poi di non averla pi rivista. Va bene A meno che il vostro litigio non fosse rilevante per la sparizione. In quel caso, nella migliore delle ipotesi stai compromettendo le indagini, e nella peggiore sei complice del crimine.
Se avessi saputo qualcosa che poteva aiutare Casey, ve lavrei detto.
La scelta non dipendeva da te. Cosa sia rilevante per le indagini secondo una diciottenne e cosa lo sia veramente sono due cose diverse. Capita di continuo di risolvere casi grazie a piccoli dettagli che non significano niente per la persona che li tira fuori. Pu essere una minuscola discrepanza nella storia di qualcuno; un orario che non collima, un nome che non torna. Pu essere una prova che sembra irrilevante a chi la possiede; un biglietto, una foto, un mozzicone di sigaretta, un gioiello. Ogni piccola cosa fa parte del puzzle.  compito del detective mettere insieme tutti i pezzi per completarlo. Ma non possiamo completare il puzzle se non abbiamo tutti i tasselli.
Dana fiss la lavagna bianca e la nota sullorario che diceva che lei e Casey avevano litigato. Non riusciva a credere che avrebbe potuto nascondere qualsiasi cosa potesse aiutare il caso, ma ormai non ricordava affatto i dettagli. Ci che poteva essere apparso insignificante allora ormai non poteva nemmeno essere rievocato per esaminarlo.
Non eri lunica a pensarla in quel modo sul fidanzato. Il giovane Villante aveva la parola guai stampata in fronte.
Ma non lavete mai arrestato.
Non si pu arrestare qualcuno senza prove. Villante dichiar che non vedeva Casey da un paio di giorni prima della sparizione. Non abbiamo mai trovato qualcosa o qualcuno che potesse contraddirlo. Dalla memoria del cellulare di Casey sappiamo che lha chiamato attorno alluna del pomeriggio il giorno in cui  scomparsa. Lasci un messaggio dicendo che voleva vederlo quella sera. Lui dichiara che non si  mai presentata allappuntamento. Quel giorno lei parl anche con Tim Carver poco dopo aver lasciato il vivaio. Per lamentarsi di te, dice lui.
Dana si accigli, non le piaceva lidea dellamica che le parlava alle spalle. Se era stata dura con Casey, era solo perch per lei voleva il meglio. Casey era sempre stata troppo pronta a impietosirsi per storie strappalacrime e accogliere i feriti e abbandonati, unabitudine che alla fine la faceva sempre soffrire.
Era arrabbiata con me perch avevo lasciato Tim. Continuava a insistere perch tornassimo assieme.
Sul serio? Be, hai avuto occhio. Carver era una piccola testa di cazzo allepoca. Mr Ambizione. Troppo bravo per quelli della sua citt. Il karma lha preso a calci nelle palle, eh? Gli hanno spedito il culo fuori da West Point.
Il commento fece immobilizzare Dana. Mi ha detto di aver deciso che non era roba per lui.
Una decisione facile quando ti chiedono di andartene.
Era unazione degna del Tim che lei ricordava, pens Dana, sempre l a rivoltare la frittata per dare una buona impressione di s.
A quanto pare non era in gamba come pensava, disse Hardy. Ha dovuto mollare per scarso rendimento.
Non era affatto da Tim. Era sempre stato un bravo studente e un abile politico, si ingraziava gli insegnanti con larguzia e il senso dellumorismo. Ma West Point non era il liceo di Shelby Mills. Le aspettative l erano altissime e di sicuro nessuno riusciva a cavarsela con bellaspetto e carisma. Eppure, non riusciva a immaginarlo con uno scarso rendimento.
Ma dopo aver lasciato West Point aveva deciso di tornare in Indiana ed entrare allaccademia di polizia. E aveva deciso di tornare a Shelby Mills quando sarebbe potuto andare da qualsiasi altra parte e nessuno avrebbe saputo mai nulla. Le piaceva ci che questo diceva su Tim Carver adulto. Doveva aver fatto la sua bellammenda per il fallimento a West Point, ma eccolo a voler fare carriera nellufficio dello sceriffo.
Al telefono hai detto che volevi vedere le dichiarazioni che mi hai rilasciato. Perch?
Ho una lesione cerebrale. La memoria sta tornando, ma  frammentaria. Casey era la mia migliore amica. Sento che dovrei ricordare ogni particolare, ma non  cos. Forse se ritrovo tutti i pezzi, riuscir a rimettere insieme il puzzle adesso. Forse ora vedrei le cose in modo diverso, vedrei qualcosa che allora non vedevo.
Come Doc Holiday?. Hardy si spost di nuovo dalla scrivania.
Sembrava troppo vicino nello spazio ingombro. Lodore asciutto del suo dopobarba le bruciava le narici. Dana non si mosse, desiderando di potergli girare attorno, per mettersi dal lato della porta.
Non mi ricordo di lui. Non ricordo niente. Quindi non si disturbi a chiedermi se penso che Doc Holiday abbia preso Casey, perch non lo so.
Quella s che sarebbe una coincidenza, disse Hardy.
Tir fuori un paio di occhiali a mezzaluna dalla tasca della camicia di denim e se li sistem sul naso, voltandosi verso la scrivania e aprendo un raccoglitore in cima a una pila.
Eppure, riprese, tu e io sappiamo che la realt  molto pi strana della finzione. La finzione alla fine deve avere un senso. Nel mondo reale succedono un sacco di guai a cui nessun editor crederebbe mai se li trovasse in un romanzo. Nel mondo reale pu accadere qualsiasi cosa, non importa quanto impossibile, improbabile, fortuita. Alla realt non frega un cazzo di avere senso.
Ruot la sedia verso di lei e si pieg in due come se provasse dolore. Una sottile pellicola di sudore gli copr la fronte. Inspir lentamente ed espir piano piano.
Quando ho sentito che girava quella teoria, che forse Doc Holiday era da queste parti quando Casey  scomparsa, ho contattato qualcuno che conosco al fbi, disse. Hanno una squadra per il coordinamento dei dipartimenti locali che pensano di avere vittime di Doc Holiday. Vanno indietro di anni, creano una sequenza cronologica. A quanto pare era proprietario di un deposito rottami vicino Terre Haute gi nel 2005. Il che significa che aveva una base a tre ore da qui. Ci sono alcune persone nella contea che si occupano di antiquariato e anticaglie e affermano di averlo incontrato ai mercatini delle pulci e alle aste e cose del genere. Quindi, s, potrebbe essere passato di qui. Potrebbe essersi fermato da Grindstone. Non conosco nessuno che potrebbe testimoniarlo, ma Casey Grant potrebbe avergli servito una fetta di torta. Potrebbe essersi invaghito di lei ed essere riuscito in qualche modo a farla salire sul furgone. Tutto questo potrebbe essere successo.
Lei lo crede?, domand Dana.
Hardy guard lelenco di date allaltro capo della stanza angusta. Non lo so. Quel giorno non arriv mai a lavoro, ma la sua macchina era nel parcheggio. Dov andata? Nessuno ha visto nulla. Doc Holiday lha portata via alla chetichella senza che nessuno vedesse un cazzo?  quel che ha fatto a te, giusto? Ti ha presa nel parcheggio, trascinata nel veicolo.
Io non ricordo, si affrett a dire Dana, ma il battito cardiaco acceler; lansia le strinse la gola come se reagisse a un ricordo che lei giurava di non avere.
La storia  questa, disse Hardy. Era il suo modus operandi. Ha accalappiato una ragazza in Missouri nel parcheggio di un alimentari. Preso una ragazza a Milwaukee in unarea di sosta per camion. Ha rapito te nel parcheggio del tuo palazzo mentre andavi a lavoro.
Ma lei pensava che John avesse fatto qualcosa a Casey. Lo pensavano tutti.
Il vecchio si strinse nelle spalle. Allepoca non conoscevamo Doc Holiday. Ed  risaputo che la maggior parte dei crimini contro la persona viene commessa da qualcuno noto alle vittime. A prescindere dalla tua esperienza, il rapimento da parte di sconosciuti  relativamente raro. I pi vengono fatti fuori da cosiddetti amici o persone amate; le ragioni sono semplici: soldi o sesso, con relative variazioni sul tema. Il partner  sempre il sospettato numero uno. Casey e John avevano litigato. Probabilmente lei stava per mollarlo, giusto? Era quello che volevi tu. Tu hai mollato il tuo ragazzo. Volevi che lei mollasse il suo.
Non era cos, protest Dana.
Ah no?. Hardy inarc un sopracciglio. Eri una mocciosetta molto prepotente.
Non mi conosceva, disse Dana, irritata dallimmagine che stava dando di lei.
Dovevate partire per il college insieme, giusto?
S. E quindi?
Quindi  molto pi divertente andare al college come due ragazze single che con una delle due legata a un fidanzato. Soprattutto uno come il giovane Villante. Forse  per questo che avete litigato. Forse le stavi facendo pressioni perch lo lasciasse. Forse lei ti stava mandando a fanculo. O forse  per questo che voleva vederlo quella sera Per dirgli che era finita.
Era la teoria a cui si era attaccata la maggior parte delle persone allepoca. Ma non ne era mai venuto fuori niente.
Ma sette anni dopo  ancora a piede libero.
Come ho detto prima, non abbiamo mai avuto prove che le avesse torto un capello. Un diciottenne arrabbiato era abbastanza sveglio da commettere il crimine perfetto? Non sembra molto probabile. A te sembrava un genio del crimine?.
Pens a John Villante, al ragazzo visto nelle foto dellannuario scolastico. Ipersensibile, permaloso, spesso malinconico, a volte arrabbiato. Casey laveva aiutato a mantenere i voti abbastanza alti da restare in squadra.
No.
Ora abbiamo notizie di Doc Holiday. Allepoca non cercavamo un serial killer, quindi non labbiamo preso in considerazione.
Ancora una volta prese un profondo respiro ed espir lentamente, distogliendo lo sguardo da lei. Apr un cassetto della scrivania e ne estrasse un pacchetto di Marlboro e un accendino.
Non le fa male fumare?, domand Dana.
Hardy si mise una sigaretta tra le labbra e le rivolse unocchiata beffarda mentre laccendeva.
Sto per morire, ragazzina. Tanto vale divertirmi finch posso.
Prese un documento dal raccoglitore che aveva aperto e glielo porse. Ecco una copia della tua deposizione, per quello che vale. Leggila. Forse ricorderai le risposte che avresti dovuto darmi.
Dana prese il rapporto e lo infil nel blocco senza guardarlo.
Sette anni dopo il fatto, disse Hardy. La gente dimentica Facce, nomi. Da Grindstone le cameriere vanno e vengono. Qualcuno si ricorder di Doc Holiday? Forse solo chi ha un motivo per farlo Come te.
Il guaio era, pens Dana mentre si allontanava in macchina dalla propriet di Dan Hardy, che da un lato era lunica persona con un motivo per ricordare Doc Holiday, ma dallaltro era anche quella con tutte le ragioni possibili per dimenticarlo.
La testa le pulsava mentre cercava di concentrarsi sulla strada e sulla voce del navigatore. Avrebbe voluto sbattere le palpebre e trovarsi a casa per magia, senza doversi chiedere se aveva svoltato a sinistra invece che a destra. Le salite e le discese, le svolte e le curve a gomito delle strade di campagna le stavano facendo venire la nausea. E allimprovviso ecco delle luci dietro di lei.
Non poteva essere a pi di un chilometro e mezzo dallo chalet di Hardy nei boschi. Non aveva incontrato nessun altro veicolo. Il modo in cui i boschi si stringevano ai lati della strada le dava la sensazione che non ci potessero essere altri esseri umani nel raggio di chilometri, eppure sapeva che ce nerano altri. Uno era proprio dietro di lei.
Era un pick-up, pens. I fari sembravano incombere sulla piccola Mini. Troppo vicino. Di gran lunga troppo vicino.
Il contachilometri le diceva che stava andando a cinquanta allora. Le sembrava di andare a centoventi. Aveva paura ad accelerare. Era da troppo tempo che non guidava sullo sterrato, da troppo tempo che non guidava affatto. Eppure il mezzo pi grosso dietro di lei sembrava volerla spingere avanti, o passarle sopra.
Se fosse finita nel fossato, che avrebbe fatto? Niente. Non aveva armi. Non aveva dove scappare. Non aveva idea di dove si trovasse o se ci fosse un posto in cui chiedere aiuto. Lidea di correre di nuovo a casa di Hardy  e dai cani di Hardy  la terrorizzava quanto qualsiasi altra opzione nella notte nera come la pece. Per quanto ne sapeva, Hardy poteva essere nel veicolo dietro di lei. Cerc di ricordare se ce ne fosse uno nel suo cortile, ma non ci riusc.
Sobbalz quando la voce del navigatore disse: Fra trecento metri girare a destra.
Era una voce cos calma. Il cuore di Dana, invece, andava a mille. Tremava. Le dita si stringevano sul volante in una presa mortale. Sobbalz di nuovo quando il telefono squill, la suoneria a interrompere unaltra istruzione della donna senza volto che la stava guidando.
Lo lasci suonare. Non poteva togliere le mani dal volante per rispondere. Non poteva togliere gli occhi dalla strada o dallo specchietto retrovisore per vedere chi la stava chiamando. Che differenza faceva sapere chi le stava telefonando se andava a sbattere e moriva, o andava a sbattere e veniva presa da chiunque ci fosse nel veicolo dietro di lei?
Gir allincrocio e trattenne il respiro, gli occhi allo specchietto. Per un istante parve che laltro mezzo prendesse unaltra direzione. Era andata nel panico senza motivo. Si disse che doveva imparare a non essere cos paranoica.
E poi i fari girarono verso di lei e il pick-up arriv ruggendo alle sue spalle, cos in fretta che Dana pens lavrebbe centrata.
Lacrime le corsero lungo le guance mentre premeva lacceleratore. Inizi a iperventilare, la macchina sembr perdere aderenza sul ghiaietto sconnesso e a slittare nella curva successiva.
Fra cinquecento metri girare a destra, disse la voce.
Cazzo come fai a essere cos calma?, url Dana, raddrizzando il volante.
Dietro di lei, il pick-up si spost a sinistra, come per affiancarla. Sul sedile accanto, il telefono squill di nuovo.
Sta zitto!, url. Era troppo; succedevano troppe cose tutte insieme, troppi suoni, troppo movimento, troppa pressione.
Fra trecento metri girare a destra.
Schiacci sullacceleratore, singhiozzando, con il bisogno disperato di arrivare alla svolta. La strada successiva era asfaltata. Presto ci sarebbero stati i lampioni, e case.
Rallent a malapena per svoltare, gli pneumatici stridettero raddrizzandosi sulla nuova strada.
Il pick-up si ferm allincrocio.
Con gli occhi puntati sullo specchietto retrovisore, Dana scivol sulla corsia opposta. Lesplosione di un clacson risvegli la sua attenzione appena in tempo per farle evitare il frontale con una macchina in arrivo.
Guard di nuovo nello specchietto. Niente. Nessuna luce dietro di lei. Nessun pick-up che la seguiva.
Subito si disse che probabilmente non era mai stata in pericolo. Era solo la sua immaginazione che materializzava un uomo nero dai resti infranti della sua memoria.
Ma stava ancora tremando quando apparve il cartello per Bridlewood.

18.

Esaurita la scarica di adrenalina, Dana voleva solo raggomitolarsi nel letto e addormentarsi.
Quasi a casa. Sei quasi a casa.
Avrebbe parcheggiato la macchina e sarebbe sgattaiolata in casa e gi in camera sua e nel suo letto
Ma quando svolt nella via, vide che in fondo alla strada senza uscita pareva fosse in corso una festa. Delle auto allineate lungo il marciapiede ostruivano il vialetto daccesso, di traverso era parcheggiato il furgone di unemittente televisiva e cera un andirivieni di persone.
Probabilmente era per Roger e la serata per la raccolta fondi a cui avevano partecipato lui e la madre, pens Dana contrariata, lasciando la macchina davanti alla casa dei vicini. Si tir su il cappuccio e sincammin verso casa a testa china, con il taccuino stretto al petto.
Due dei veicoli vicino al vialetto erano autopattuglie della polizia e i vicesceriffi cercavano di tenere sotto controllo la zona. Riconobbe la bionda del notiziario locale che tentava di fare una ripresa nel giardino ed ebbe un moto di irritazione e ansia. Era esausta. Si sentiva come se le avessero strizzato il cervello come una spugna. Voleva solo andare a letto, ma avrebbe dovuto faticare per arrivarci.
Si guard intorno in cerca di Roger o del responsabile della campagna elettorale tanto per poter lanciare a qualcuno unocchiataccia. Prima di vederli, individu Tim Carver che parlava con un altro vicesceriffo. A testa bassa, gli si avvicin non appena laltro vice si fu allontanato.
Posso avere una scorta per arrivare alla porta?, chiese.
Luomo stava per liquidarla con un cenno della mano, ma poi si blocc e sgran gli occhi. Si lanci unocchiata intorno per vedere chi altri li stesse osservando, poi le si accost e disse in un brusco sussurro: Ges, Dee! Dove diavolo eri finita?.
Dana indietreggi. Prego?.
Luomo si guard di nuovo intorno per accertarsi che non ci fossero testimoni e la guid al lato della strada, poi si chin infilando quasi la faccia nel cappuccio di Dana. Tutti i vicesceriffi della contea ti stanno cercando.
Cosa? Perch?
Lordine  arrivato dallo sceriffo in persona. Tua zia Frankie  passata a vedere come stavi e ha trovato il garage spalancato. Lauto non cera pi, in cucina cera la cena preparata, il forno era acceso e il rubinetto aperto. Di te non cera traccia.
Oh, no, gemette Dana, con una brutta sensazione di disagio e sconfitta che le attanagliava lo stomaco.
Tutto faceva pensare a un rapimento.
Aveva pensato di poter sgattaiolare fuori casa, incontrare Hardy e rientrare senza che nessuno se ne accorgesse, di poter entrare e uscire da casa sua come qualsiasi persona normale. Ma non era una persona normale. Distratta dai suoi pensieri, dimenticava rubinetti aperti o la cena a met. E non si era ricordata di chiudere la porta del garage perch era concentrata sulla guida in retromarcia per uscire dal vialetto.
E perch diavolo non hai risposto al telefono?.
Perch non riusciva a concentrarsi sulla guida e sul telefono allo stesso tempo. E quando era entrata a casa di Hardy aveva dimenticato il telefono in auto. Quando era uscita da l, voleva solo andarsene. Non aveva controllato il cellulare per verificare che non fossero arrivati messaggi vocali o di testo.
Doveri?
Dovevo incontrare una persona, rispose lei.
Be, potevi dirlo a qualcuno.
Ma a chi avrebbe potuto dirlo? Sua madre avrebbe cercato di fermarla. Frankie stava facendo lezione. Hardy le aveva detto di andare quella sera. Nel suo cervello poco elastico e ossessionato dal pensiero di ci che era accaduto a Casey, non aveva preso in considerazione altre opzioni. Limpulsivit era uno degli effetti collaterali della lesione cerebrale. Spesso parlava e agiva prima che la parte logica del cervello potesse riflettere.
Vicesceriffo Carver?, grid una voce femminile. Possiamo averla un momento davanti alla telecamera?.
Con la coda dellocchio, Dana vide la bionda che si avvicinava. Si volt di spalle desiderando di poter sparire.
Tim alz una mano per bloccare la reporter. Non ora, signorina Kirk. Sar da lei tra un attimo.
Sta venendo lo sceriffo?
Arriva con i Mercer.
Oddio, gemette di nuovo Dana. Si sent una quattordicenne scoperta a uscire dopo il coprifuoco imposto dai genitori. Ora avrebbe dovuto affrontare la madre e Roger, con le telecamere che filmavano ogni attimo. Avrebbe voluto tirarsi su il cappuccio e sparire sul serio.
Sulla strada arriv rombando unaltra autopattuglia con le luci lampeggianti. La macchina parcheggi dietro il furgone della televisione e un suv scuro  quello di Roger  le si ferm bruscamente accanto.
Dallo sportello del guidatore usc Wesley Stevens, che and di filato verso Kimberly Kirk. Roger usc dallaltra parte con aria cupa e adirata e chiese chi avesse il controllo della situazione.
Tim afferr Dana per la spalla e gli si avvicin insieme a lei.
 tutto a posto, senatore Mercer. Tutto sotto controllo.
Dallo sportello posteriore del suv si precipit fuori la madre di Dana incespicando e cadendo in ginocchio.
Dana! Dana!.
Dana fece per avvicinarsi, ma rimase paralizzata dal caos intorno: luci, telecamere, persone che urlavano e le correvano incontro.
Tim la lasci e corse ad aiutare la madre caduta sul marciapiede.
In lacrime, scompigliata, con le mani sporche, lorlo della gonna strappato, Lynda accett la mano di Tim per rialzarsi, ma immediatamente lo spinse via per raggiungere la figlia.
Dana! Oh, mio Dio! Grazie al cielo!.
Singhiozzando, gett le braccia al collo di Dana e la strinse cos forte da rischiare di soffocarla. La folla si accalc intorno e Dana sent ondeggiare il terreno sotto i piedi. Dovette chiudere gli occhi per il violento bagliore delle luci mentre una telecamera zumava sulla scena.
Mamma, mi dispiace tanto!.
Grazie a Dio sei sana e salva!, ripeteva incessantemente la madre, toccandole il volto, accarezzandole i capelli e continuando a stringerla forte.
Dana tent di sciogliersi dallabbraccio micidiale della madre almeno per prendere aria. Una cacofonia di suoni le assal i timpani: il rombo del suo battito, i singhiozzi della madre, le domande insistenti di Kimberly Kirk, il frastuono generico della gente intorno. E poi si rese conto di muoversi, sospinta insieme alla madre per il vialetto e circondata da uomini in uniforme.
Una piccola folla le segu in casa e nel soggiorno di rappresentanza: Roger, Wesley Stevens, Frankie, Maggie, Tim, lo sceriffo.
Sono morta di paura!, disse la madre, inseguendola e cercando di nuovo di abbracciarla.
Mamma, ti prego, basta, fece Dana, divincolandosi. Ti prego, non toccarmi. Mi sembra di non poter respirare.
Ancora in preda al panico, la madre parve colpita. Ci vuole unambulanza?. Guard stravolta il marito. Roger, non riesce a respirare!.
No! No!, disse Dana. Non volevo dire questo! Ho solo bisogno di di.
Non le venivano le parole per lagitazione. E questo non faceva che aumentare il suo senso di ansia e frustrazione. Si strinse la testa tra le mani come se cos potesse spremere dal cervello il resto della frase.
Non doveva andare cos!, disse, con le lacrime agli occhi e la pressione nella testa che aumentava.
Dee, eravamo tutti preoccupati, fece Frankie, appollaiandosi sul grosso bracciolo tondo del divano. Sono venuta e non sapevo cosa pensare. Lauto non cera pi, il garage era aperto, sembrava che fossi uscita di corsa da casa. Non rispondevi al telefono. Ho mandato un messaggio a tua madre per chiederle se avessi in programma di uscire e lei mi ha risposto di no.
Abbiamo tutti immaginato il peggio, disse Maggie.
Volevo solo uscire per un po, fece Dana. Pensavo che non ve ne sareste neanche accorti, figuriamoci se potevo immaginare una squadra di ricerca. Sono cos imbarazzata.
Lo sceriffo Summers era al nostro tavolo a cena, disse la madre, levando una mano in direzione di Summers, un uomo magro di mezza et con luniforme impeccabile. Ha visto quanto ero agitata. Non hai detto che avevi intenzione di uscire. Cosa avremmo dovuto pensare?.
Non dovevano pensare niente perch Dana non aveva immaginato che avrebbero scoperto che era uscita.
Sei appena tornata a casa, Dee, fece Frankie. Non puoi biasimarci se siamo un po paranoici.
Soprattutto dopo che quella cameriera  stata aggredita la notte scorsa, aggiunse Maggie. C uno stupratore in giro a piede libero. Vero, Tim?.
Tim incroci le braccia sul petto e annu gravemente.  vero. Al momento, non abbiamo veri sospetti e laggressione a quella ragazza  stata molto brutale, Dee. Anchio sono venuto a dare unocchiata in giro, ed ero preoccupato.
Ho messo altri uomini sul caso, disse lo sceriffo Summers, ma finch non avremo arrestato un sospetto, consiglio a tutte le donne di fare attenzione se escono sole la sera.
Dove diavolo sei andata?, domand Roger, incapace di trattenere la collera un minuto di pi. Si era allentato la cravatta, aveva sbottonato la giacca e se ne stava con le mani sui fianchi.
Dovevo incontrare una persona, rispose debolmente Dana, paventando il vespaio che avrebbero sollevato le sue parole davanti a tutta quella gente.
Chi?.
Non voleva dirlo, ben sapendo che il nome di Hardy avrebbe suscitato solo unaltra raffica di domande. Era gi esausta e imbarazzata e non voleva altro che infilarsi a letto con la testa sotto le coperte.
Sono forse una prigioniera?, chiese. Nessuno me laveva detto. Forse dovevate lasciare un agente di guardia.
Come osi rispondermi in questo modo?. Roger aveva il volto rosso di collera. Avanzando con aria aggressiva verso di lei parve pi grosso e imponente. Hai spaventato a morte tua madre!.
Mi dispiace! Ho detto che mi dispiace!, strill Dana. Sedette sulla grande ottomana in pelle e si raggomitol, coprendosi la faccia con le mani.
Roger, basta!, fece brusca la madre, sedendole accanto e cingendole le spalle con il braccio. Stavolta Dana si fece toccare senza obiezioni.
Ges, Roger, borbott Frankie, devi proprio essere cos stronzo?. Luomo emise un sospiro. Mi dispiace. Mi dispiace di aver urlato. Ero agitato.
Questo non ti d il diritto di urlare a Dana, lo redargu Frankie. Perch non torni fuori a parlare con la stampa. Questo dovrebbe tirarti su il morale.
Sei ingiusta, Frankie, disse la madre di Dana.
Non difenderlo, Lynda. Non me ne star qui a sentirlo intimidire mia nipote. Non  colpa di Dana se non pu ricordarsi di chiudere uno stupido rubinetto. Sono sicura che non aveva alcuna intenzione di creare tutto questo panico.
Ma lha fatto, disse Roger.
Dana alz lo sguardo e vide Roger passarsi le mani tra i folti capelli, con gli occhi chiusi come se stesse combattendo un profondo dolore interiore. Dietro e accanto a lui cerano lo sceriffo, Tim e Wesley Stevens, estremamente a disagio nel dover assistere a quel dramma familiare.
Mi dispiace, ripet Roger. Ma tu non vivi questa situazione allo stesso modo di Lynda e me, Frankie.
Se non fossero presenti dei poliziotti, verrei l a darti un pugno, replic Frankie, offesa. Dana  sangue del mio sangue.
Stasera non ceri tu, seduta a quel tavolo, a guardare tua moglie diventare di colpo isterica perch non sapeva che fine avesse fatto la figlia, disse lui. Tu non hai visto il panico aumentare a ogni telefonata e messaggio senza risposta. Sono cose che mi sconvolgono, Frankie. E cosa potevo fare oltre a chiedere laiuto dello sceriffo Summers? Assolutamente niente.
Oh, be, brontol Frankie. Immagino che questo ti autorizzi a comportarti da stronzo con Dana. Perdonami. Chiss che avevo in testa.
 del tutto fuori luogo che tu venga qui in casa mia a insultarmi, disse Roger. Forse dovresti andartene, Frankie.
Frankie avanz verso di lui, come se volesse fare a pugni. E malgrado la differenza quasi comica di taglia, Dana non avrebbe scommesso contro di lei.
Non minacciarmi, Roger, fece Frankie. Per quanto mi riguarda, questa non  casa tua.  casa di mio fratello.  la casa di Eddie, della moglie di Eddie e della figlia di Eddie. In cui per caso abiti anche tu. Perci allontanati da mia nipote.
Roger le rivolse unocchiataccia gelida e si volt, alzando le mani a indicare la fine della conversazione e la vittoria di Frankie.
Cosa cera di tanto urgente da farti uscire di corsa a quel modo, Dee?, chiese Tim, riportando lattenzione su Dana.
Non era urgente. Sono solo uscita, rispose Dana, infelice. Ho deciso di uscire e lho fatto. Non avevo intenzione di lasciare aperti il forno, il rubinetto o altro. Non ho pensato a niente di tutto ci. Mi dispiace, non ci ho proprio pensato.
Chi dovevi incontrare?.
La ragazza sospir, rassegnandosi allidea di non poter sfuggire alla spiegazione n alle reazioni che avrebbe provocato. Tutti la guardavano, in attesa della grande rivelazione.
Il detective Hardy, confess lei. Volevo fargli qualche domanda sulla scomparsa di Casey. Sto cercando di ricomporre i miei ricordi e riempire le lacune. Pensavo che potesse aiutarmi. Quando sono andata a casa sua, ho dimenticato il telefono in macchina.
E non potevi aspettare fino a domani?, fece Roger, scuotendo incredulo il capo per un comportamento che ovviamente considerava impulsivo e irresponsabile.
Dana non prov a replicare. Roger non avrebbe capito che quando Hardy le aveva detto di andare subito, il suo cervello laveva preso alla lettera. Non aveva intenzione di comportarsi da irresponsabile.
Casey Grant?, chiese Wesley Stevens. Quella ragazza scomparsa tanti anni fa?
Era la migliore amica di Dana, disse la madre, stringendole affettuosamente le spalle.
Conosco la storia, fece lui, ignorandola e rivolgendosi al suo capo. Non c ragione di menzionarla nella nostra dichiarazione ai media. Diremo solo che  uscita per fare un giro senza rendersi conto che la stavano cercando, disse piano.
Roger annu.
Penso che possiamo considerare questa serata solo la conseguenza di uno spiacevole malinteso  o di mancanza di comunicazione, disse lo sceriffo Summers. Ringraziamo il cielo che Dana sia a casa sana e salva e andiamocene a dormire, tranne te vicesceriffo Carver, fece, rivolgendosi a Tim. Se non sbaglio devi riprendere il turno.
S, signore, replic Tim. Si accost a Dana e le appoggi la mano sulla spalla. Sono contento che sia tutto a posto, Dee.
Grazie.
Tim si avvicin ulteriormente, come per darle un bacio sulla guancia, e le sussurr allorecchio: Ci vediamo dopo.
Dana lo guard confusa mentre salutava la madre e Roger e poi seguiva lo sceriffo verso la porta. Come Roger e Wesley uscirono dietro ai due uomini, la tensione nella stanza si dissolse.
Frankie batt le mani. Be,  stato un bel divertimento, fece sarcastica.
Hai esagerato a dire quelle cose a Roger, disse la madre di Dana, ma senza molta convinzione, come se, ripetuta mille volte nel corso degli anni, quella frase fosse diventata solo unobiezione simbolica.
Me ne frego, replic Frankie. Non ho detto niente che non sia vero. Non me ne star qui buona a vederlo maltrattare Dana. Che vada a fanculo. Non devo niente di niente a Roger Mercer.
Roger era sconvolto perch ha visto quanto ero agitata.
Non trovargli delle scusanti, Lynda.
Ma sei ingiusta con lui, Frankie! Roger  sempre stato molto buono con noi.
Per lamor di Dio! Sentendo te, pare che vi abbia salvato dalla strada! Non avevate bisogno di lui. Eddie vi ha lasciato la casa, met della societ, lassicurazione. Roger si  comportato come un vero bandito!.
Frankie, basta. Maggie mise un mano sul braccio della compagna. Credo sia arrivato il momento di andarcene.
Frankie fece una smorfia. Che in codice vuol dire Ora chiudi la bocca, Frankie.
S. Ora chiudi la bocca, Frankie, disse la madre di Dana.
Mi dispiace, fece Frankie. Non volevo metterti in agitazione, ma sai che non me ne star da parte a guardarlo sbraitare contro Baby Dee. Non avverr mai.
Mi dispiace di aver rovinato la serata a tutti, disse Dana, alzandosi.
Frankie la abbracci. Non abbatterti, Dee. Non volevi fare niente di male. Ti vogliamo cos tanto bene che non possiamo sopportare lidea di perderti di nuovo.
Vi voglio bene anchio, replic Dana, asciugandosi una lacrima isolata sulla guancia.
Stai bene, tesoro?, le chiese la madre.
Sto bene, disse lei, quasi ridendo dellassurdit di quellaffermazione. Sono unidiota con una lesione cerebrale che ha scatenato una caccia alluomo dimenticandosi di chiudere un rubinetto. Va tutto bene.
Dana.
Sul serio, mamma, ora voglio andare a letto. Mi dispiace per tutta questa confusione.
Ne aveva abbastanza di vedere persone, ne aveva abbastanza di quella giornata. Si sentiva come se la testa le pesasse una tonnellata. Non voleva pensare al caos che aveva creato alla sua prima prova di indipendenza. Voleva stare da sola, nel tranquillo rifugio di camera sua, chiudendo fuori uno a uno tutti quei pensieri.
Era talmente stanca che sbagli strada due volte.
Mise il taccuino sulla scrivania e and in bagno, dove dovette mettersi in piedi davanti al lavandino e leggere i biglietti che aveva attaccato allo specchio per ricordare i rituali notturni.
Lavati la faccia con il detergente. Lavati i denti con il dentifricio. prendi le medicine!
Troppo stanca persino per decidere quale delle azioni poter tralasciare, le esegu senza riflettere. La maglia sapeva di sudore nervoso. And nella cabina armadio, la gett in terra insieme ai jeans e indoss una maglietta ampia degli Indianapolis Colts e dei pantaloni del pigiama in flanella scozzese.
Uscendo dalla cabina, rimase paralizzata, poi indietreggi di corsa, boccheggiante, in preda al terrore, prima ancora che la sua mente cosciente realizzasse che cera un uomo in piedi davanti alla portafinestra.
Il cervello si sforzava di elaborare le informazioni che stava ricevendo.
Un uomo alla porta.
Che la salutava con la mano.
Con un sorriso imbarazzato.
Tim.
Il cuore le batteva talmente forte che pens potesse esploderle nel petto e farla annegare nel suo stesso sangue.
Oh mio Dio!, disse, aprendo la porta. Che diavolo ti viene in mente? Non farlo mai pi!.
Ti ho detto che sarei venuto, fece lui senza scusarsi.
Non  vero!.
Ti ho detto: Ci vediamo dopo. Proprio come ai vecchi tempi.
Cosa?
Quando ti riaccompagnavo a casa e ti salutavo davanti ai tuoi, e poi ritornavo di nascosto.
Ma era un secolo fa!, fece Dana, mentre le tornavano in mente brandelli di ricordi. Me nero dimenticata! Non sapevo di cosa stessi parlando!.
Lui fece unespressione addolorata. Questo  un brutto colpo per il mio vecchio ego.
Al diavolo il tuo ego!, esclam Dana. Mi hai spaventato. Non farlo mai pi!.
Scusa! Scusa!, fece lui alzando le mani in segno di resa. Non lo far mai pi. Prometto. Ora calmiamoci e mettiamoci seduti.
E comunque, che vuoi?, chiese Dana, troppo agitata per sedersi. Camminava avanti e indietro accanto alla poltrona imbottita, con le braccia incrociate strette al petto. Sono stanca.
Voglio parlarti di Dan Hardy.
S?
Non avresti dovuto andarci da sola, Dee, disse. Quel tizio non ci sta con la testa.
E lo dici proprio a me?
Non  andato in pensione perch voleva dedicarsi alla pesca, fece lui. Glielha consigliato lo sceriffo. Circolavano delle voci su di lui e una ragazza minorenne a Clarksville. Non  mai uscito niente, ma comunque.
Che tipo di voci?
Niente di buono.
Dana croll sulla sedia, tirando su le gambe e abbracciandosi le ginocchia. Ripens alla sensazione di terrore che aveva provato intrappolata nello studio di Dan Hardy. Pareva si divertisse a spaventarla.
Spiegati meglio, disse piano.
Tim si sedette sullottomana di fronte, con gli avambracci appoggiati sulle cosce. Cera un posto laggi, nelle campagne.
Che posto?.
Lui distolse lo sguardo, impacciato. Un ehm bordello, in mancanza di un termine pi elegante. Una ragazza che ci lavorava spar, poi un paio di giorni dopo ricomparve nuda in una strada sterrata, massacrata. Non parlava. Non camminava. Non appena la dimisero dallospedale, mor per overdose di eroina.
Che centrava Hardy?
Conosceva il posto, conosceva la ragazza, e aveva unossessione per lei, secondo la proprietaria del bordello. A un certo punto, circa un mese prima, aveva cercato di portarla fisicamente via da quel posto contro il suo volere. Nessuno ha mai saputo se avesse avuto a che fare con quello che le era capitato, ma quando la ragazza mor, lui perse la testa. Ebbe un esaurimento nervoso. Fu la fine della sua carriera.
Non venne denunciato?
No. Non ci fu mai un arresto. Non cerano prove contro di lui, n contro altri, se per questo. Quello che avvenne alla ragazza fu ed  ancora un vero mistero.
Pensi che le abbia fatto qualcosa?.
Tim fece spallucce. Non  importante quello che penso io.  importante quello che pu essere provato, e nessuno pot provare niente. Ma ci che posso dirti  che Dan Hardy non  una persona stabile. Lo controlleremo per quello che  successo laltra notte alla cameriera.
Dana si sent male al pensiero di essersi probabilmente messa in pericolo andando da un uomo che considerava al di sopra di ogni sospetto per via della sua professione. Non voleva pensare a cosa avrebbe potuto accaderle. Doc Holiday era stato un robivecchi. Chi laveva conosciuto lo aveva descritto come un tipo amichevole e gioviale. Nessuno aveva sospettato potesse essere un mostro. I mostri non ce lavevano scritto in faccia.
E come mai questo bordello era attivo nella contea senza che qualcuno lo chiudesse?, chiese lei. E se questa ragazza era minorenne, perch qualcuno dei servizi sociali non  andato a prenderla?
Fino alla fine della storia, nessuno sapeva quanti anni avesse. E adesso il bordello  sparito. Non era mica unattivit regolare. Era, diciamo, non ufficiale.
Diciamo pure che era uno schifo, fece disgustata Dana. Esisteva perch cerano degli uomini che gli consentivano di esistere. Gli uomini sono assurdi. Nella vostra vita non c che sesso, controllo e potere.
Non puoi giudicare.
Un uomo mi ha spaccato la testa con un martello perch gli andava, replic lei. Penso di essere unautorit in materia.
Il vicesceriffo distolse lo sguardo e sospir, come se quellaffermazione lo colpisse fisicamente. Mi dispiace, Dee. Mi dispiace davvero tanto, ma non sono stato io. Non puoi fare di tutta lerba un fascio.
Davvero?, pens Dana, ricordando dimprovviso limpeto di gelosia e collera che aveva provato nei suoi confronti. Alle superiori faceva sempre il cascamorto con tutte e una volta avevano avuto una discussione perch girava voce se la facesse con una di Levine.
Cosa doveva dirti Hardy?, chiese lui.
Mi ha detto che ti hanno buttato fuori da West Point, rispose brusca lei, in parte per punirlo di quello che si era appena ricordata.
Lui guard il pavimento, contraendo i muscoli della mascella. Dana ricordava che non gli piaceva lo mettessero davanti alle sue mancanze. La facciata di spensierato giovanotto texano poteva scomparire su due piedi.
Tim inghiott la rabbia e annu. I miei voti non erano allaltezza, ammise. Avevo la testa da unaltra parte. Non volevo stare l e, di conseguenza, neanche loro mi volevano.
Mi pare abbia funzionato.
 cos che preferisco vederla, fece lui. Che altro aveva da dirti Hardy? Non ci sei andata per parlare di me.
No, replic Dana. Sulla parete del suo studio sono attaccate tutte le informazioni sulla scomparsa di Casey: una cronologia con la sequenza degli eventi, appunti, domande e un sacco di vecchie immagini di Casey. Al ricordo ebbe un brivido.  una cosa raccapricciante.  ossessionato. Ha detto di avere una copia di ogni singolo documento relativo al caso.
La cosa non mi sorprende, disse Tim.  come un cane impazzito con un osso. Lavor al caso per cinque anni e non riusc mai a trovare una risposta. Questa storia deve davvero tormentarlo.
Gli ho chiesto una copia della dichiarazione che feci quando mi interrog, disse Dana. Pensavo che rileggerla potesse risvegliare quei ricordi.
Te lha data?
S, ma dice che non gli dissi tutta la verit. Pensa che nascondessi qualcosa, confess. Gli ho risposto male. Non avrei mai nascosto qualcosa che avrebbe potuto aiutare Casey.
No, infatti.
Anche se io e Casey avevamo litigato, le volevo bene, disse lei, con le lacrime agli occhi. Non avrei mai fatto niente che potesse ostacolare le ricerche.
No, fece Tim. Eravate come sorelle. Quando ti arrabbiavi, potevi diventare gelida, ma non penso che avresti mai fatto qualcosa per nuocerle, direttamente o indirettamente.
Non lavrei mai fatto!, esclam Dana, offesa dal minimo accenno di dubbio che tradiva quella dichiarazione.
No. Non fare caso a Hardy, disse Tim.  un vecchio strafatto. Ci ha sempre goduto nel far cacare sotto le persone, se mi consenti lespressione. Non stare a sentire quello che dice, Dee. Dio solo sa di che razza di sostanze tossiche fa uso laggi in mezzo al nulla. Non si pu mai dire cosa gli passi per la testa.  convinto di stare per morire, cos mi dicono. Peccato che non muoia davvero.
Dana fece spallucce e accigliata tir un filo che le pendeva dallorlo dei pantaloni del pigiama. Non so. Quando Casey  sparita eravamo ragazzini. Pensavamo di sapere tutto. E se avessi deciso di non raccontargli un dettaglio che consideravo senza importanza e che magari poteva essere la soluzione di tutto?
Ad esempio?
Non lo so, sussurr lei. Dimprovviso le lacrime le riempirono gli occhi e le scesero copiose sulle guance. Vorrei tanto saperlo. Vorrei tanto che mi funzionasse il cervello. Ci sono cose che ricordo chiaramente, e altre per nulla.
Ehi, disse piano Tim. Allung una mano e glielappoggi sulla spalla. Non piangere, Dee. Non devi. Se avessi saputo qualcosa, lavresti detto sicuramente.
La ragazza si scroll di dosso la mano, come un gatto che fugga le carezze. La sua intolleranza era pi forte del bisogno di conforto. Lui ritir la mano e sospir.
Non serve tormentarti pensando che qualche piccolo dettaglio avrebbe potuto cambiare le carte in tavola, fece lui. La vita reale non  un episodio di csi.
Poi aggiunse: Casey non c pi. E non torner. Qualsiasi cosa sia accaduta allora, quello che hai detto o non detto non cambier la situazione. Lascia perdere. Hai detto tu stessa qual  il motivo per cui tutti vogliono sapere se sia stato Doc Holiday a rapirla: vorrebbero solo chiudere finalmente la questione. Ormai, dopo tutto questo tempo, non si arriver a nulla.
Dana si asciug le lacrime dalle guance con lorlo della maglietta. E se non fosse stato Doc Holiday, eh? Qualcuno ce lha portata via, Tim. Se  morta, allora qualcuno lha uccisa e questa persona si fa tranquillamente la sua vita, mentre Casey non pu pi. Non dobbiamo fare qualcosa? Non glielo dobbiamo?
Non esiste una sola speranza, disse lui.
Bel comportamento da parte di un tutore della legge.
Sto solo cercando di spiegarti la situazione in cui stai per cacciarti, Dee. Sono sette anni che il caso  aperto, e ancora non  stato risolto. A meno che non si ritrovi Casey, o il suo corpo, o che qualcuno confessi di averle fatto del male, non c ragione di pensare che verr mai risolto. Non sempre in questi casi si giunge a una conclusione, e mai al lieto fine. Lo sai meglio di me: la tua storia  una rara eccezione.
Lei lo sapeva meglio di chiunque altro, ma sapeva anche che la sua storia sarebbe finita in tuttaltro modo se non avesse continuato a lottare. Se avesse rinunciato, a quel punto sarebbe stata morta.
Lascia stare per stasera, Dee, disse Tim, alzandosi dallottomana. Cerca di riposare.
Dana lo accompagn alla porta.
Chiudi a chiave, fece lui, uscendo nel patio.
S.
La osserv girare la chiave, poi le rivolse uno dei suoi sorrisi timidi e si indic la testa.
Ti abbraccio qua dentro.
Dana lo salut con la mano e chiuse le tende sulla notte e su qualunque cosa vi fosse in agguato.

19.

Non sei il mio cane. Hai capito?, disse John, estraendo dalla busta del takeaway mezzo cheeseburger e mettendolo in una ciotola che aveva recuperato dalla cucina.
Il cucciolo di pastore tedesco inclin la testa di lato, con gli occhi scuri vivi di curiosit. Si lecc il muso e gua piano, improvvisando una danza sul posto, desideroso di farsi avanti e prendere il cibo ma troppo impaurito.
John and allestremit del cassone del pick-up e si sedette, osservando il cane che puntava il naso in direzione della ciotola e fiutava, poi guaiva e danzava leccandosi nuovamente il muso.
Sapendo che il suo vecchio non si sarebbe curato di sapere dove fosse, John aveva parcheggiato dietro il garage, dove il pick-up non era visibile dal vialetto. Aveva sentito arrivare la macchina del padre poco prima, aveva sentito chiudere la portiera e poi la porta di casa. Rientrato dopo una serata al bar, ubriaco e ben pasciuto, il vecchio non sarebbe riuscito. Non avrebbe guardato dietro il garage. Non avrebbe notato la luce di sicurezza sul retro delledificio. L non cera niente di interessante a parte un paio di carcasse di vecchie auto anni Cinquanta che non trovava mai il tempo di riparare e il capanno fatiscente dove teneva gli attrezzi da giardino, rottami assortiti di auto e altro ciarpame che avrebbe dovuto essere gettato da decenni.
John guard il cane accovacciarsi, allungare il collo il pi possibile e poi afferrare in fretta il mezzo cheeseburger. Si port il trofeo sulla vecchia coperta che John gli aveva messo nellangolo del cassone, dietro la cabina al riparo dal vento, e lo divor in tre bocconi. Senza mai distogliere gli occhi da John.
Era il secondo pasto della serata. John era andato al drive-through e aveva comprato una confezione di cheeseburger da novantanove centesimi da dividere con il cane e una grossa porzione di anelli di cipolla per s. Attento a non far ingozzare lanimale, aveva diviso il primo panino in due. Estrasse dalla busta stropicciata laltro cheeseburger e ne prese un morso, incurante del fatto che fosse ormai freddo e sapesse di unto e cuoio vecchio. Nellesercito aveva mangiato ranci che non erano certo migliori.
Gett laltra met al cane.
Ecco qua, Impiastro, disse, senza ammettere a se stesso di aver appena dato un nome allanimale.
Impiastro era una descrizione, non un nome, pens.
Che diavolo avrebbe fatto con un cane? Non aveva un posto dove tenerlo, se non il retro del pick-up. Se lo avesse portato al canile della contea, probabilmente lavrebbero abbattuto. Se lo avesse lasciato libero, lavrebbe preso il Controllo Animali o sarebbe stato investito da una macchina o sarebbe stato preso a fucilate da qualche contadino che voleva difendere i polli o da qualche balordo per divertimento.
Ricord una sera alle scuole superiori, quando aveva bevuto con dei compagni della squadra di football dopo aver perso una partita che aveva compromesso una stagione perfetta. Ragazzi pieni di alcol, rabbia e delusione che urlavano alla luna. Avevano parcheggiato dietro un fienile in rovina in mezzo alla campagna per bere, imprecare e togliersi qualche capriccio. Qualcuno aveva tirato fuori una pistola calibro .22 e due o tre ragazzi si erano divertiti a sparare a topi e conigli solo perch pensavano che far male a qualcosa potesse guarire il loro ego ferito.
Tutto quel trambusto aveva spaventato un gatto tigrato che era uscito da sotto un attrezzo arrugginito. Avevano sparato anche a lui, e lavevano ferito con la loro pessima mira da ubriachi. E quando John aveva espresso la propria contrariet, avevano riso.
A quel punto, Carver gli aveva passato la .22 dicendogli di completare il lavoro, e lui laveva fatto tirando un colpo misericordioso alla testa dellanimale per porre fine alle sue sofferenze. Poi aveva ridato larma ad Andy Dodson, si era girato e aveva dato un pugno in faccia a Tim Carver cos forte da fratturarsi la mano. Era preso da una tale furia cieca che erano dovuti intervenire in due, Andy e Bobby, per trattenerlo e riportarlo alla ragione a suon di pugni.
Ripens a quello che gli aveva detto Carver poco prima, alla minaccia di fargli portar via il cane o farlo abbattere come animale pericoloso, e la rabbia mont, confondendosi con quella di tanti anni prima.
Che testa di cazzo, a minacciare un cane. Il signor vicesceriffo. Sono la cosa pi simile a un amico che hai qui.
Ripensandoci, John scosse la testa. Che razza di amico era mai stato per lui Tim Carver? Uno che gli dava una pacca sulla schiena dopo una meta e faceva finta di non conoscerlo quando buttava male. Si era trasformato in un completo estraneo lestate in cui era scomparsa Casey, prendendo il pi possibile le distanze da John, lui e la sua brillante carriera a West Point.
Agitato da quei ricordi, John infil la mano nel pi profondo recesso della tasca pi nascosta della giacca e ne estrasse uno spinello. Lerba era quasi lunica cosa che lo calmava senza fargli sentire il cervello circondato da uno spesso strato di cotone bagnato. Le medicine che gli avevano prescritto i dottori dellente per i reduci lo avevano lasciato simile a uno zombie, quasi incapace di agire. Da allora era stato pi cauto nellassunzione dei farmaci e andava meglio. Troppi gli facevano superare quel confine sottile e gli scatenavano la paranoia. La quantit giusta lo calmava e gli consentiva di addormentarsi.
Fumare lo rilassava. Inalare, esalare lentamente, la ripetizione ritmica di quelle azioni. Lo invase una sensazione familiare e la tensione cominci ad abbandonare i muscoli. Guard il cane. Il cane guard lui, sospir e appoggi la testa sulle zampe distese.
Avevano molto in comune lui e quel cane, riflett John. Entrambi orfani e randagi, senza un vero posto nel mondo, senza nessuno a cui importasse un cazzo di loro.
Incominciando a sentire il gelo della notte, John appallottol la busta dei cheeseburger, se linfil nella tasca della giacca e scese dalla macchina. Avrebbe lasciato abbassato il portellone posteriore. Cos il cane avrebbe potuto decidere se andarsene o restare. Almeno ora lanimale aveva la pancia piena, una ciotola dacqua e una coperta in cui raggomitolarsi, se lo desiderava.
Resta pure, se vuoi, disse John. Ma non abbaiare. Verrebbe fuori il vecchio e ti sparerebbe.
Il cane sospir e si rannicchi sulla coperta.
John entr in cucina dalla porta posteriore. Erano le undici passate. Se era fortunato, il vecchio sarebbe stato ormai in coma sulla poltrona e avrebbe potuto sgattaiolare inosservato nel corridoio. Voleva farsi una doccia calda e un paio di sorsi del whisky che teneva nascosto in camera sua. Se tutto fosse andato bene e niente avesse turbato il senso di pace che per il momento lo invadeva, sarebbe riuscito ad addormentarsi e a non avere incubi. Almeno per un po.
Immagin che le voci presenti nel soggiorno provenissero dalla televisione, un qualche talk show di una rete sportiva o un reality reazionario. Immaginava male. Era gi entrato nella minuscola sala da pranzo quando si rese conto che le voci erano reali. Nel soggiorno, dritti davanti a lui, si trovavano tre uomini: suo padre, Tim Carver e un terzo uomo in trench scuro, di altezza media, corporatura massiccia e con baffi spioventi. Tutti si voltarono a guardarlo.
Parli del diavolo, disse il vecchio.
Ciao, John, fece Carver. Questo  il detective Tubman. Ti avevo detto che forse sarebbe passato.
Non era ci che gli aveva detto, pens John. Aveva detto che linvestigatore voleva che andasse nellufficio dello sceriffo. Non aveva minimamente accennato a uninvasione in casa sua, ma eccoli l, in piedi nel suo soggiorno, a parlare con il padre. Sapeva solo Dio cosa aveva gi potuto raccontare il vecchio. E perch doveva esserci anche Tim Carver? Se linvestigatore voleva solo parlargli, perch doveva avere il sostegno di ununiforme?
Con gli occhi socchiusi, John pass con lo sguardo da Carver, allinvestigatore al vecchio. E si sent sospingere oltre quel delicato confine entro cui laveva posto la marijuana. Sent la paranoia montargli dentro come una gelida marea. Avrebbe voluto darsi alla fuga e correre uscendo dalla porta posteriore senza fermarsi. Ma rimase fermo, come un cane al guinzaglio. Scappare davanti alla polizia non era mai una mossa saggia.
Ho qualche domanda per te, John, disse linvestigatore, avvicinandosi. Dondolava come una donna incinta, con la pancia che lo precedeva nella stanza.
Anche Carver si avvicin, fino a un paio di metri alla destra del detective, di fatto bloccando laccesso alla porta dingresso. Teneva le mani sui fianchi, vicine allarma in dotazione, vicine al manganello.
John avvert il polso accelerare sempre di pi. Sotto la giacca era accaldato e sudato. Sent aumentare la pressione sanguigna. Allinterno del cervello offeso, i suoi ormoni combattivi scorrevano come acqua da un rubinetto aperto.
Una ragazza di Grindstone  stata stuprata, fece il suo vecchio, infilandosi in bocca una sigaretta e accendendola. Perci, ovviamente, sono venuti a cercare te, disse sarcastico.
John gli sent la voce impastata di whisky Makers Mark. Era gi bello che sbronzo. Fece un tiro dalla sigaretta e cominci a ridere e a tossire.
Forse la vostra prossima tappa dovrebbe essere la canonica di Santa Teresa, disse ridendo allinvestigatore. Il prete  pi sospetto di questo qui. Ha avuto una sola ragazza ai tempi della scuola. Era un bel tipetto, per, ammise, sorridendo come un lupo.
A quel commento, Tim Carver si accigli. Forse dovremmo sederci, propose.
Io rimango in piedi, grazie, disse John.
Come vuoi, fece Tubman, estraendo una sedia dal tavolo. Io mi siedo.  stata una giornata dannatamente lunga.
Allora perch siete qui?, chiese John. Siamo in piena notte. Non potevate aspettare fino a domani?
I crimini non hanno orari, signor Villante, disse Tubman, accomodandosi. Ho una vittima di stupro in un letto dospedale e devo scoprire chi ce lha mandata.
Non io.
Dove sei stato tutta la sera, John?, chiese Carver.
In nessun posto in particolare. Perch?  successo qualcosaltro che volete cercare di affibbiarmi?
Nessuno sta cercando di affibbiarti niente, figliolo, fece Tubman.
John rise sottovoce e guard verso il corridoio. Se avessero deciso di torchiarlo, o di mettergli le mani addosso, avrebbe potuto arrivare al corridoio e uscire dalla finestra della sua camera nel giro di pochi secondi. Laveva fatto diverse volte nel corso degli anni per evitare le botte del vecchio. Nel corridoio, fuori dalla finestra e di corsa nei boschi.
Allora, cominci linvestigatore. Conosci bene April Johnson?
Non la conosco per niente.
S che la conosci, disse il padre. Tir una sedia, la gir, ci si mise a cavalcioni, chinandosi verso il tavolo per scuotere la cenere della sigaretta in una lattina di birra. Fa il turno serale. Capelli castani, culo non male, due belle tettine.
Forse dovrebbero interrogare te, comment graffiante John.
Gli occhi del padre si fecero freddi e inespressivi, come quelli di uno squalo. Non fare il furbo con me, ragazzo. Io non ho bisogno di prendere una donna con la forza.
Nemmeno io.
Mi hanno detto che ieri sera sei stato licenziato da Anthonys, disse Tubman, scatenando le grasse risate del padre di John. Linvestigatore lo ignor. Coshai fatto dopo?
Sono venuto a casa, rispose John. Lanci unocchiataccia al padre. Se non era troppo sbronzo, dovrebbe ricordarsi di avermi visto.
S, lho visto venire a casa, disse il padre. Fece un altro lungo tiro dalla sigaretta e soffi il fumo verso il sudicio soffitto giallognolo. E lho visto riuscire.
Col cavolo che mi hai visto!, strill John. Eri in coma sulla poltrona!.
Quindi sei uscito di nuovo?, chiese Tubman.
Cazzo.
Sono uscito a fare una corsa, disse John.
E dove sei andato?
Da nessuna parte. Solo a correre.
A meno che non fossi su un tapis roulant, devi essere andato da qualche parte.
Ho seguito la strada. Correvo e basta. Ma le giuro che non sono arrivato fino da Grindstone.
Tubman guard Carver. Quanto dista da qui?.
Carver fece spallucce. Cinque o sei chilometri.
Linvestigatore osserv John con occhio critico. Mi sembri abbastanza in forma, soldato. Cinque o sei chilometri non sono molti.
A meno di non avere la corporatura del detective Tubman, fece Carver, cercando di alleggerire latmosfera.
John si limit a guardarlo.
Ti ha visto qualcuno?, chiese Tubman.
Era in piena notte. No. Non mi ha visto nessuno.
A che ora sei rientrato a casa?
Non lo so. Non ho guardato lorologio.
Tubman guard il padre. Lo ha visto rientrare?
No, signore, fece il vecchio Villante, rivolgendo al figlio uno sguardo freddo. Dovevo essere addormentato. Troppo sbronzo per notare qualcuno entrare in casa nel cuore della notte.
Cosa indossavi?, chiese Tubman.
John fece spallucce. Felpa, pantaloni e scarpe.
Di che colore?
Nero.
Tubman inarc un sopracciglio. Sei uscito a correre di notte con dei vestiti neri? Perch hai fatto una cosa del genere?
Perch questi sono i vestiti che ho.
Correre in nero di notte, comment Tubman. Secondo la tua esperienza, chi si comporta cos, vicesceriffo Carver?.
Carver sospir. Chi non vuole essere visto.
Ladri, scassinatori, stupratori.
Non sono uno stupratore, disse arrabbiato John. Ora la testa cominciava a pulsargli. Bum, bum, bum, seguendo il battito del cuore. Aveva la sensazione che il cervello si gonfiasse, premesse contro le pareti del cranio.
Possiamo dare unocchiata a questi vestiti?, chiese Tubman.
No.
Perch no?
Perch vaffanculo, ecco perch!, scatt John, con lansia che gli si avvitava dentro come una molla.
Carver avanz di un paio di passi nella sua direzione, girando attorno al tavolo della sala da pranzo, con le mani tese allaltezza della vita, i palmi rivolti in basso. Non c bisogno di agitarsi, John, disse. Se non hai fatto niente di male.
Io non ho fatto niente di male!.
Allora facci vedere questi vestiti e poi ce ne andiamo, intervenne Tubman.
La testa gli batteva come un tamburo. Respirava troppo in fretta senza riuscire a prendere fiato a sufficienza. Carver avanz di un altro passo, con una finta espressione di preoccupazione in volto.
Tutto bene, John?, chiese. Sembri un po teso.
Venite in casa mia e mi accusate di aver stuprato una ragazza. S, sono un po teso, Tim.
Hai preso qualcosa, John, sei stanco?
Io? S, sono stanco della vita, replic sarcastico John.
Hai gli occhi strani, tutto qui. Tony Tarantino ha accennato a una ferita alla testa che hai avuto in guerra.
Questo spiegherebbe molte cose, fece Tubman. Hai per caso degli svenimenti, John? Hai problemi a controllare la collera?
Prendi dei farmaci?, chiese Carver.
 sempre stato un collerico, disse il padre, alzandosi dalla sedia e gettando il mozzicone nella lattina di birra.
John gli rivolse uno sguardo truce. S,  vero. Ho preso da te. Doveri tu ieri sera mentre ero fuori a correre? Doveri tu quando sono tornato a casa o dopo?.
Luomo si piazz le grosse mani sulla cinta dei jeans. Credevo avessimo stabilito che ero ubriaco.
Come se questo ti impedisse di agire.
Alla destra di John, Carver si avvicin di un altro passo, annusando laria. John si volt per tagliargli la strada, il peso sulle punte dei piedi, le ginocchia morbide, pronto a scattare. Aveva i sensi acutissimi. I colori erano pi brillanti, i suoni pi forti, gli odori pi intensi. Lodore di cipolle fritte e del grasso del cheeseburger proveniente dalla busta accartocciata che aveva in tasca superava quello del suo sudore nervoso e dellaroma dolciastro dello spinello.
Razza di stronzetto ingrato, disse il padre, avvicinandosi dallaltro lato.
John cambi posizione indietreggiando e cercando di controllare entrambi gli uomini in avvicinamento.
Ti lascio vivere in casa mia, senza pagare laffitto, ed  cos che mi parli?, fece il padre, avvicinandosi di un altro passo. Era di qualche centimetro pi basso di John, ma robusto e muscoloso. Anche se aveva quasi cinquantanni, molta gente aveva paura di lui. Lenergia minacciosa che emanava era forte quanto lodore di sudore, alcol e sigarette.
Sei proprio come tua madre, disse.
Una nebbia rossa cal davanti agli occhi di John. Il rombo nella testa era ormai talmente forte che la voce di Tim Carver pareva provenire dal fondo di una galleria.
Signor Villante, per favore pu tornare a sedersi? Non c alcun bisogno di peggiorare le cose.
Lattenzione di John era concentrata sul padre, che mosse ancora un passo nella sua direzione, con la faccia rossa e contorta, i baffi bianchi attorcigliati attorno alla bocca amara.
Troietta piagnucolosa, disse, allung le mani e spinse John forte sul petto, mandandolo contro il muro.
In quellistante, John ebbe la sensazione di separare il cervello pensante da quello emotivo, come se si trovassero in due corpi distinti. Il cervello pensante era distaccato e osservava ci che accadeva, come se si trattasse di un incontro di boxe in televisione. Il cervello emotivo reagiva e agiva. Il suo corpo rispondeva a dei comandi che il cervello pensante non sentiva.
Balzando in avanti come un grosso gatto, si scagli con i pugni contro il vecchio, colpendolo a ripetizione e con violenza  jab destro, jab destro, gancio sinistro  facendolo immediatamente sanguinare dal naso e dalla bocca.
Ottenebrato dallalcol, il vecchio incespic allindietro, grattandolo come un cane. John gli afferr la camicia e gli fece uno sgambetto facendolo cadere in terra.
Non sent quello che gli urlavano Carver e linvestigatore. Non si accorse di Carver che gli era addosso. Sentiva solo la rabbia accecante che gli aveva scatenato il padre. Poi dimprovviso avvert un peso sulla schiena e una pressione contro la gola che gli impediva di respirare, e poi il buio.
Riprese i sensi con un grosso rantolo, risucchiando aria nei polmoni come un subacqueo riemerso dalle profondit delloceano. Lambiente circostante ricomparve come attraverso una ragnatela nera che si schiar dopo che scosse il capo e si fu stropicciato gli occhi. Le ferite aperte sulle mani avevano ricominciato a sanguinare. O forse il sangue non era il suo.
Si tir su da terra e si sedette con la schiena appoggiata al muro. Carver stava aiutando il padre a mettersi su una sedia. Per la prima volta in vita sua, il vecchio pareva quello che era: vecchio. Il pallore del volto contrastava con il sangue che usciva dalla bocca e dal naso. Dimprovviso pareva molto pi piccolo e meno feroce di quanto non fosse mai stato. Si asciug la bocca sanguinante con la manica della camicia di denim e fiss John.
Alza il culo e vattene da casa mia.
John non disse niente.
Alza il culo e vattene da casa mia, ripet il padre, pi forte.
John si alz in piedi. Vado a prendere la mia roba.
No, la roba non la prendi, disse il vecchio, mentre si alzava, sostenendosi al tavolo. Usava la rabbia per generare energia e rigonfiare il suo ego. La voce gli diventava pi forte e sonora a ogni parola. Vattene da casa mia prima che dica a questi stronzi di chiuderti in cella! Esci! Vattene!.
Non vuole sporgere denuncia, signor Villante?, chiese Carver.  un suo diritto, anche se io dir che  stato lei ad alzare per primo le mani.
Il vecchio fece unespressione disgustata e liquid con un cenno lidea.
Carver si rivolse a John, fece spallucce e allarg le mani. Hai sentito che ha detto, John. Va prima che cambi idea.
Finalmente si alz anche Tubman. Non lasciare la citt. Hai un brutto carattere, giovanotto.
John guard ora luno ora laltro. Il naso del padre pareva rotto. Gli occhi gli brillavano dodio. Non era la prima volta nella vita di John che erano arrivati alle mani, ma era la prima volta che aveva fatto davvero male al padre. Nessuno se lo meritava pi di lui, ma in John cera anche un ragazzino spaurito che temeva di aver superato un limite che non gli sarebbe pi stato consentito di riattraversare.
Patetico, pens.
Coraggio, John, disse Tim Carver, avvicinandosi di qualche passo. Ti accompagno alla tua macchina.
John si scroll di dosso la mano che lamico di un tempo aveva cercato di appoggiargli sulla spalla e si diresse verso la porta sul retro.
Aspetta un giorno o due e poi vieni a prendere le tue cose quando  al lavoro, fece Carver mentre sincamminavano verso il garage. O forse cambier idea e ti far entrare lui.
Che se ne vada affanculo, replic John. Spero che beva fino a crepare. Prima lo fa, meglio . Glielo verserei in gola io, se potessi.
Non  una buona idea manifestare propositi omicidi davanti a un vicesceriffo, disse Carver. Giusto per regolarti in futuro.
John sinfil le mani livide e sanguinanti nella tasca della giacca e si appoggi alla griglia del suo pick-up.
Non dovresti restare qui stanotte, se stai pensando di dormire in macchina, disse Carver. Allontanati. Non vorrei essere richiamato tra una o due ore e scoprire che vi siete sparati. Hai un posto dove andare? Un amico, un parente, una ragazza?
Non c problema, replic John. Non aveva niente di tutto ci. Aveva la sua macchina e un cane randagio. Ma aveva dormito in posti peggiori di un pick-up e con compagnie peggiori di quella di un cane.
Tieniti fuori dai guai, per lamor del cielo, disse Carver. Ti sto facendo un grosso favore a non metterti dentro, John. Tubman mi spaccher il culo per questo. Perci non farmene pentire.
Pensi che sia uno stupratore e mi lasci libero?
Non ho mai detto di pensare che sei uno stupratore. Ma anche se lo fossi, dovresti essere pi stronzo di un sacco di merda se ora andassi ad aggredire qualcuno. Anche con una ferita alla testa, non puoi essere tanto stupido.
Grazie, disse John, con quel tanto di sarcasmo che impediva di capire se fosse davvero grato o incazzato per quella dubbia manifestazione di fiducia.
 proprio un figlio di puttana, tuo padre, disse Carver. Se avessi voluto davvero ammazzare qualcuno, penso che a questora sarebbe sotto terra. Vattene via di qui. E non dire mai che ti ho dato una mano.
John lo guard rientrare in casa. Gir attorno al veicolo e chiuse la sponda posteriore. Il cane era ancora raggomitolato sulla coperta.
Andiamo a fare un giro, disse John.
Guid fino allarea di sosta dei camion e parcheggi accanto a un paio di autotreni che si erano fermati per la notte. Abbass la sponda per dare al cane la possibilit di scendere, poi si inoltr nel bosco per fare pip. Il cane lo segu, sollevando la zampa accanto a un albero. La notte era a momenti stellata e a momenti scura e le nubi correvano rapide sulla luna. Laria era fredda. John ripens allAfghanistan e ad alcuni dei posti pericolosi in cui aveva dovuto dormire, con lonnipresente minaccia della morte. Al confronto una notte in un parcheggio non era un gran sacrificio. Malgrado ci, avrebbe quasi desiderato trovarsi laggi. Almeno in guerra, il nemico non  il tuo stesso padre.
Ripens a quello che aveva detto il vecchio, al fatto che era come sua madre. Avrebbe voluto ricordare la madre quel tanto che bastava per sapere se fosse vero. Se nera andata quando lui aveva otto anni. Ricordava che era bella. Ricordava il modo in cui gli rimboccava le coperte la sera. Ricordava di aver desiderato che non se ne fosse andata senza di lui. Ricordava la sensazione di vuoto e paura che gli si era spalancata dentro perch laveva abbandonato senza nessuno che lo proteggesse dal padre. Eppure non era mai riuscito a odiarla. Ogni sera era andato a letto con la segreta speranza che tornasse a prenderlo, ma lei non lo aveva mai fatto.
Tornato al pick-up, sal nella cabina, e cerc di trovare la posizione meno scomoda per dormire. Appoggi la spalla contro il finestrino del guidatore e guard fuori mentre il cane alzava le zampe contro lo sportello e cominciava a guaire. I loro occhi si incontrarono nella fioca luce del parcheggio.
John sospir. Si disse che cedendo non ne sarebbe venuto niente di buono, ciononostante si ritrov ad aprire lo sportello. Scese dalla macchina e rimase in piedi mentre il cane saltava dentro e si sistemava sul sedile del passeggero.
Ma comunque non sei il mio cane, disse John rientrando e chiudendo lo sportello. Giusto perch tu lo sappia.

20.

Mamma, hai visto i miei piedi?
S.
Dove?.
La madre di Dana volt una frittella e alz lo sguardo dai fornelli. Come, dove?
Dove sono i miei piedi?, domand con impazienza Dana.
Allestremit delle gambe, lultima volta che ho guardato.
No!.
S!. Guard per terra e indic con la paletta. Eccol l. Vedo due piedi e dieci dita.
Dana chiuse forte gli occhi e gemette. No. Non piedi. Come piedi. Vanno sui piedi.
Inizia con S, sugger la madre.
Ssssss-scarpe!, disse Dana con una sensazione di trionfo misto a sollievo. Poi arriv la ben nota combinazione di delusione e imbarazzo. Per lamor del cielo, certo che conosceva la differenza tra scarpe e piedi.
Non essere troppo severa con te stessa, fece la madre. Credo che non ti stia riposando abbastanza. Quando sei stanca, hai sempre pi difficolt a trovare le parole.
Sto bene, replic Dana, prendendo un piatto, ormai dimentica dei piedi nudi. La dottoressa Burnette mi ha detto che devo pormi degli obiettivi. Non posso farlo se dormo in continuazione.
Se ieri sera  un esempio di questi obiettivi, non mi fa impazzire. Non te ne puoi andare in giro da sola, Dana. Non voglio neanche pensare a quello che avrebbe potuto succedere.
Non  successo niente, disse Dana, ignorando il fatto che era morta di spavento dal detective Hardy e che cercare di seguire le indicazioni del navigatore laveva esaurita fino allo stremo. La madre non doveva sapere nulla di tutto ci. Sono andata a parlare con quelluomo e sono tornata. Se Frankie non fosse passata, nessuno se ne sarebbe accorto.
La madre la guard mentre si mettevano a tavola. Dana.
Lynda Che c?, chiese Dana, sedendosi.
Roger la scrut da sopra il giornale. Dana gli lanci unocchiataccia, poi torn a guardare la madre.
Vuoi pensare di poter fare tutto esattamente come prima, ma non puoi, tesoro, disse la madre. Non ancora. E se ti fossi persa?
Avevo il telefono con il navigatore.
E se il telefono si fosse scaricato? Se non ci fosse stato campo?
E se mi avesse rapito unastronave aliena?
Le mie sono possibilit realistiche, insist la madre. Dobbiamo trovare un sistema. Se vai da qualche parte, devo saperlo. Devi mandarmi un sms o lasciarmi un biglietto. Annotati sul telefonino che devi dirmi quando vai da qualche parte. Promettimelo.
Te lo prometto.
Dana addent la frittella. E se avesse dimenticato di guardare lappunto che le ricordava di lasciare un biglietto? Tenne la domanda per s.
Cosa doveva dirti quellinvestigatore?, chiese la madre, come se fosse una normale conversazione da tenere a colazione, come se stessero parlando di un incontro con un vecchio professore delle superiori.
Mi ha detto che ha indagato sulla morte di pap, fece Dana.
La madre alz lo sguardo. Roger abbass il giornale.
Credevo fossi andata a chiedergli qualcosa sulla scomparsa di Casey, disse la madre.
Esatto.  stato lui a menzionare pap. Perch nessuno mi ha mai detto che ci fu unindagine?
Eri una bambina, rispose Roger.
Perch avremmo dovuto dirtelo, tesoro?, chiese la madre. Eravamo tutti distrutti. Soprattutto tu. Lindagine era solo una formalit. Non ne sarebbe uscito niente. E infatti non usc niente. Fu un incidente.
E se non lo fosse stato?, domand Dana. Per questo dovevano indagare, per accertarsi che non lo avesse spinto qualcuno gi dal promontorio. Non avevo il diritto di saperlo?
Avevi dodici anni, disse Roger.
Ne avevo quattordici, lo corresse Dana, offesa che neanche si sforzasse di ricordarlo.
Roger alz gli occhi al cielo. Eri una bambina. Non cera motivo di coinvolgerti.
Non mi hanno mai interrogato, disse lei. E se avessi saputo qualcosa?
Ad esempio?, chiese la madre.
Non lo so. E se avessi sentito una conversazione o assistito a qualcosa che non mi rendevo conto fosse importante.
Ma non fu cos, replic secco Roger. Perch non cera niente da sentire o da vedere. Tuo padre  scivolato ed  caduto. Non lo spinse nessuno. Perch qualcuno avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Non aveva nemici. Lo avrei saputo. Ero il suo migliore amico.
Eri presente?, lo provoc Dana. Hai assistito alla scena?
No.
E allora non sai niente.
Non c niente da sapere, tesoro, disse la madre. Lufficio dello sceriffo dovette indagare perch non cerano stati testimoni, ma nessuno pens mai che potesse non essere un incidente.
Questo non vuol dire che lo sia stato per forza, disse testarda Dana.
Era andato a caccia da solo, fece Roger. Gli dicevo sempre che era una pessima idea, ma lui sosteneva che camminare in quella zona gli schiariva le idee.  probabile che stesse cercando di stare dietro a quellindisciplinato del suo cane.  arrivato troppo vicino allorlo e ha perso lequilibrio.
E allora dovera Alce?, chiese Dana. Alce non avrebbe mai abbandonato pap. Mai.
Forse si perse cercando di raggiungerlo. Abbiamo sempre immaginato che labbia preso qualcuno sulla strada e se lo sia tenuto.
S, annu Dana. Forse la persona che uccise pap.
Riflettici, disse Roger, cercando di incarnare la voce della ragione. Credi davvero che quel cane avrebbe permesso a qualcuno di fare del male a tuo padre?.
Dana rimase un momento in silenzio, ripensando al grosso ed esuberante labrador e a quanto fosse legato al padre. Dimprovviso le venne in mente limmagine del padre con il gigantesco Alce sistemato comodamente in grembo, entrambi con un enorme sorriso stampato in faccia. Oltre a essere di buona indole, il cane era molto protettivo nei confronti di tutta la famiglia. Era improbabile che avesse lasciato avvicinare al padre una persona con brutte intenzioni.
A meno che non lo conoscesse, fece lei lentamente, guardando il patrigno.
Roger sospir e si alz. Ora me ne vado, prima che mi accusi direttamente di aver assassinato tuo padre, disse lui. Eddie era come un fratello per me. Gli volevo bene come a un fratello.
Roger, cominci la madre di Dana, tendendogli la mano per fermarlo.
Luomo liquid con un cenno qualsiasi intervento della moglie. Non voglio sentire niente, Lynda. Devo comunque andarmene. Oggi riprendiamo lintervista al vivaio e cominciamo a organizzare il party.
Usc dalla stanza e la madre guard Dana, frustrata.
Aveva un alibi?, domand Dana, insensibile alle emozioni del momento.
Dana, devi smetterla.
Perch? E se fosse stato lui a uccidere pap?
Basta!, esclam la madre. Non ha ucciso tuo padre! Era il suo migliore amico. Quando successe, Roger era distrutto. Eravamo tutti distrutti. Lufficio dello sceriffo condusse lindagine di routine per i casi di morte accidentale, furono molto discreti e agirono con grande tatto nei nostri confronti. Non ci fu alcuna cospirazione. Toglitelo dalla testa!.
Dana guard accigliata il piatto, tagliando la frittella con la forchetta in pezzi sempre pi piccoli, mentre rifletteva su ci che le aveva detto la madre. Ma non fu capace di trattenere le domande che le venivano in mente.
E dovera quando avvenne lincidente?, chiese.
La madre si nascose il volto tra le mani, fece un respiro lento e misurato ed espir: Quel pomeriggio aveva degli appuntamenti con i fornitori.
Cio aveva guidato da un vivaio allingrosso allaltro. A meno che non ci fosse stato qualcuno con lui che poteva giustificare ogni minuto tra una sosta e laltra, dovevano esserci state grosse lacune nel suo alibi. Ma gli investigatori dello sceriffo di certo avevano controllato la sua versione. Dana ripens alla cronologia che Dan Hardy aveva attaccato al muro per la scomparsa di Casey. Immagin che avessero fatto lo stesso anche per il caso del padre.
Sono passati pi di dieci anni, disse la madre. In tutti questi anni non hai mai messo in dubbio il carattere o le motivazioni di Roger. Non sei mai stata legata a lui come lo eri a tuo padre, ma ci sei sempre andata daccordo.
Non so perch, brontol Dana, ma ora non mi piace.
 un fatto nuovo dopo la lesione cranica. Prima ti piaceva. Forse reagisci cos solo perch  un uomo. Forse ti ricorda luomo che ti ha fatto del male.
Non lo ricordo.
Non lo ricordi a livello conscio. Secondo i medici questo non significa che non abbia lasciato tracce nella parte emotiva del tuo cervello.
Una delle numerose frustrazioni che derivavano dalla sua condizione: i ricordi a cui non poteva accedere ma che comunque avevano la capacit di influenzare le sue emozioni. Quanto di ci che provava per Roger era genuino e giustificato? O lantipatia e la diffidenza nei suoi confronti erano il risultato della ferita emotiva che provava perch durante la convalescenza lui le si era tenuto a distanza? Quanto dipendeva dalla paranoia provocata da ci che aveva subito?
Credi davvero che lavrei sposato se avessi pensato che poteva aver fatto qualcosa di male a tuo padre?, chiese la madre. Credi che sia stupida o che non sappia valutare le persone?
No.
O forse faccio parte anchio della cospirazione?
No, disse Dana, pentita. Non aveva mai messo in dubbio che i suoi genitori si amassero. Quando il padre era morto, la madre era andata letteralmente in pezzi. La relazione con Roger si era sviluppata lentamente nel corso dei due anni successivi alla morte del marito.
Scusami, fece Dana.
Non devi scusarti con me, ma con Roger. Lui ti vuole bene, tesoro. Ha fatto del suo meglio per sostituire tuo padre. Tu e pap eravate talmente legati che non  stato facile per lui cercare di assumere quel ruolo. Ma pensa a tutte le manifestazioni a cui ha partecipato quando eri a scuola. A tutte le volte che ha scarrozzato in giro te e Casey prima che prendeste la patente. Tutte le volte che io non potevo esserci, cera Roger. Ricordi la grande festa di laurea che ti ha organizzato? Dovresti rivedere tutte le fotografie di eventi familiari e vacanze e cercare di ricordare il tuo rapporto con Roger prima.
Aveva gi trascorso ore sulliPad e sul computer a guardare fotografie di parenti e amici, degli anni delle superiori e delluniversit. Immagini di amici, di luoghi in cui aveva lavorato. In ospedale e al Weidman Center aveva passato gran parte del tempo proprio impegnata in questattivit, cercando di collegare le immagini ai frammenti di ricordi con alterno successo. Pareva ci fosse sempre una sorta di estraneit, semplicemente perch lei non era la stessa Dana che aveva costruito quei ricordi.
I rapporti non facevano eccezione. Il rapporto della Dana di Prima con Roger Mercer sembrava appartenere a qualcun altro, perch cos era. La Dana di Adesso era la sua nuova realt, e lei vedeva il mondo attraverso un filtro molto pi cupo. La Dana di Prima era stata curiosa. La Dana di Adesso era sospettosa. La Dana di Prima aveva creduto nella bont intrinseca degli uomini. La Dana di Adesso aveva provato sulla sua pelle la loro inclinazione al male.
La questione era: quale percezione era autentica? A quale realt doveva credere? Forse la giovane e ingenua Dana di Prima aveva visto il mondo come avrebbe dovuto essere, invece che comera davvero. Forse la Dana di Adesso aveva ragione a mettere in dubbio tutto e tutti coloro che credeva di conoscere.
Mi vuole bene?, disse. Non riesce nemmeno a guardarmi per pi di due secondi da quando sono cos, fece, indicando il volto deturpato. Non te ne sei accorta?.
Certo che se nera accorta e aveva pronta una giustificazione. Non riesce ad accettare quello che ti  capitato.
Neanchio, replic Dana. Ma devo guardare questa faccia allo specchio tutti i giorni. Mi servirebbe il sostegno delle persone che in teoria mi vogliono bene. Tu mi sei sempre stata vicina, mamma, o fisicamente o al telefono, o al computer. Roger non  riuscito a venire a trovarmi pi di una volta al mese.
Roger  un uomo molto impegnato, tesoro.
E allora? Anche pap lo era. Pensi che non mi sarebbe stato vicino? Sai che non  vero. Sarebbe stato l per me, proprio come te. Sai che  cos.
Lo sapeva. Dana vide la madre lottare con le emozioni che le provocava quella verit, la verit che Roger Mercer non era luomo che era stato Eddie Nolan. Con quella verit viveva ogni giorno e dormiva ogni notte.
Non  una persona cattiva, Dana, disse. Non  perfetto, ma  un uomo generoso. Quello che ti  successo ha inciso su tutti noi. Lui ci sta mettendo un po pi di tempo ad assorbirlo.
Dovrebbe pensare a come mi sento io, disse Dana in tono monocorde. Lui ha perso una bella figliastra, io ho perso la mia identit. Ho perso quella che era la mia vita e quella che sarebbe potuta diventare.
La madre le accarezz il braccio. Ti costruirai una nuova vita, tesoro. Avrei voluto che non fosse cos, ma sono felice che ne abbia la possibilit. E devi sapere che non stai compiendo questo viaggio da sola. Siamo tutti con te.
Dana annu per accontentare la madre, ma in cuor suo pens: Tutti tranne Roger.
Squill la sveglia del cellulare della madre. La donna lo guard e sospir.
Devo andare. Ho lappuntamento dal parrucchiere. Vuoi venire con me?
Non ho capelli, disse Dana, accarezzandosi la corta zazzera bionda.
Potresti farti le unghie, o una pedicure.
No grazie. Mi riposer un po, disse, solo per far contenta la madre.
Bene, fece Lynda, chinandosi per darle un bacio sulla fronte. Ci vediamo dopo.
Dana rimase seduta al tavolo per qualche minuto, fissando la colazione che ormai non aveva alcuna voglia di mangiare. Frammenti di ricordi le turbinavano in testa come un caleidoscopio. Ricordi di lei e di Casey l in casa, a quella tavola, a cucinare in quella cucina, a guardare di sotto la tv.
In alcuni di essi cera Roger. Roger laccompagnatore, lautista, il padre surrogato. Non era mai stato particolarmente a suo agio con i giovani come era stato suo padre. Eddie riusciva a trovare un naturale equilibrio tra autorit genitoriale e cameratismo che lo faceva amare e rispettare da tutti gli amici di Dana. I tentativi di Roger di legare con i ragazzi erano sempre parsi falsi e forzati. Dana apprezzava quegli sforzi e al contempo ne era imbarazzata.
Ora, ripercorrendo quei ricordi, sentiva una sorta di disagio pensando al patrigno. Ma secondo la teoria della madre, quei sentimenti erano legati a un evento che nulla aveva a che fare con lui.
Con la testa che le pulsava per lo sforzo di schiarirsi le idee, torn in camera sua e apr la portafinestra che dava sul patio, facendo entrare laria pulita e frizzante. Il cielo era di un incredibile blu elettrico, tipicamente autunnale. I colori dellerba e del bosco retrostante parevano ipersaturi.
Subito Smoking trotterell fuori per sdraiarsi al sole sul lastricato, facendo le fusa e vibrando, rotolandosi e stiracchiandosi.
Dana usc nel patio, le pietre erano calde sotto i piedi nudi e la brezza era fresca quel tanto che la spinse ad avvolgersi lenorme cardigan attorno al corpo esile. Era una giornata cos bella che pareva impossibile immaginare esistesse del male nel mondo. Guardando oltre il basso muro in pietra, verso la collina erbosa e il bosco dipinto con le brillanti sfumature autunnali, cerc di ricordare la sensazione che aveva provato la prima sera a casa, quando le era parso che qualcuno la stesse scrutando dal bosco. Sembrava assurdo ora nella luce di quella perfetta giornata da cartolina.
Ma anche quando era scomparsa Casey era stata una bella giornata. Un caldo giorno estivo con vaporose nuvole simili a popcorn che fluttuavano nel cielo. E a un certo punto, quel giorno, qualcuno aveva sottratto Casey Grant a tutti coloro che la amavano. Dana voleva sapere chi e perch.
Con la mente concentrata sul suo obiettivo, rientr in camera, poi si ricord di Smoking. Il gatto correva lungo una fila di crisantemi, facendo ogni tanto un salto per cercare di acchiappare una farfalla.
Smok!, lo chiam Dana e batt le mani per attirare la sua attenzione. Lanimale non le bad, continuando la sua caccia alla farfalla.
Dana usc di nuovo nel patio e il suo tentativo di prendere Smoking non ebbe maggior successo di quello del gatto di acchiappare la farfalla. Se ne correva allegro da una parte allaltra del patio, vibrando e miagolando, con la coda dritta in su, sfidandola a inseguirlo.
Senza fiato e con la testa che le girava, alla fine Dana rinunci ed entr in casa, lasciando aperto uno spiraglio perch Smoking potesse rientrare, sperando che la curiosit su dove fosse finita avesse la meglio cos da poter richiudere la porta.
Sedette alla scrivania e accese il computer. Accanto alla tastiera cera il taccuino che aveva portato con s la sera prima a casa del detective Hardy. Ne estrasse la copia della sua dichiarazione, che le aveva dato Hardy, e la lesse dallinizio alla fine.
Non cera molto. Casey aveva dormito da lei. Al mattino erano andate a fare colazione da Grindstone, poi erano andate al vivaio. Aveva detto che Casey se nera andata perch non si sentiva bene. Da quel momento Dana non laveva n vista n sentita. Mai pi.
In quella storia doveva esserci molto pi di qualche arido paragrafo, una raccolta di monotone dichiarazioni: siamo andate l, abbiamo fatto questo, lei ha fatto quello. Cosa pensavano? Cosa si erano dette? Hardy sosteneva che un testimone le aveva viste litigare. Dana non ne aveva alcuna memoria. Era forse un altro pezzo del passato che il suo cervello aveva deciso di cancellare per il suo bene? O non cera davvero niente di importante da ricordare? Nei sette anni successivi alla scomparsa di Casey, non le era venuta in mente nessuna informazione rilevante. N a lei, n a nessun altro.
Ripens allo studio di Hardy: la cronologia, gli appunti, le fotografie. Aveva come estratto dal cervello la sua memoria per attaccarla alla parete. Non doveva frugare nella sua mente tormentata in cerca di dettagli immagazzinati negli angoli pi remoti. Gli bastava guardare il muro per trovarli.
Dana guard la sua camera, le librerie su misura e la grande testiera imbottita, le immagini incorniciate alle pareti e le interruzioni delle porte. Usc nel corridoio e osserv la lunga parete continua che partiva dalla sua camera. Di solito in quel corridoio non passava nessuno, tranne lei.
Ritorn alla scrivania, tir fuori da un cassetto un grosso pennarello nero, torn alla parete e, partendo dalla porta dello sgabuzzino, tracci una spessa riga nera al livello degli occhi fino alla porta del bagno, per una lunghezza di tre metri buoni. Nel punto iniziale scrisse sulla riga giorno prima, poi qualche centimetro a destra scrisse giorno in cui  scomparsa casey. Perpendicolarmente alla riga orizzontale, tracci delle linee verticali sopra e sotto e scribacchi le informazioni che ricordava  che lei e Casey erano andate a fare colazione da Grindstone, che Casey era andata con lei a lavorare al vivaio, che Casey aveva lasciato il vivaio  aggiungendo le domande: indisposizione?? O litigio???
Quando la memoria labbandon, prese liPad e cominci a sfogliare gli articoli sulla scomparsa dellamica, annotando i dettagli sul muro. Us pennarelli di colore diverso per i particolari forniti da diverse persone: blu per John Villante, rosso per Tim Carver, verde per la madre di Casey, viola per se stessa.
Quando infine fece un passo indietro e osserv il risultato, non aveva idea di quanto tempo ci avesse messo. La liscia e pulita parete beige si era trasformata in una caotica opera darte, una ragnatela di linee costellata da nuvolette con dentro parole, dichiarazioni e domande. Si sentiva esausta, ma pi leggera per aver messo i suoi ricordi in un posto in cui fossero visibili, in cui non potessero scivolare nel buio, nascondendosi nelle crepe del suo cervello.
Era tutta sudata. Senza fiato, come se avesse fatto un duro esercizio fisico, ma si sentiva bene. Aveva realizzato qualcosa.
Con le mani sui fianchi, part dallinizio e lesse lentamente ogni appunto. Casey aveva dormito da lei. Dana aveva scritto che la madre era andata in Florida per assistere la nonna dopo un intervento alla cistifellea. Con loro era rimasto Roger. Il mattino dopo erano uscite poco dopo le nove per andare a fare colazione da Grindstone, poi al vivaio. Roger era rimasto a casa con lemicrania. Casey aveva lasciato il vivaio dopo un litigio con Dana, di cui era stato testimone un impiegato. Pi tardi, Casey aveva chiamato Tim. Aveva anche telefonato a John per fissare un appuntamento per la serata. Questi aveva dichiarato che non si era presentata. La macchina di Casey era stata trovata nel parcheggio dellarea di sosta dei camion allestremit opposta del Silvas Garage, lungo il margine del bosco che costeggiava il complesso.
Cerano troppi vuoti nel muro, pens Dana. Limmagine costituita dalle linee e le parole era asimmetrica, troppo piena allinizio. Dopo quellultimo giorno in cui aveva visto Casey, la riga continuava solitaria con lappunto marginale di un presunto avvistamento che si era risolto in un nulla di fatto.
La parete  troppo vuota, ripens. Poi comparve una macchia scura, che crebbe lentamente sul muro verso lestremit della riga.
Dana sent il cuore fermarsi, poi riprendere a battere in petto come un pugno contro una porta.
Non una macchia, pens mentre il cervello si sforzava di elaborare quella visione. Nel giro di qualche nanosecondo, la sua mente pass dallidentificazione di una macchia a quella di una non-macchia, da qualcosa di simile a una macchia alla parola che le gel il sangue nelle vene.
Ombra.
Lombra di un uomo in piedi nella sua stanza.

21.

Hai trovato una risposta, ragazzina?.
Dana si volt di scatto e indietreggi, andando a sbattere forte contro il muro.
Sulla soglia di camera sua cera Dan Hardy, con gli occhi scuri che luccicavano di una sorta di febbre. Follia, pens Dana. Pareva pi grosso della sera prima, troppo grande per quello spazio, quasi che le spalle larghe minacciassero di rompere la cornice della porta. Il sorriso che gli incurvava gli angoli della bocca era quello di un gatto che abbia intrappolato il topo.
Cosa ci fa qui?, chiese Dana. Aveva cercato di assumere un tono indignato, ma sapeva di non essere minimamente riuscita a nascondere il proprio terrore.
Sono venuto a trovarti, replic lui. Parlava con voce bassa e cupa, il tono seducente di un predatore che gode della paura che ispira nella preda.
Come  entrato in casa?
Ho suonato il campanello di sopra. Non mi ha risposto nessuno. Ho pensato di fare un giro della casa per vedere un po. Hai lasciato la porta del patio aperta. Dovresti fare pi attenzione. Quando si apre la porta per far entrare laria, pu entrare anche qualcosaltro.
Temendo di muoversi, di voltare la testa, Dana guard alla sua destra. Il corridoio terminava nello sgabuzzino. Nessuna via duscita. Anche se fosse entrata nella stanza e avesse chiuso la porta, non cera la serratura. Cerc di pensare agli oggetti presenti nello sgabuzzino che potevano servirle da arma. Decorazioni natalizie. Forse qualche attrezzo. Le sarebbe stato addosso prima che potesse prenderli. Le sarebbe stato addosso prima che potesse arrivare alla porta.
Sei una tipetta vivace, disse lui. Immagino tu abbia pi attrattive di altre. Quanti giorni ti ha tenuto?, chiese. Due? Tre? Lho dimenticato.
Conosceva la sua storia. Ci aveva pensato. Dana non rispose. Se voleva fantasticare sul suo sequestro e le torture, non gli avrebbe dato spontaneamente una mano.
Ogni cellula del suo corpo tremava. La paura le attanagliava il petto. Quasi non riusciva a respirare.
Guard il soggiorno alla sua sinistra, con il grande camino in pietra e gli utensili in ferro, la serie di porte che davano sul patio, le scale che salivano al piano principale della casa. Era come se fossero lontani un chilometro. Per raggiungere un punto qualsiasi avrebbe dovuto passare accanto a Hardy. Gli bastava fare un passo per bloccarle la strada.
Non aveva altra scelta. Doveva cercare di correre.
Strinse le dita attorno al pennarello. Come arma non era granch, ma era lunica che aveva.
Come se le avesse letto nel pensiero, Hardy avanz nel corridoio, intrappolandola.
Mi ha seguito ieri sera?, chiese Dana.
Perch avrei dovuto? So benissimo dove abiti.
Per spaventarmi, replic lei. Pare che ci provi gusto.
Ripens alla storia che le aveva raccontato Tim a proposito di Hardy e della giovane prostituta, a come lui avesse fisicamente portato via la ragazza dalla casa in cui lavorava, a come fosse sparita e riapparsa giorni dopo, contusa e sanguinante.
Hai provocato un bel po di casino ieri sera, fece lui. Lho visto al notiziario.
Tutti sanno che sono venuta da lei, disse Dana. Lho detto. Cera anche lo sceriffo.
E Carver, il tuo ex ragazzo. A quello non dispiace farsi riprendere dalle telecamere. Un giorno potrebbe fare il politico.
Sa che sono venuta da lei. Se mi succede qualcosa, verranno dritti a cercarla.
Ah, fece lui con un sorriso. Il caro Carver si  dato alla letteratura. Ti ha raccontato qualche storia su di me, vero?.
Dana non sapeva se fosse meglio menzionare o meno la ragazza. Non aveva idea di cosa potesse scatenargli. Si chiedeva quante possibilit avesse di superarlo di corsa. Se gli avesse dato un calcio sulle palle tanto forte da farlo piegare, magari O forse sarebbe riuscito a prenderla prima che potesse dargli un calcio, o magari lo avrebbe solo incattivito
Perch dovrei farti del male, ragazzina?, chiese lui. Mi aiuterai a risolvere il caso. Ho bisogno che tu venga con me.
Con lei non vengo da nessuna parte, replic Dana.
Luomo ridacchi.
Hai fegato, lammetto, disse. Ma ragioniamo. Se avessi brutte intenzioni, farei tutto quello che posso per portarti via di casa: ti prenderei a botte, ti strangolerei, ti legherei. O potrei decidere che non vali il disturbo e farei quello che voglio qui, prima di ammazzarti.  una questione di rapporto rischi-benefici. Se riesco a portarti via di casa e averti in mio potere, otterr di pi, ma  maggiore il rischio a portarti via o a fare quello che voglio qui?  cos che ragiona un predatore.
Dana aveva voglia di piangere. Era pervasa da ondate successive di emozioni, di sensazioni legate a ricordi a cui non aveva accesso, ricordi di ci che le aveva fatto un altro folle. Listinto di fuggire era svanito insieme allopportunit di farlo. Ora era come paralizzata, in attesa. Come lavrebbe uccisa? Con le mani? Con un coltello? Quanto si sarebbe divertito con lei prima? Sarebbe stata capace di chiudere la mente e fuggire dalla realt di ci che laspettava?
Teoricamente parlando, fece lui. Se avessi brutte intenzioni, dovresti fingere di collaborare e compiacermi tanto da farmi allontanare da questo corridoio. Seguirmi docile come un agnellino finch non siamo fuori casa e poi scappare come una furia. Se avessi brutte intenzioni, ripet.
Lasci sospesa nellaria la possibilit per quella che parve uneternit. Poi sospir e fece un paio di passi indietro, allentando la tensione.
Dana tremava come se avesse tenuto in mano un martello pneumatico. Si cinse il corpo con le braccia e strinse forte. Il sollievo che non fosse venuto a ucciderla era logorante quanto la paura che aveva provato. Si sent le gambe molli e scivol con la schiena contro la parete fino a trovarsi seduta per terra.
La prego, se ne vada, bisbigli lei. Vada via.
Ho bisogno che tu venga con me.
Non  pi un poliziotto. Non sono obbligata a venire da nessuna parte con lei. E non lo far.
Vuoi sapere cosa  successo alla tua amica, no?.
Dana non rispose subito. La risposta era pi complicata di un semplice s o no. Voleva davvero sapere se la sua amica era morta della terribile morte a cui lei stessa era sfuggita? No. Voleva sapere se la lite avuta con Casey poteva averla spinta tra le braccia del killer? No. Voleva una soluzione e risposte alle sue domande? S. Voleva giustizia per la sua amica? S. Aveva paura di dove lavrebbero portata quelle domande? Moltissima. Aveva paura di Dan Hardy? Decisamente.
Abbiamo un obiettivo comune, tu e io, le disse, guardando le scritte sul muro.  per questo che sei venuta da me. Ora sono venuto io.
Cosa vuole da me?
Voglio che tu ripercorra i tuoi movimenti di quel giorno.
Ci ho provato. Chiudo gli occhi e cerco di ricordare.
No, disse Hardy. Intendo dire andare ovunque andaste insieme quel giorno. Passo dopo passo.
Non ho intenzione di salire in macchina con lei, disse Dana.
Se avessi voluto ucciderti, lavrei gi fatto.
Magari non vuole uccidermi, replic Dana. Ma forse mi ritroveranno tra un paio di giorni nuda e massacrata su una strada sterrata.
Lespressione delluomo sindur. Dana si pent di non essersi almeno alzata in piedi prima di scatenare in lui una furia omicida. Avrebbe voluto unultima possibilit di scappare.
Sai solo quello che ti hanno detto, ragazzina, fece lui, con un ringhio nella voce, fissandola negli occhi con il suo sguardo cupo. Non mi conosci. Non sai niente di me. E non sai niente di quello che  successo.
Dana aveva paura anche di battere le palpebre. Cerc di deglutire, ma aveva la bocca talmente asciutta che per poco non si strozz.
Non devi aver paura di me, disse Hardy.
Perch no?, chiese lei amara.  un uomo, no?.
Lui la fiss per un lungo momento, e il suo sguardo si addolc in unespressione quasi di compassione. E tu pi di chiunque altro ti sei guadagnata il diritto di pensarla a questo modo, disse piano.
Dana ancora non si fidava. Mi hanno detto che si diverte a far impazzire la gente.
Avrebbe potuto scagliarsi contro di lei e spaccarle la faccia con uno dei suoi massicci pugni. Avrebbe potuto chinarsi e schiacciarle la laringe con una mano. Invece, scoppi a ridere tra il divertito e lamareggiato.
Sei davvero buffa, disse.  vero, mi piace far impazzire la gente. Non mi resta molto altro. Tranne questo caso, fece indicando con la testa il muro e le annotazioni che Dana ci aveva scarabocchiato sopra. Mi aiuterai, ragazzina?
Non entrer in una macchina con lei, ribad Dana.
Come ti pare. A ogni modo cominciamo da qui, disse lui, indicando linizio della sequenza degli avvenimenti. Casey pass la notte qui da te. Cosa ricordi di quella notte?
Niente di particolare. Dormivamo spesso a casa mia o sua. Anzi, si corresse, Casey dormiva qui molto pi spesso di quanto facessi io da lei. La madre aveva un compagno che viveva fuori citt. Quando lui veniva a trovarla, Casey restava da me per non sentirli fare sesso.
Karl Florian, disse Hardy. Era un liquidatore assicurativo di Terre Haute. Lui e la signora Grant erano andati a Indianapolis per un weekend lungo. Avevano un solido alibi. Quindi Casey venne qui e?
Ho letto la mia dichiarazione, disse Dana. Dice che non facemmo niente di speciale.
Quella dichiarazione non serve neanche per pulirsi il culo, fece Hardy. Non vuol dire niente. Non voglio che mi riferisca cosa dicesti sette anni fa. Voglio che chiuda gli occhi e ripensi a quella sera. Cosa vedi? Cosa senti? C qualche odore? Chi altro cera?
Mia madre era in Florida con la nonna. Quella sera rimanemmo a casa. Pioveva. Ordinammo una pizza. Guardammo dei film. Cose normali. Niente che valga la pena ricordare. Non sapevamo che sarebbe stata lultima volta.
E il tuo patrigno?
S?
Cera anche lui? Rimase con voi?
S. Mangi anche lui una pizza.
Era mai in qualche modo inopportuno?
Roger? No. Era un po impacciato con i miei amici. Voleva fare il padre moderno, ma non ci riusciva.
Casey disse mai che si sentiva a disagio in sua presenza?
No, rispose automaticamente Dana, poi ci pens su, cercando di ricordare se limbarazzo di Roger avesse mai superato il limite. Non le venne in mente nulla di definito, ma quando ridisse no, lo fece con meno convinzione.
Roger era un sospetto?
Tutti sono sospetti, ribatt Hardy. Finch non risolvo un caso, sono tutti sospetti. Anche tu.
Io?, fece Dana, offesa per quellinsinuazione. Perch avrei dovuto far del male a Casey?.
Luomo fece spallucce, incurante dei suoi sentimenti. Eri arrabbiata con lei.
Non mi piacevano i ragazzi che si sceglieva, e quindi lavrei uccisa?, disse Dana, alzandosi.  ridicolo!.
Pu capitare che uno perda la calma, replic lui, prendendole di mano il pennarello nero e avvicinandosi al muro per aggiungere qualche appunto. E aggredisca qualcuno, magari senza volere. Volano parole grosse, qualche spintone, qualcuno inciampa e cade, batte male la testa. Ed ecco che si diventa degli assassini.
E sarei una mente criminale tanto sofisticata da aver nascosto il suo corpo senza lasciare tracce. Come avrei fatto?
Con laiuto di qualcuno, fece lui con tono pratico.
E chi sarebbe stato il mio complice?
Il tuo ragazzo, il suo, il tuo patrigno, tua madre anzi no, lei era fuori citt, quindi  esclusa.
Lei  pazzo.
Dico solo per dire.  cos che deve ragionare un investigatore, replic lui. Non posso preoccuparmi di non ferire i tuoi sentimenti, ragazzina. Non posso preoccuparmi del fatto che il tuo patrigno  un senatore. Non esiste persona al mondo che nelle giuste circostanze non possa commettere un omicidio.
Compreso lei?.
Lui le rivolse una lunga occhiata di traverso, ma non disse niente.
Dana guard lappunto che Hardy aveva aggiunto alla parete. Diceva che dopo aver lasciato il vivaio, Casey era tornata a casa a prendere le sue cose. Orario indeterminato.
Luomo chiuse il pennarello e guard lorologio. Andiamo. Voglio arrivare da Grindstone prima che si riempia per il pranzo.

22.

Dana and con la sua macchina, seguita da Hardy in una vecchia e comune berlina grigia. Non un pick-up, osserv la ragazza, anche se questo non significava che non ne possedesse uno. Parcheggi nello spiazzo davanti al ristorante e rimase ferma un momento, riflettendo sullopportunit di trovarsi l. Non poteva pretendere di entrare in un locale e passare inosservata. La gente lavrebbe guardata, fissata. Lavrebbe riconosciuta e si sarebbe messa a bisbigliare.
Trasal quando Hardy buss al finestrino.
Andiamo, le url, aprendo lo sportello.
Non voglio, disse Dana. Ho cambiato idea.
Perch? Pensi che tutti si metteranno a guardarti?
S.
E allora? Sei quella che sei. Non puoi nasconderti per il resto della vita per un paio di cicatrici. Se la gente  tanto maleducata da fissarti, vaffanculo. Di.
Ges, mormor Dana. Perch mi affanno ad andare da una terapista quando mi basterebbe passare un po di tempo con lei?
Difatti proprio non lo capisco, brontol lui, prendendole il braccio per farla uscire dallauto.
Dana si divincol. Non mi tocchi! Uscir quando ne avr voglia. Non sono alle sue dipendenze.
Sto morendo, borbott lui. Tra poco non potr pi starmene in un parcheggio del cavolo ad aspettare che tu decida o meno di mettere alla prova la tua delicata sensibilit.
Vaffanculo.
Non dire parolacce. Sono ridicole in bocca a una ragazzina come te, disse, mentre Dana scendeva dallauto. A meno che tu non sia forte abbastanza da spaccargli il culo, non dire mai a un uomo vaffanculo.
Quante perle di saggezza, mormor Dana, tirandosi su il cappuccio.
Te le puoi ricamare su un cuscino, se vuoi.
Dana si incammin verso il ristorante come se si dirigesse al patibolo. Erano anni che non andava da Grindstone. Ledificio era un po separato dalle altre strutture del complesso: Silvas Garage, il distributore di benzina e il negozio che offriva anche bagni e docce per i camionisti. Ledificio era una semplice costruzione in blocchi di cemento, ma la facciata del ristorante aveva un rivestimento scolorito a listelli e unampia veranda con vecchie sedie a dondolo che gli conferiva una casalinga aria di campagna.
Lansia di Dana aumentava a ogni passo. Se tanti anni prima le strade sue e di Casey si erano incrociate con quelle di Doc Holiday, doveva essere avvenuto l. Era risaputo che seguiva gli itinerari dei camionisti. Aveva rapito diverse delle sue vittime proprio in aree come quella, luoghi affollati e trafficati dove i volti si mescolavano, la gente andava e veniva, si fermava unora o dieci minuti ed era ben presto dimenticata.
A cosa stai pensando?.
Dana sussult allimprovviso suono della voce rude di Hardy. Solo che passavamo qui un sacco di tempo, io, Casey e i nostri amici. Ci venivamo sempre dopo le partite di football o di basket. Non abbiamo mai pensato che non fosse un posto sicuro, che qualcuno incontrato qui per pochi minuti potesse essere.
Non voleva pronunciare il suo nome. Le pareva che dicendolo avrebbe potuto evocarlo, come richiamare uno spirito maligno in una seduta spiritica.
Era solo un uomo, disse Hardy, salendo i gradini della veranda. Non renderlo pi di quanto non fosse.
Solo un uomo che le aveva rovinato la vita, distrutto la carriera, fatto a pezzi lautostima, lesionato il cervello e fracassato la faccia. Solo un uomo che aveva torturato e ucciso chiss quante ragazze.
Si alzava la mattina e cacava come qualsiasi essere umano del pianeta, disse Hardy. E quando lo hai ammazzato, ha sanguinato come qualsiasi altro. Non attribuirgli superpoteri solo perch una volta ha avuto la meglio su di te.
Dana avrebbe voluto controbattere che era molto pi di questo, che non era cos semplice, ma si rimangi le proteste. Quale uomo poteva comprendere il terrore di essere alla completa merc di una persona pi grande, pi forte, una persona dotata di una crudelt infinita e un appetito insaziabile per la sofferenza altrui? Non molti vivevano esperienze simili a quella che aveva vissuto lei. E da quello che le aveva raccontato Tim, Dan Hardy aveva pi cose in comune con il suo aggressore che con lei.
Lui le tenne la porta aperta, Dana entr, volt subito a destra e poi and dritta fingendo di interessarsi allo scaffale di depliant turistici che raccomandavano itinerari da Shelby Mills fino a Louisville e nel Kentucky, con i suoi celebri cavalli. Hardy chiese un spar.
Mentre la cameriera li guidava attraverso il locale, Dana rimase a testa bassa, tenendosi impacciata i bordi del cappuccio. Anche cos, le parve di sentire gli sguardi e i bisbigli degli avventori che erano riusciti a vederla in faccia.
Che ti guardi?, url Hardy a uno.
Imbarazzata, Dana chin il mento sul petto, tirandosi ancor pi il cappuccio con la speranza che la inghiottisse completamente. Sinfil nel spar, mettendosi nellangolo e facendosi pi piccola possibile. Hardy le si sedette di fronte e ordin due caff.
Questo esperimento non ha senso se te ne stai tutto il tempo a fissare il tavolino, si lagn Hardy. Devi alzare gli occhi. Guardarti intorno, ascoltare le voci, annusare gli odori.
Ai rumori e agli odori non si poteva sfuggire. Dana era al limite di un sovraccarico sensoriale. Il locale era affollato, quasi pieno. Il suono delle conversazioni e il tintinnio delle posate sui piatti le aggrediva le orecchie. Le parve di sentir bisbigliare il suo nome. Gli aromi del caff e del grasso del bacon le riempivano le narici. Era quasi un anno che non metteva piede in un ristorante e la sua prima uscita avveniva in un locale per camionisti gremito e pieno per lo pi di uomini, dove era ben possibile avesse incontrato la prima volta il tizio che lavrebbe seviziata anni dopo.
Aveva i nervi che le ronzavano come cavi elettrici ad alto voltaggio. Dentro di s ripeteva i vari passaggi per riordinare i pensieri, calmare il respiro e respingere londata di emozioni che le avrebbe inondato il cervello mandandola in tilt.
Guard Hardy senza alzare la testa. Credevo che oggi dovesse fare la chemio.
Lho annullata.
Perch?
Guardati intorno, disse lui, eludendo la domanda. Immagina Casey seduta qui con te. Veniste a fare colazione. Cosa ordinaste?.
Dana fece un respiro lento e profondo ed espir contando piano fino a quattro. Prendevo sempre uova al tegame e focaccine.
Ordinale.
Non ho fame.
Non importa. Ordinale comunque.
Offre lei?, chiese Dana. Ho dimenticato di portare i soldi.
Offro io.
Le ordini lei.
La cameriera torn con i caff. Hardy ordin le uova. Dana teneva la testa china, contando i respiri.
Lei  Dana Nolan, vero?, fece la cameriera, un po senza fiato, come se avesse incontrato una star del cinema. Ho seguito il suo caso ogni sera al telegiornale! E ora  tornata. A Shelby Mills  quasi una celebrit!.
Lasciala in pace, sbrait Hardy.
La cameriera scapp come un cavallo ombroso, affrettandosi verso la cucina, dove avrebbe riferito il suo incontro a ogni singolo dipendente.
Probabilmente ora mi sputer nel piatto, brontol Hardy.
Una cameriera di qui  stata aggredita laltra sera, disse Dana.
S. La sera che sei tornata a casa.
Lo dice come se fosse colpa mia.
Potrebbe essere. Io non credo alle coincidenze.
Mi pare che quel giorno sia crollata la borsa, tra laltro. Anche quello  colpa mia?
Torni a casa.  in tutti i notiziari. E quella sera una giovane cameriera, che guarda caso lavora nello stesso posto dove  scomparsa la tua amica, viene aggredita e seviziata. Da un lato, le cose peggiori avvengono. In questa contea vengono denunciati diversi stupri lanno. Dallaltro, il tuo ritorno sta suscitando un rinnovato interesse per il caso di Casey Grant. Pu essere sufficiente per scatenare le reazioni di qualcuno. Se il tizio che lha rapita vive qui, lha fatta franca per sette anni. A questo punto avr anche smesso di guardarsi alle spalle. E quel coglione di Tubman non si  certo dato molto da fare sul caso. Poi dimprovviso torni tu, e tutti si interessano a te e a quel vecchio caso, e tutti fanno domande, e Casey Grant  di nuovo nei telegiornali, e di nuovo il tizio si sente sotto pressione. E se qualcuno ricorda qualcosa? O si trova qualcosa? E la pressione cresce finch non ha bisogno di aprire la valvola. Quindi esce e si trova una giovane cameriera di Grindstone.
Dana segu il suo ragionamento, con lo stomaco sottosopra allidea che il suo ritorno avesse potuto essere il catalizzatore di unaggressione a unaltra donna. Il ciclo della violenza si alimentava in modi che non si era neanche immaginata.
Ho incontrato John Villante quella sera, disse lei. Ha portato una pizza. Quando mi ha visto  scappato via come se avesse visto un fantasma.
Forse lha visto davvero, fece Hardy. O forse Doc Holiday sequestr Casey. O forse April Johnson era solo nel posto sbagliato al momento sbagliato e la sua aggressione non ha niente a che vedere con te.
Rimasero in silenzio qualche minuto, mentre le varie possibilit si inseguivano nel cervello di Dana, al punto da farle venire mal di testa. Per distrarsi, estrasse il telefono dal marsupio della felpa e cominci a fare fotografie del ristorante, inquadrando qualche avventore che mangiava e altri che la guardavano, con aria irritata, sorpresa o perplessa. Punt lobbiettivo verso Hardy e ne cattur lo sguardo accigliato.
Sotto le luci impietose del locale, aveva un colorito giallognolo e le rughe sul volto erano marcate e profonde come se fossero state intagliate da uno scalpellino. Lo ricord ai tempi della scomparsa di Casey: pi giovane, massiccio, con i capelli. Era come se il tempo e la malattia lo avessero spogliato di tutto ci che non era strettamente necessario tranne i folti baffi, uniche vestigia rimaste.
Quando arriv il piatto, la cameriera glielo sbatt davanti e si allontan senza una parola.
Cosa ordin Casey quel giorno?, chiese lui, prendendo una forchetta e mescolando il cibo.
Laroma del piatto si lev in una nube di vapore: uova fritte, patate fritte con cipolle, peperoni e fette di bacon. Malgrado non avesse fame, a quel profumo le venne lacquolina in bocca. Riusciva quasi a sentire il sapore delle focaccine, mentre Hardy le spalmava di burro e se le portava alla bocca. Il ricordo di quel gusto e della consistenza era da anni impresso nella sua memoria e anche se era da molto, moltissimo tempo che non mangiava quel piatto, il ricordo cera ancora, innescato dallolfatto.
Cosa ordin Casey quel giorno?, richiese Hardy.
Pane tostato, rispose Dana, sorpresa che un dettaglio tanto insignificante venisse a galla come una bolla daria sulla superficie della densa brodaglia che aveva in testa.
Che ricordi, tu o lei parlaste con qualcuno?
Glielavrei detto sette anni fa.
Non necessariamente. Non se pensavi che non fosse importante. Che importanza poteva avere un saluto scambiato con una persona andando al bagno delle signore? Probabilmente nessuna.
E allora probabilmente non me lo ricorderei, sottoline Dana.
 tutto l dentro, disse Hardy. Sepolto in fondo a un cassetto di qualche schedario mentale. Hai solo bisogno della leva giusta per aprirlo.
Dana cerc di immaginare Casey che andava e tornava dal bagno, sorridendo e scuotendo la folta massa di capelli scuri. Molti degli avventori di Grindstone erano degli habitu e conoscevano Casey. Lei salutava sempre tutti, era cordiale con tutti. Nonostante ci che riteneva Hardy, Dana non pensava che avrebbe fatto caso se Casey avesse salutato qualcuno. Non ci sarebbe stato niente di strano.
Ma qualcosa nellaccenno al bagno delle signore laveva colpita. Quel giorno, Casey non si sentiva bene ed era andata in bagno non appena i piatti erano arrivati al tavolo. Dana chiuse gli occhi e cerc di rivedere la scena: Casey che tornava al tavolo, tutta sorridente, salutando le persone che incontrava. Dana cerc di ricordare le facce, ma non ci riusc.
Rivolse di nuovo la sua attenzione al display del telefonino e scorse le fotografie appena scattate, osservando cos a suo piacimento gli altri avventori senza doverli guardare direttamente. Qualcuno di loro cera quel giorno di sette anni prima? Uno di loro poteva essere quello che due giorni prima aveva mandato allospedale April Johnson? Parevano tutti cos comuni.
Solo un uomo, aveva detto Hardy di Doc Holiday. Un uomo come gli altri. Proprio come quelli seduti nel ristorante. Alto, basso, grasso, magro, calvo, con la barba. Si fondevano tutti luno nellaltro. Ci che distingueva un assassino non stava nellaspetto, ma nella testa e nel cuore. Ci che distingueva un assassino era celato in luoghi che nessuno poteva vedere. Gli involucri erano intercambiabili. Finch da essi non fossero emersi i demoni nel cuore della notte, nessuno avrebbe potuto identificarli.
Dana trattenne leggermente il respiro quando un uomo tozzo, calvo e con la barba scura riemp lo schermo del telefonino.
Che c?, chiese Hardy. Riconosci qualcuno?.
Dana fiss la fotografia. Dimprovviso le mani le divennero fredde, la faccia calda e le si acceler il battito.
Chi ?
Non lo so, mormor lei, scuotendo il capo. Le venne la nausea. Non so chi sia.
Impaziente, Hardy le strapp il telefono dalle mani e osserv la fotografia, poi si volt a guardare direttamente luomo, seduto in un spar poco distante.
Oh mio Dio, bisbigli Dana, imbarazzata. Non lo guardi!.
Hardy si era gi alzato. Inorridita, Dana lo vide avvicinarsi alluomo e mostrargli il distintivo. Quando i due si voltarono per guardarla, avrebbe voluto coprirsi la faccia con il cappuccio e scivolare sotto il tavolo. Ora le pareva che tutti nel ristorante la stessero fissando. Il frastuono delle voci, il tintinnio dei piatti e delle posate scomparve nel nulla. Riusciva a sentire solo il rombo del suo battito nelle orecchie.
Sconvolta e in preda al panico, si alz troppo in fretta, sbattendo con il fianco contro il tavolo e versando il caff di Hardy fuori dalla tazza. Scapp dal spar, urtando una cameriera e facendole cadere un piatto pieno di cibo. La donna si volt a guardarla, sorpresa e arrabbiata, con il volto contorto come in uno specchio deformante.
Dana la spinse via e corse fuori dal ristorante, nella veranda, finendo dritta contro un uomo robusto che lafferr per le braccia con mani unte e tanto forti da poterle spezzare le ossa. Mentre cercava di divincolarsi, colse di lui vaghe immagini: una faccia paonazza sotto capelli a spazzola bianchi, folti baffi alla Fu Manchu che incorniciavano un ghigno di denti giallastri e labbra grosse, occhi scuri simili a quelli di uno squalo.
Ehi!, url, mentre Dana scalciava tentando di liberarsi. Grintosa la signorina!.
Gli uomini intorno ridevano. Resisti, Mack!.
Mi lasci andare! Mi lasci!, url Dana, guardandolo.
Luomo contorse il volto in unespressione scioccata e schifata. Ges Cristo!.
Dana gli diede un calcio sullo stinco con quanta forza aveva in corpo.
Ahi! Razza di troietta!, strill luomo, allontanandola con una spinta.
Dana inciamp allindietro, perdendo lequilibrio e cadendo di schiena sul pavimento della veranda.
Che diavolo succede?, url unaltra voce maschile.
Tim si chin verso di lei e le porse la mano per aiutarla ad alzarsi.
Stai bene?
S, rispose Dana, agitata e imbarazzata.
La spost da un lato come se fosse un mobile qualsiasi e si rivolse agli uomini. Che diavolo sta succedendo qui?
Mi ha dato un calcio!, sbrait luomo robusto.
Signor Villante, pensa di essere un granduomo a maltrattare una ragazza in questo modo?, chiese Tim. Pensa sia una bella cosa alzare le mani su una donna? Non lo  in questa contea. E soprattutto, non davanti a me.
Si volt di nuovo verso Dana. Tutto bene?
S, mormor lei, armeggiando con il cappuccio. Voglio solo andarmene. Devo andarmene.
Scese dalla veranda e attravers di corsa il parcheggio fino alla macchina, ma gli sportelli erano chiusi. Con mani tremanti, si frug nelle tasche dei jeans e nel marsupio della felpa. Niente chiavi. Solo il cellulare che vibrava.
Tir fuori il telefono e guard il display. La madre. Lingorgo di emozioni nel cervello le impediva di ricordare come sbloccare la tastiera. Scatt la segreteria e comparve un messaggio: Dove sei???? Rispondimi!!!!
La sua frustrazione eruppe come un vulcano e Dana gett il telefono contro la macchina, punendo entrambi allo stesso tempo. Lapparecchio rimbalz sul finestrino del guidatore e atterr a faccia in su sullasfalto.
Ti riuscirebbe meglio con queste, disse Dan Hardy, reggendo il suo portachiavi con limmagine di Hello Kitty, ridicola nella sua mano grossa e grinzosa.
Volevi scappare, ragazzina?, chiese. Non puoi scappare da quello che hai nella testa.
Mi dia le chiavi!, strill Dana, cercando di prenderle con un balzo.
Hardy alz il braccio, tenendo il mazzo fuori dalla sua portata. Quel demone  nella tua testa, che tu gli dia un volto o meno. Non te ne libererai mai finch non lo farai uscire alla luce del giorno.
Hardy!, chiam Tim, correndo nella loro direzione. Era in borghese, con un paio di jeans, stivali da cowboy e una camicia azzurro scuro. Fuori servizio, ma sempre con un atteggiamento autoritario sul volto e nella postura. Posso chiederti che diavolo pensi di fare?.
Hardy lo guard con espressione impassibile. La signorina Nolan e io stavamo rimembrando i tempi andati, rispose. Ricordi i bei vecchi tempi in cui spar la tua amica Casey?.
Tim rivolse alluomo uno sguardo freddo e prolungato. Lultima cosa che ricordo  che sei andato in pensione. Anzi, se non sbaglio, ti  stato espressamente chiesto di dimetterti. E allora, che significa tutto questo? Non hai nientaltro con cui riempire la tua vita triste e vuota se non la demenziale idea di riconquistare la gloria passata? Ma no, scusa. Non lo hai mai risolto il caso, dico bene?, disse, gettandogli in faccia il suo fallimento.
Faresti meglio a non sputare sentenze, West Point, ringhi Hardy.
Tim Carver divenne paonazzo. Penso che dovresti ridare alla signora le sue chiavi.
Hardy guard prima Tim poi Dana e poi di nuovo Tim, con espressione imperscrutabile. Abbass il braccio e Dana afferr le chiavi.
Pensa a quello che ti ho detto, ragazzina, fece. Se non lo affronti, non potrai mai liberarti del passato.
And verso la sua macchina, entr e avvi il motore. Dana aspett finch non si fu allontanato, poi si chin a raccogliere il telefono.
In questi giorni, tuo malgrado, sei sempre al centro dellattenzione, disse Tim. Stai bene?
S, rispose Dana. Che  successo con quelluomo sulla veranda?
Mack Villante? Niente. A meno che tu non voglia sporgere denuncia contro di lui.
Il padre di John Villante, fece Dana, come le si fosse accesa una lampadina. Gli sono andata addosso e non mi voleva lasciare. Mi sono fatta prendere dal panico.
Non preoccuparti. C sicuramente una fila di persone lunga cos che vorrebbe prenderlo a calci. Non rammaricarti per essere quella che ci  riuscita.  un tipo squallido e sgradevole. Lho visto dare addosso a John ieri sera, il suo stesso figlio. Lha aggredito sferrando colpi con quei pugni grandi come prosciutti. E sono sicuro che non era la prima volta.
Casey aveva paura di lui, replic Dana. Ricordo che lei e John non stavano quasi mai a casa di lui perch suo padre le faceva venire la pelle doca. Diceva che la guardava con aria famelica.
 un tipo rozzo, disse Tim. So che al tempo della scomparsa di Casey fu controllato attentamente dagli investigatori, ma aveva un alibi. Era con una tizia a Levine. La ragazza conferm la sua storia. Hardy pensava che mentisse, che fosse terrorizzata da Mack, ma non pot dimostrarlo. E non ci fu mai alcun indizio che puntava nella sua direzione. La ragazza mor poco tempo dopo in un incendio. Un avvenimento sospetto, ma dalle indagini non emerse mai nulla.
Si appoggi allauto e si mise a braccia conserte. In jeans e camicia assomigliava di pi al ragazzo di un tempo, anche se in versione pi seria e muscolosa. Mentre la guardava, lazzurro dei suoi occhi era intenso come quello del cielo autunnale.
Dana, che diavolo ci facevi qui con Dan Hardy? Dopo quello che ti ho detto ieri sera, te ne vieni qui con lui? Ma insomma, che ti credevi?
Voleva che ripercorressi i movimenti miei e quelli di Casey di quel giorno, fece Dana. Pensava che potesse risvegliarmi la memoria.
E lha fatto?
Non come intendeva lui. Non ancora, a ogni modo. Forse se fossimo andati al vivaio Dice che io e Casey litigammo. Non me lo ricordo. O non voglio ricordarlo.
Guard il cellulare che aveva ricominciato a vibrare per unaltra telefonata della madre. Rifiut la chiamata e mand un sms: Sono con Tim. Tutto ok.
Ho un paio dore prima di entrare in servizio, disse lui. Se vuoi, vengo con te.
Grazie. Accetto lofferta, replic Dana. Dopo la mattina che ho avuto, la scorta della polizia mi sembra unottima idea.

23.

Il Mercer-Nolan Nursery and Garden Center per Dana da piccola era come il paese delle fate, con tutte le terrazze, i pergolati, i gazebo decorati con luci scintillanti. In primavera e in estate era lussureggiante come il giardino dellEden, con vasi pensili straripanti di foglie verdi e fiori, e alberelli sagomati a forma di conigli, unicorni, cavalli rampanti. A Natale, diventava un fiabesco mondo invernale, con ogni sorta immaginabile di albero natalizio decorato, corone e ghirlande di fiori ovunque, laroma di pino e abete e del sidro caldo speziato che profumava laria.
Con lapprossimarsi di Halloween, il vivaio era traboccante di colori autunnali: crisantemi ovunque, file di alberelli che mutavano le foglie. Zucche a centinaia erano sparse su entrambi i lati del vialetto, con allegri spaventapasseri a guardia delle potenziali lanterne.
Come aveva sempre fatto, Dana imbocc il vialetto laterale riservato ai dipendenti, parcheggiando dietro il negozio di oggettistica e le serre. Tim ferm accanto il suo lucente pick-up argento. Era sempre stato estremamente orgoglioso delle sue macchine, e le incerava e lucidava ogni domenica mattina. Questa pareva appena uscita dal concessionario ed era talmente lustra che sotto i raggi del sole emanava un bagliore accecante. Unestensione della sua immagine perfetta, pens Dana, vedendolo scendere dal veicolo e andarle incontro. Per lui era sempre stato importante essere considerato perfetto. Forse lei non era stata molto diversa, pens. Ai bei tempi, qui passavo non so quante ore a spezzarmi la schiena per uno stipendio da fame, disse lui con un sorriso.
Ti avr temprato il carattere, replic piatta Dana.
Sicuramente.
Il vivaio era sempre stato una fonte di occupazione per i locali studenti delle superiori. In quanto ragazzo di Dana, Tim vi aveva avuto accesso automatico.
A quanto ricordo, riuscisti molto presto a farti assegnare alle vendite, disse Dana mentre risalivano il sentiero verso gli edifici.
Il sorriso di Tim si allarg ulteriormente. Il dono della parlantina servir pur a qualcosa oltre che a riempire i silenzi imbarazzati.
Gli era sempre risultato facile ingraziarsi gli adulti. Roger aveva trattato pi Tim come un figlio di quanto avesse mai fatto con lei. Era stato in parte grazie alle manovre e agli armeggi di Roger se Tim era potuto entrare a West Point.
Cosa disse Roger quando lasciasti West Point?.
Tim fece spallucce. Non lho mai pi sentito. Ritornai qui dopo molto tempo. I miei si erano separati e trasferiti, e io stavo a Fort Wayne. Quando tornai a Shelby Mills, Roger si comport come se non mi avesse mai conosciuto. Immagino sia un modo di manifestare la sua disapprovazione. Per lui non esisto pi.
Vorrei tanto che fingesse di non conoscere me. Adesso non mi piace proprio e non riesco a pensare che mi sia mai stato simpatico.
Non avrebbe mai potuto prendere il posto di tuo padre. Allepoca eri solo pi gentile, tutto qua.
Dana lo guard accigliata mentre camminavano lungo il bordo del giardino in ombra. Vorresti dire che ora sono maleducata?.
Tim scoppi a ridere. Mi piace questa nuova Dana. Sei senza peli sulla lingua.
 strano, confess Dana con un sospiro. Sedette su una panchina che guardava verso il laghetto delle ninfee. Pensare che ero unaltra persona.
Eravamo tutti altre persone, Dee, disse Tim, sedendosi accanto a lei. Tutti cambiamo. Sono diversi i motivi, tutto qui. Alcune persone cambiano perch lo vogliono, altre perch devono. A volte  una scelta, altre no. Tu non hai potuto scegliere. Nel caso non te lo ricordassi, non eri molto tollerante con chi cercava di decidere per te, aggiunse, cercando di punzecchiarla per distoglierla dalle cupe riflessioni su ci che le era capitato.  l che emergeva il tuo caratterino. E allora, si salvi chi pu!.
Ero cos terribile?.
Tim scoppi a ridere. Da qualche parte devo ancora avere le impronte dei tuoi denti.
Dana non rise. Ripens a quello che le aveva detto Hardy quella mattina: una persona pu perdere le staffe, basta una spinta e una botta alla testa e si diventa degli assassini.
Hardy mi ha detto che allepoca ero una sospettata, disse lei, ancora offesa. Offesa e un po impaurita.
Be s, fece Tim. Statisticamente, le persone vengono uccise da chi le conosce. Eri stata una degli ultimi a vederla. E vi avevano viste litigare.
Se n andata da qui e non lho pi rivista.
Tim alz le mani in segno di resa. Non sto dicendo che sei stata tu! Ma Hardy doveva guardarti con occhi diversi. Era il suo lavoro. E sottolineo era. Voglio che te lo ficchi bene in testa. Non devi pi avere a che fare con lui, Dee. Sul serio.
Camminiamo, propose lei, alzandosi. Voglio proseguire.
Voleva andare in giro e cercare di ricordare quel giorno e tutto ci che lei e Casey si erano dette. E avere la certezza di non sapere assolutamente cosa fosse successo allamica.
In un giorno feriale dautunno cerano pochi clienti a curiosare per il vivaio rispetto a quelli che dovevano esserci stati quel giorno destate di sette anni prima. Dana sal verso le terrazze, dove le cassette delle piante annuali estive dovevano essere state in piena fioritura. Ora erano state sostituite da viole del pensiero e altri fiori invernali. Era compito suo trascinare i tubi e annaffiare le piante. Casey laveva seguita, cianciando ininterrottamente delle loro manie del momento: cantanti pop, star del cinema, pettegolezzi di scuola, ragazzi.
Si ferm un momento, cercando di risentire le loro chiacchiere di sette anni prima. Di sotto, fervevano le attivit intorno al grande gazebo centrale. Gli operai stavano sistemando balle di paglia, spostando vasi di piante, montando tavoli da picnic. Allinterno del gazebo cerano persone sedute su sedie da regista, da un lato cera un tecnico dietro una telecamera montata su un treppiedi.
Roger aveva menzionato unintervista. E un party. Qualcosa che aveva a che fare con la sua campagna probabilmente, anche se la cosa non la interessava minimamente. Sperava solo venisse rieletto, cos avrebbe passato diversi giorni a settimana a Indianapolis, e lontano da casa loro.
Guard a destra, dove lungo un alto steccato in legno erano esposti diversi graticci. Dal punto in cui si trovava poteva vedere oltre lo steccato ledificio che ospitava le toilette. Per una frazione di secondo, le balen in testa limmagine di Casey che usciva dal bagno e veniva verso di lei, e fu attraversata da una strana sensazione di rabbia e paura.
La dottoressa Burnette le aveva spiegato la differenza tra memoria emotiva e memoria contestuale. Dana aveva svolto anche un po di ricerche personali sullargomento. Ma sapere come, perch e dove fossero immagazzinati nel cervello i diversi tipi di ricordi non era di aiuto per recuperarli.
Ora ricordava di essere stata in collera con lamica, ma per qualche ragione il motivo del litigio non aveva mai attecchito o era scomparso dopo il fatto, considerato poco importante, o troppo traumatico.
Ti viene in mente qualcosa?, chiese Tim.
Tornava dal bagno ed ero arrabbiata con lei, disse, cercando di ritornare indietro nel tempo, di risentire la loro conversazione. Avevamo avuto una discussione. Qualcuno ci vide litigare. Ma ancora non ricordo qual era il motivo.
Probabilmente Villante, disse lui. Forse ti aveva detto che si erano rimessi insieme. Questo ti avrebbe fatto imbestialire. E perch ricordartelo? Su questo argomento litigavate almeno una volta al mese.
Non te lo disse?, chiese Dana, guardandolo. Ti chiam dopo essersene andata via di qui. Il detective Hardy mi ha detto che ti chiam per lamentarsi di me.
S. Come altre cinquanta volte, replic lui. Dana  prepotente. Dana  una stronza. Bla, bla, bla.
Tanto per farti capire, nel caso non lo sappia gi, continu lui, le chiacchiere che le ragazze rivolgono ai ragazzi entrano da un orecchio ed escono dallaltro. Non mi disse niente di diverso da quello che mi aveva probabilmente detto centinaia di volte. E, no, non mi sento in colpa, perch non era di nessunissima importanza rispetto a quello che le capit dopo.
Vorrei esserne anchio cos sicura, disse Dana.
Posso metterti la mano sul braccio?
Cosa?.
Tim fece unespressione buffa. Sono uno che tocca. Lo sai. Voglio toccarti il braccio prima di chiarire il mio punto di vista, e non voglio beccarmi un pugno perch ti ho toccato. Posso toccarti il braccio?
Ok, fece accigliata Dana.
Tim le appoggi la mano sullavambraccio e la guard negli occhi. Tesoro, ti  mai venuto in mente che forse tutta questansia sulla scomparsa di Casey deriva dal senso di colpa che hai perch tu sei sopravvissuta a quello che ti  successo e lei no?.
Immediatamente, Dana pens allincubo che aveva avuto e al senso di colpa che aveva avvertito dopo.
Forse.
Tim spost la mano sul suo volto, appoggiandola sul punto in cui erano stati lesionati i nervi. Era come se la toccasse attraverso una spessa coperta. Non  colpa tua, Dee. Lascia perdere.
Pi facile a dirsi che a farsi, pens Dana.
Non sappiamo per certo che non sia ancora viva, fece lei. Potrebbe essere da qualche parte. C stata quella ragazza in California. Era sparita da anni. E quelle donne a Cleveland tenute prigioniere per pi di dieci anni.
Sono eccezioni alla regola.
Lo so, per.
Tim guard lorologio e fece una smorfia. Devo andare. Ce la fai a restare da sola?
Non c problema.
Ti chiamo dopo.
Tim si chin e le piant un rapido bacio sulle labbra. Tanto rapido che Dana non ebbe il tempo di protestare n di reagire.
Incerta sulle proprie sensazioni, lo osserv affrettarsi gi per il sentiero, rallentare presso il grosso gazebo per farle un cenno con la mano e dire qualcosa che non riusc a sentire.
Immergendosi nel cappuccio per evitare lo sguardo di una donna che esaminava una cassetta di viole del pensiero, Dana cominci a sua volta a scendere. Lentamente. Si rese conto di essere stanca. Era tempo di tornare a casa e fare una dormita. Se fosse stata fortunata si sarebbe risvegliata in unaltra vita.
Tuttavia, malgrado la stanchezza, non riusciva a interrompere le elucubrazioni automatiche del suo cervello, che cercava ancora di mettere insieme i pezzi del giorno in cui aveva visto Casey per lultima volta.
Avevano discusso l su quelle terrazze, poi Casey era corsa gi per quello stesso sentiero, superando le piante di pomodori, le erbe aromatiche e il grande gazebo. Era entrata in macchina e si era diretta verso un destino che nessuno conosceva. Era la sua migliore amica, e lultima conversazione che avevano avuto era stata un litigio. Non sapevano che non si sarebbero mai pi riviste. Pensavano di avere tutto il tempo per fare pace, come era avvenuto mille altre volte. Avevano tutta la vita davanti. La pecca di quella teoria era che nessuno poteva garantire la durata della vita.
Ora che era pi vicina al gazebo, Dana vide distintamente Roger. Aveva il volto animato mentre parlava con la donna che lo stava intervistando. Era un uomo attraente, doveva ammetterlo, anche se non le piaceva. La telecamera adorava quella sua mascella squadrata e i tratti spigolosi, e gli occhiali da Clark Kent gli stavano talmente bene che si poteva pensare li mettesse solo per bellezza.
Lintervistatrice era chiaramente avvinta da quello che le stava raccontando: imposta sulle vendite, o incentivi per le imprese o la sua posizione riguardo ai buoni scolastici o altri analoghi brillanti argomenti di amministrazione statale. Doveva essere sulla trentina ed era una graziosa brunetta con occhi scuri e labbra rosse ben truccate che spiccavano su una carnagione vellutata come panna.
Forse Casey sarebbe diventata come lei, pens Dana, avvicinandosi sovrappensiero al gazebo. E per uno strano gioco della mente sovrappose la faccia di Casey, con gli occhi brillanti e il sorriso dolce, a quella dellintervistatrice.
Dana, cosa ci fai qui?.
Trasal al suono della voce di Wesley Stevens. Aveva un aspetto da figlio di pap, con un maglione con scollo a V su una camicia e cravatta a righe, pantaloni di velluto a coste marrone chiaro e scarpe da vela. Sfoggiava un bel sorriso, che per non coinvolgeva gli occhi.
Mi godo questa bella giornata, rispose lei.
Fantastico, fece luomo, ma stiamo girando unintervista, perci vorrei chiederti di non avvicinarti troppo. I microfoni sono molto sensibili.
Le mise una mano sulla spalla per indirizzarla dallaltra parte, e Dana se la scroll di dosso, lanciandogli unocchiataccia. Per favore non toccarmi.
Luomo indietreggi alzando le mani. Scusa. Non volevo metterti in agitazione.  solo che siamo a un punto cruciale e non vorrei che lintervistatrice venisse distratta.
Ho capito, fece Dana. O meglio non vorresti che la brutta figliastra attraesse la sua attenzione.
Non  quello che stavo dicendo, replic lui a disagio.
Era gi troppo tardi. Lintervistatrice laveva vista e si era alzata dalla sedia da regista dirigendosi verso la staccionata del gazebo.
Dana, disse, come se fossero vecchie amiche.  un piacere conoscerti. Sue Peralta.
Le porse la mano. Dana la guard sospettosa e la prese con riluttanza. Sapeva che la donna la vedeva come un potenziale scoop. Lo sapeva perch al posto suo avrebbe pensato la stessa cosa.
 un tale sollievo rivederti a casa, disse la donna. Il senatore e la signora Mercer devono essere felicissimi.
Be, quasi, mormor Dana, osservando Roger che si avvicinava.
 stato un cammino difficile, fece Roger. Ma ovviamente siamo contentissimi di riavere Dana.
Capisco che tu sia appena tornata, disse la donna, ma mi piacerebbe molto intervistarti per lo show.
No, rispose automaticamente Dana.
Il sorriso di Sue Peralta si affievol per un attimo. Be, non subito, chiaramente, ma pi in l.
No, ripet Dana, con la collera che le montava. So di essere un fenomeno da baraccone, ma preferirei non essere esposta al pubblico ludibrio. Grazie comunque.
Roger divenne rosso fuoco. Sue, puoi lasciarmi solo un attimo con Dana, se non ti spiace?
Certo. Scusami se ti sono parsa invadente, Dana, disse la donna indietreggiando di qualche passo.
Roger cerc di coprirle la visuale con le spalle. Guard Dana, arrabbiato per quellinterruzione.
Cosa ci fai qui?, sussurr brusco.
Be, mio padre possedeva met di questazienda, replic Dana con tono normale. Perci penso di poter venire qui a passeggiare se ne ho voglia.
Sai bene di che parlo, disse lui. Siamo impegnati in questo momento.
Mi dispiace, sono impegnata anchio, fece lei. Volevo solo farti una domanda.
E allora chiedi e vattene. Probabilmente tua madre sar fuori di s se non sa dove sei.
Okay. Il giorno in cui scomparve Casey, tu rimanesti a casa con lemicrania. Ceri ancora quando Casey torn a prendere le sue cose?
Cosa?
Lei se ne and da qui, e fu lultima volta che la vidi, ma sappiamo che a un certo punto torn a casa per prendere le sue cose, perch noi non le abbiamo. Ceri quando pass?
Dana, fece Wesley Stevens. Con aria nervosa, cerc di mettersi tra lei e Roger. Davvero questo non  n il momento n il luogo.
 stato lui a chiedermi di fargli la domanda, fece Dana.
Prima di farla dovresti chiederti se  o no una domanda appropriata.
Vaffanculo, replic Dana un po troppo forte. Chi sei tu per dirmi che devo fare?
Possiamo discuterne laggi?, chiese lui, guardando un punto lontano dal gazebo. Le prese il braccio e glielo strinse un po troppo forte.
Dana si divincol. Ti ho detto di non toccarmi!.
Stevens si strinse la mani alla cinta, con aria esasperata e arrabbiata. Mi dispiace. Potresti per favore abbassare la voce?
Oh, per lamor del cielo, mormor Roger. Scavalc la staccionata e and vicinissimo a Dana. Indossava jeans scuri e un bomber in pelle su un maglione blu, un look vissuto, ma elegante.
Il tuo microfono  acceso?, sussurr Stevens.
Senza aspettare la risposta, gir dietro Roger e sollev lorlo della giacca per controllare linterruttore sulla batteria del microfono attaccato allo scollo del maglione. Ora  a posto. Non c bisogno che sentano tutti.
Per rispondere alla tua domanda: quel giorno non vidi affatto Casey, rispose Roger con tono brusco. Era su tutte le furie. Dana immagin di vedere la sua rabbia levarsi a ondate. Luomo abbass la voce e in un sussurro appena percettibile disse: Ora devi andare Dana. Subito.
Ma come pu essere?, chiese Dana mentre le veniva in mente unaltra decina di domande. Se Casey.
Il volto di Roger si fece di un rosso pi cupo. Va a casa. Subito. O ti far accompagnare da Wesley fuori dalla propriet.
Si volt prima che Dana potesse aggiungere qualcosa e sincammin verso le scale del gazebo, preparandosi con un sorriso ad appianare la situazione con Sue Peralta. Dana immagin cosa le avrebbe detto: Mi dispiace tanto. Dana non  in s. La lesione alla testa lha cambiata. Facciamo del nostro meglio. Quella povera madre. Che tragedia. Bla, bla, bla.
Tutto vero.
La donna le lanci uno sguardo, corrugando la fronte per la preoccupazione o linteresse, o entrambi.
Wesley Stevens le si avvicin. Dana lo ferm con unocchiata.
Se mi metti le mani addosso, urler come non hai mai sentito in vita tua, disse Dana. E non mi fermer. Secondo te, sar utile alla campagna?.
Luomo contrasse le mascelle. Pareva avesse voglia di strangolarla. Niente di quello che hai fatto da quando sei tornata a casa  stato utile alla campagna.
Davvero? Vi ho fatto avere la prima notizia nel telegiornale locale due sere di fila. Tutta pubblicit gratis per Roger. Dovreste essere contenti.
Dana, non puoi continuare con questa storia di Casey.  scomparsa da sette anni, per amor del cielo. Aspetta che siano passate le elezioni. La gente potrebbe farsi idee sbagliate. Arrivare alle conclusioni sbagliate. Ormai siamo in dirittura darrivo. Non possiamo permetterci di perdere voti per queste sciocchezze.
Una ragazza scomparsa per te  una sciocchezza?.
Luomo chiuse gli occhi per trattenere la voglia di urlare. Quando li riapr, parl con il tono pi calmo e misurato che riusc a trovare. Ti prego di andare a casa ora, Dana. Per favore.
Vado.
Devo venire a controllare che tu salga in macchina?
Ti conviene non farlo.
Luomo indietreggi, alzando le mani in segno di resa.
Dana sincammin dallaltra parte, salendo in direzione dellaltra terrazza.
Tutto intorno al gazebo, gli operai ricevevano istruzioni per preparare larea per limminente party. A qualche metro da lei, intravide un uomo che sollevava una balla di paglia dal retro di un autocarro senza sponde. John Villante.
Indossava una maglietta verde militare, jeans e stivaloni e mentre spostava la balla sudava per lo sforzo, mettendo in mostra i muscoli scolpiti delle braccia. Aveva lespressione che gli aveva visto ogni giorno da quando si erano conosciuti: serio, con la fronte corrugata sugli occhi socchiusi e la bocca un po imbronciata. John ammucchi la balla sulle altre, raddrizz la schiena e la guard. A Dana parve di sentire uno sguardo pieno di rabbia e risentimento. Ciononostante, si avvicin.
John.
Lui si volt e tenne la testa china, fingendo di non averla sentita.
John, posso parlarti?
Sto lavorando, rispose lui, prendendo unaltra balla.
Solo un minuto.
Lui scosse il capo. Ho gi perso un lavoro a causa tua, Dana. Non voglio perderne un altro.
Che significa che hai perso il lavoro a causa mia?.
Luomo impil la balla e ne prese unaltra. Tua madre ha chiamato Paula Tarantino laltra sera e mi ha fatto licenziare.
Oddio, fece Dana, scioccata e imbarazzata per il comportamento della madre. Mi dispiace, John. Non avrei mai voluto che accadesse una cosa del genere.
Perch no?, chiese lui. Mi hai sempre detestato.
Non  che ti detestassi, fece lei. Pensavo non fossi adatto a Casey. C qualcosa che posso fare? Posso far chiamare Anthonys da mia madre e cercare di rimediare.
No, ti prego. Cosa puoi fare? Puoi non parlarmi ora. Puoi non farmi licenziare anche da qui.
Sono la figlia del capo. Penso che non ci sia problema se parli con me.
Non mi licenzieranno perch parlo con la figlia del capo, replic lui, ma domattina quando il caposquadra verr al parcheggio di Silvas guarder oltre me e sceglier qualche messicano che non parla inglese. Perci ti prego di andartene.
Voglio solo farti un paio di domande su Casey.
Non voglio parlare di Casey.
Hai una pausa pranzo o per il caff o.
Lui le lanci unocchiataccia. Questo non  un lavoro dipendente, bellezza. Siamo fortunati se riusciamo ad andare a pisciare, se mi consenti il linguaggio.
Quando stacchi?
Quando lo dice il capo.
Dopo possiamo parlare?
No.
Perch no?
Non ne vedo il motivo.
Be, non lo saprai il motivo se non mi parli.
Penso di conoscerlo invece. Mi hai gi accusato di averla uccisa.
Non volevo dire questo, fece Dana. Mi  uscita la parola sbagliata. Ho una lesione cerebrale e a volte ho problemi di questo genere.
Quindi non pensi che labbia uccisa?
Non so cosa le sia successo.
Quindi non pensi che non labbia fatto.
Sto solo cercando di capire, John.
Puoi farlo senza di me.
C qualche problema qui?, url il caposquadra, girando attorno allautocarro.
John imprec sottovoce e prese unaltra balla di paglia.
No, signore, strill come se stesse rispondendo a un sergente istruttore.
Salve, signor Kenny, disse Dana. Stavo solo salutando John. Eravamo compagni di scuola.
Bill Kenny si ferm di colpo, cercando di controllare la reazione alla vista del volto di Dana. Signorina Dana, mi scusi. Non mi ero accorto che fosse lei.
Non volevo distogliere John dal lavoro, fece la ragazza.
Pu prendersi un minuto o due.
Non vorrei scoprire poi che ha perso il lavoro a causa mia. Non succeder, vero?
No, signorina, rispose Kenny. John lavora sodo. Ce ne vorrebbero altri come lui.
Mi fa piacere saperlo, fece Dana. Grazie per il tempo, signor Kenny.
 tutto suo, disse il caposquadra, allontanandosi. Ma non per molto. Prima che inizi il party del suo patrigno, dobbiamo aver rimesso tutto in ordine.
Dana si sforz di sorridere e annu.
Cosa vuoi da me, Dana?, chiese John, a testa bassa.
Sto cercando di ricostruire quel giorno, rispose lei. Era qui quella mattina.  lultimo posto in cui la vidi. Continuo a pensare che se riuscissi a mettere insieme tutti i pezzi.
Se riuscissi a mettere insieme tutti i pezzi, cosa?, obiett lui. Non puoi cambiare il passato.
Ma non  davvero il passato, dico bene? Non sappiamo cosa le sia capitato. Come pu essere il passato se non c una fine della storia?.
John la guard come se fosse la creatura pi stupida sulla faccia della terra. Fece un profondo respiro ed espir. Cosa vuoi da me, Dana?, chiese di nuovo.
Casey stava per fare pace con te? Stava per rimettersi con te? Per lennesima volta, aggiunse, ricordando tutte le volte che si era ripetuta la stessa storia.
John si accarezz la nuca e scoppi a ridere. Avevi sempre la tua versione personale degli eventi. Eri la reginetta del mondo di Dana.
Che vorresti dire?
Io non ero allaltezza di Casey perch era una tua amica, e tu eri la regina delluniverso.  questo che voglio dire. Non fu Casey a lasciarmi. Fui io a lasciare lei. E no, non mi ci stavo rimettendo insieme.
Dana lo fiss, cercando di assimilare la sua versione della verit, mentre ogni cellula del suo corpo tentava di respingerla. Non hai mai accennato al fatto di aver lasciato Casey. Non lhai mai detto agli investigatori.
Perch avrei dovuto?, chiese lui. Avrei dovuto dire che la mia ragazza mi tradiva? Non  quel che si dice un movente? Un movente pi valido di quello che gi mi avevano attribuito. Cos ne avrei avuto uno doppio. Buona idea.
Non ti credo, disse Dana. Casey non ti tradiva. Lavrei saputo. Me lavrebbe detto.
Sul serio?, rispose lui. Be, allora dovresti interrogarti sul perch non labbia fatto. Forse non voleva risultare imperfetta davanti alla signorina Perfettini. Ora devo tornare al lavoro.
Mentre John si allontanava, Dana rimase immobile, temendo che se si fosse mossa il mondo le sarebbe franato sotto i piedi. La testa le girava, sovraccarica. Per questo le cost molta fatica trovare la via del ritorno verso il parcheggio dove aveva lasciato la macchina. Dan Hardy laspettava, appoggiato al cofano dellauto con le braccia incrociate sul petto.
Dana si ferm di scatto, controllando intorno la presenza di altre persone. Ma a met pomeriggio, i dipendenti stavano tutti lavorando, non se ne stavano in macchina nel parcheggio.
Mi ha seguito, fece lei stupidamente.
Pensavi che non lavrei fatto?
Deve andarsene.
Perch? Perch lha detto West Point? Vuole giocare al detective. Se quel ragazzo fosse un po pi furbo, sarebbe contento di vedermi. Potrebbe imparare qualcosa.
Finora, non conosco nessuno che sarebbe contento di vederla, comment Dana.
Hardy scoppi a ridere, tenendosi la pancia come se gli facesse male. Che hai combinato qui, ragazzina?
Niente, rispose lei. Non era pronta a condividere ci che le aveva detto John Villante. Non era pronta a crederci. Secondo lui, Casey non voleva apparire imperfetta ai suoi occhi. E forse lei non voleva che Casey apparisse imperfetta agli occhi del mondo. Era poi cos sbagliato?
Niente, ripet Hardy. Niente di niente? Non hai ricordato niente?
Forse non c niente da ricordare, disse lei distogliendo lo sguardo. Forse niente di quello che accadde quel giorno  rilevante.
Non lo credi.
Che importanza ha quello che credo io? Lunica cosa che importa  la verit. E io non so quale sia.
Ogni secondo di quel giorno ha importanza, disse Hardy. Tutti quei secondi si sono sommati facendo in modo che Casey Grant si trovasse nel posto sbagliato, al momento sbagliato e con la persona sbagliata. Tutti i pezzi del puzzle hanno importanza. Continuerai a cercare il pezzo che manca, ragazzina?
S, rispose lei con un sospiro, estraendo le chiavi della macchina. Dopo che avr fatto una dormita.

24.

John osserv Dana Nolan allontanarsi e sparire attraverso il cancello che conduceva al parcheggio sul retro. In un angolino del suo cervello aveva pensato tutto il giorno alla possibilit di incontrarla. Lei o il patrigno o la madre. Ma gli serviva disperatamente un lavoro e non poteva rifiutare, soprattutto se il vecchio voleva davvero buttarlo fuori di casa. Non poteva vivere per sempre nel pick-up. Doveva raggranellare pi denaro possibile per affittare una camera da qualche parte o sparire da Shelby Mills prima dellinverno.
Ed era arrivata Dana Nolan, quasi lavesse evocata. E ora che aveva risvegliato il vespaio che aveva dentro, se nera andata via, lasciandolo ronzante e con i nervi a pezzi. Si guard intorno per controllare che non lo guardasse nessuno, che nessuno si accorgesse della sua agitazione.
Alla sua sinistra, gli altri giornalieri si occupavano degli affari loro. Davanti, Roger Mercer era impegnato nel gazebo. Alla sua destra, Bill Kenny lo osservava come un falco. Probabilmente ora stava facendo due pi due e questo non avrebbe portato a niente di buono. Il caposquadra gli si avvicin con le mani sui fianchi.
Lha pestata ben bene, disse Kenny.  un miracolo che sia ancora viva.
Mi scusi?, disse John, girandosi per sollevare unaltra balla dallautocarro.
Non sai quello che le  capitato?.
Oh Ges, pens John. Ora volevano accusarlo di qualcosaltro? Erano anni che non vedeva Dana.
No, signore.
 stata rapita da un serial killer in Minnesota quasi un anno fa. Ha fatto molto scalpore. Doveri?
In Iraq.
Ah, fece Kenny, aggrottando la fronte. Be,  riuscita a farlo fuori prima che lui lammazzasse. Mai avrei pensato che avesse una tale forza. Non si pu mai dire come sono davvero le persone.
No, signore.
Non lo sorprendeva che Dana Nolan avesse ammazzato qualcuno. Laveva vista arrabbiarsi. Sapeva bene come poteva diventare, se ne aveva motivo. Tutti credevano fosse tanto dolce perch era minuta, educata e con un sorriso accattivante. Quella ragazza aveva del ferro nella spina dorsale.
Ragione di pi per non avere niente a che fare con lei, pens.
Ti trover un posto, soldato, fece Kenny.
Signore?
Ti trover un posto nella squadra. John sent scorrergli in corpo una fresca ondata di sollievo. S, signore. Grazie, signore.
Sei uno che lavora sodo, disse Kenny, dandogli una pacca sulla spalla come se fosse un cavallo. E non fa mai male piacere alla figlia del capo.
S, signore.
Sapeva di non piacere per niente a Dana, e che probabilmente la situazione non sarebbe cambiata dopo ci che le aveva detto quel giorno. Ma tenne questa informazione per s.
Lavorarono fin dopo le sei, appendendo fili di lanterne, montando tavoli e aprendo sedie pieghevoli. Arrivarono i camerieri del catering e aumentarono il caos, apparecchiando e sistemando freneticamente i centrotavola.
Il party doveva servire a raccogliere fondi per il patrigno di Dana, che si candidava chiss per cosa. John non aveva pazienza per la politica. Dai politici aveva visto solo parole vuote e promesse mai mantenute. I politici erano bravissimi a mandare in guerra ragazzi come lui e a sfornare disegni di legge in favore dei reduci.
Ma ai politici non importava un cazzo che i reduci non trovassero lavoro e che il loro sistema sanitario fosse allo sfacelo. Nessun politico sarebbe accorso in suo aiuto per liberare dai lacci della burocrazia le magre indennit che gli erano dovute, e delle quali non aveva ancora visto neanche un centesimo. Non avevano voglia di sapere che non riusciva a superare gli ostacoli del sistema perch aveva una ferita alla testa procurata dalla guerra che avevano votato.
Vaffanculo ai politici, pens, guardando Roger Mercer che se ne andava in giro ad approvare o disapprovare il lavoro su cui si erano spezzati la schiena tutto il giorno gli operai. Aveva sempre ritenuto Roger Mercer una testa di cazzo, anche prima che entrasse in politica. Era il classico tipo che si metteva il maglione annodato al collo, che si lagnava se doveva pagare, ma non era mai disposto a sporcarsi le mani o a collaborare.
Casey alzava sempre gli occhi al cielo e faceva smorfie di disgusto quando si menzionava il patrigno di Dana. Era uno di quei genitori che silludeva di piacere ai ragazzi. Con il suo vecchio, John non aveva mai dovuto preoccuparsi di una cosa del genere. Gli amici non bazzicavano mai casa sua. Neanche lui voleva starci. Era un luogo squallido e deprimente che puzzava di sigarette, sudore acido e piatti sporchi. Mack era sempre ubriaco e aggressivo.
Il paio di volte che ci aveva portato Casey, si era vergognato da morire per il disordine e per suo padre. Il vecchio aveva fissato Casey come un lupo davanti a un pezzo di carne fresca ed era riuscito sempre a dire qualche volgarit o a fare qualche allusione sessuale. Quando sapevano che in casa cera Mack, lui e Casey preferivano entrare in camera di John dalla finestra.
La sua camera da letto era sempre stata il suo rifugio, sempre pulitissima e lustra come uno specchio. Aveva trovato ogni sorta di nascondiglio per i pochi beni a cui teneva. Se avesse lasciato qualcosa alla portata di Mack, questi se ne sarebbe impossessato per rovinarlo o servirsene in qualche modo contro il figlio. Viveva come un prigioniero di guerra in casa sua.
Per ora non ci viveva pi.
Aveva le mani ancora indolenzite per i pugni che aveva dato in faccia al vecchio. Aveva un bel taglio su una nocca della mano sinistra provocatogli da un dente. Non si pentiva di averlo fatto, ma delle conseguenze.
Il caposquadra pag loro il salario della giornata e li riport tutti da Silvas con lautocarro. Quando arrivarono, il garage era ormai chiuso da tempo. La macchina di Mack non cera pi. Si era gi dato alle ubriacature serali.
John aveva parcheggiato il pick-up sul retro, il pi possibile nascosto tra un paio di motrici Peterbilt da tempo inutilizzate. Dubitava che il padre si sarebbe dato la pena di andare a cercare la sua macchina, ma se se la fosse trovata davanti sicuramente ci avrebbe armeggiato.
Quando vide avvicinarsi John, il cane si alz in piedi nel cassone e cominci a scodinzolare. John scosse il capo. Aveva lasciato abbassata la sponda, sperando che lanimale nel frattempo se ne andasse via.
Ma anche sperando che non lo facesse, a dire il vero.
Non era abituato ad avere qualcuno che fosse felice di vederlo alla fine della giornata. Il cane salt gi e gli corse incontro, poi dimprovviso ricord di avere paura e si blocc, continuando a saltare sul posto con la coda bassa, ma sempre in movimento, le orecchie chine e le labbra ritratte in una sorta di sorriso imbarazzato.
Mica ti picchio, disse John.
Il cane ruot in cerchio ed emise un guaito di piacere.
Sei un cane buffo, Impiastro, disse John. Perch mi stai appiccicato, proprio non lo capisco. Non ho niente da dare, n a te n a nessun altro.
Niente a parte la paga del giorno, con cui avrebbe comprato per entrambi un pacco di hamburger da novantanove centesimi.
Vieni, fece, aprendo lo sportello del passeggero. Andiamo a mangiare.
Qualunque altra sorpresa gli riservasse la notte, almeno non lavrebbe affrontata a stomaco vuoto. O da solo. Doveva ammettere che la cosa gli dava un po di conforto.
Il cane salt sul pick-up e si sistem sul sedile, ansimando contento. John and a chiudere la sponda posteriore, poi si mise al volante e avvi il motore. Gir lentamente, scrutando il parcheggio davanti a Grindstone in cerca dellAvalanche del padre. Nessuna traccia. Ma quando si immise in strada, not il veicolo nero in sosta lungo il lato del bar.
Il padre doveva avere laria un po malconcia. John sentiva ancora limpatto delle nocche sulla faccia del vecchio. Sicuramente stava dicendo agli amici che avrebbero dovuto vedere laltro tizio. Non era certo se avrebbe confessato che laltro tizio era suo figlio. Conoscendolo, avrebbe provato una sorta di orgoglio perverso a dire a tutti che aveva fatto a pugni con la carne della sua carne. Probabilmente si sarebbe attaccato al Makers Mark per tenere alla larga i dolori della scazzottata e dellamor proprio ferito.
Se si era messo comodo al bar, allora era il momento buono per andare a casa e prendere le sue cose. Si ferm al drive-through a comprare gli hamburger, che divise con il cane mentre andava a casa. Non ci avrebbe messo molto. Fece linventario dei suoi pochi beni, spuntando mentalmente tutti i nascondigli e facendo bene attenzione a non dimenticare niente. Ebbe la sensazione che una volta andato via, non sarebbe pi tornato finch il vecchio non avesse esalato lultimo respiro. E forse neanche allora. Non era improbabile che Mack Villante lasciasse la casa ai vigili del fuoco perch la riducessero in cenere piuttosto che darla a John. Tanto era perfido.
A dirla tutta, pensava John, probabilmente sarebbe stato un sollievo liberarsene. Non  che quella casa fosse piena di felici ricordi dellinfanzia. Da quando se nera andata la madre, si era praticamente cresciuto da s. Gli unici ricordi che aveva in cui si sentiva accudito e amato erano di quando era molto piccolo e cera ancora la madre. Ed erano ricordi talmente vecchi e sbiaditi che sembravano quasi sogni. Dopo che se nera andata, la vita di John era consistita nellescogitare modi per sfuggire al radar paterno. Il padre laveva trattato come un inquilino qualsiasi, riservandogli la stessa considerazione che si d a un cane randagio, come quello che ora gli sedeva accanto.
Ricordava la madre come una creatura dalla bellezza fragile e dolce, per un destino avverso, come in una favola, prigioniera dellorco che era suo padre. John era troppo piccolo per capire come o perch avesse sposato Mack Villante, o perch vi fosse rimasta cos a lungo. Non aveva ricordi in cui il padre non fosse ubriaco e brutale. Ma immaginava che un tempo i genitori fossero stati felici, prima che andasse tutto a rotoli, lalcol rivelasse la rabbia del padre e la sua violenza allontanasse la madre.
John non laveva mai biasimata per essersene andata. Avrebbe solo voluto che lo portasse con s. Quante notti, paurose e solitarie, aveva trascorso interrogandosi sul perch non lavesse fatto. In alcuni scenari, aveva intenzione di farlo, ma qualcosa glielaveva impedito. In altri aveva in mente di tornare a rapirlo nel cuore della notte, o di venirlo a prendere a scuola per cominciare con lui una nuova vita in un luogo ignoto. Ma in un angolino della sua mente, aveva sempre sospettato che lavesse lasciato perch era un peso e non voleva qualcuno che gli ricordasse luomo che le aveva rovinato la vita.
Non poteva biasimarla per essersene andata, pens, mentre si fermava nel vialetto e guardava la casetta fatiscente in stile ranch, con il giardino infestato di erbacce e il vecchio capanno cadente sul retro. Sarebbe stato felice di vedere quel posto per lultima volta.
E prima era, meglio sarebbe stato.

25.

Nel sogno, i colori erano talmente intensi, talmente saturi da farle male agli occhi. Si trovava su una terrazza del vivaio, nel punto esatto in cui era stata quel pomeriggio, ma riusciva a vedere per chilometri in lontananza, come se fosse su una montagna. Vedeva la strada che serpeggiava verso la citt. Vedeva le colline ondulate e boscose e il fiume.
Dal bagno delle signore, nelledificio dei servizi, usciva Casey e veniva verso di lei, sorridendo e ridendo. Non aveva alcun diritto di essere tanto felice, tanto spensierata. Dana sentiva montare la collera come vapore dentro la testa. Il calore le scorreva in tutto il corpo, sempre pi bollente fino a farla sudare da tutti i pori. Vedeva emergere e gonfiarsi ogni perla di umidit.
 inutile che ti agiti, Dee, diceva Casey.  tutta colpa tua.
Non  vero. Non  colpa mia.
Sono morta per causa tua.
Non  vero! Io ti volevo bene!.
Mi hai ucciso.
No!.
La pressione nella testa di Dana era tale che doveva aprire la bocca e urlare per liberarla. E poi le sue mani erano intorno alla gola di Casey e stringevano, stringevano sempre pi forte. Casey era tutta rossa, poi violacea, gli occhi uscivano dalle orbite. Un attimo dopo era diventata un serpente che si dimenava, apriva la bocca e le sibilava in faccia. Urlando, Dana la lasciava andare e cercava di indietreggiare mentre il serpente la attaccava.
Cadde con un tonfo sul pavimento della sua camera, risvegliandosi con un sussulto e boccheggiando, disorientata. Era zuppa di sudore, con la testa che le girava e la nausea.
Lentamente si mise a quattro zampe e poi si raggomitol sul tappeto. Smoking balz gi dal letto e cominci a strofinarsi contro il suo corpo, vibrando e facendo le fusa. Dopo un momento, Dana si riprese e si sedette per terra, con la schiena appoggiata al letto e il gatto in grembo.
Le immagini dellincubo continuavano a balenarle in testa simili a paesaggi spogli illuminati dai lampi in piena notte. Vedeva davanti agli occhi le accuse di Casey. Sentiva la sua voce:  tutta colpa tua Sono morta per causa tua.
Le veniva una fitta allo stomaco al pensiero che potesse aver contribuito in qualche modo allo svolgersi degli avvenimenti, anche se il suo ruolo si era limitato ad allontanare Casey in quel particolare momento quel particolare giorno.
Si ripeteva quello che le aveva detto John: Casey non voleva sembrare imperfetta ai suoi occhi. Dio, era stata davvero tanto stronza? Tanto prepotente? Quando pensava al suo rapporto con Casey, la vedeva come una sorella, come una persona a cui voleva un bene enorme. Probabilmente John la pensava cos perch lei non lo aveva mai ritenuto allaltezza di Casey. Ma lo aveva fatto solo nellinteresse della sua migliore amica.
John aveva detto che Casey lo aveva tradito, ma Dana non riusciva a crederci. Lei e Casey condividevano ogni cosa, sapevano tutto luna dellaltra. Ma anche se lo negava, il sentimento che le bruciava dentro era rabbia. Non contro John, ma contro Casey.
Quel giorno avevano litigato per qualcosa. Il ricordo di quelle emozioni le era rimasto dentro come un debole retrogusto amaro. Lautentica memoria di quellevento era ancora l da qualche parte? Celata dal senso di colpa, o bloccata dalla necessit di dimenticare? Se John laveva scaricata, Casey voleva pregarlo di tornare con lei? Era stato quello largomento del litigio?
Chiuse gli occhi e rivide la scena al vivaio. Casey che tornava dal bagno, con uno strano sorrisetto.
Sent crescere in petto lansia come un bolla di aria. Un attimo dopo, litigavano. Per sfuggire a quel momento, ritorn con la memoria alla colazione da Grindstone. Aveva ordinato la solita colazione. Casey aveva ordinato del pane tostato. Le tornarono alla mente i ricordi dei suoni e degli odori. Limmagine di Casey che sorrideva e chiacchierava con le persone tornando al tavolo dalla toilette Il ricordo delluomo che Dana aveva fotografato quel giorno
Laveva visto prima? Assomigliava a Doc Holiday?
Ripens al panico e allimbarazzo che aveva provato quando era uscita di corsa dal ristorante ed era finita addosso al padre di John Villante. Risentiva le sue grosse mani che le stringevano le braccia, rivedeva la sua faccia sbronza e adirata torcersi in una smorfia di disgusto alla vista del suo volto sfigurato.
Tutto questo  le sensazioni fisiche, i ricordi frammentari, londata di emozioni  le turbinava in testa come una marea che montava. Tutto scatenato dalla vista di un uomo che non conosceva e dal pensiero di un mostro che non ricordava.
Cerc di ricordare le istruzioni per calmarsi e rallentare il turbine di emozioni nella mente. Respira lentamente Inspira per otto secondi, espira per otto secondi.
Hardy diceva che non avrebbe mai superato le sue paure se non le affrontava. Se avesse trascinato fuori dallombra della sua memoria Doc Holiday e lavesse guardato alla luce del giorno, avrebbe perso il potere di terrorizzarla? Il fatto che fosse allapparenza una persona normale negava in un certo senso la mostruosit delle sue azioni?
Avrebbe guardato Doc Holiday e capito che era stato lui a rapire Casey? E se cos era stato, il saperlo le avrebbe recato un qualche sollievo? Avrebbe sancito una sorta di conclusione sapere che un malvagio estraneo era penetrato nelle loro vite, assolvendo cos le persone che conosceva, compresa se stessa?
Forse era il momento di scoprirlo. Forse era stanca di evitarlo. Forse, se avesse potuto guardare Doc Holiday e sapere che era stato lui a rapire Casey, lamica avrebbe smesso di accusarla nei suoi incubi.
Mettendo da parte Smoking, si alz in piedi, and alla scrivania e accese il computer. Sapeva che non appena avesse digitato il nome Doc Holiday, il motore di ricerca avrebbe trovato i link a centinaia di articoli. Letteralmente centinaia di articoli erano stati scritti sul serial killer che aveva cercato di ucciderla. Sapeva che erano in preparazione diversi libri relativi alle sue sanguinose imprese. Gli autori avevano contattato i suoi familiari e colleghi per fare domande e sollecitare la sua collaborazione.
Le pareva indecente che quelluomo fosse diventato una sorta di celebrit, come nel corso degli anni era accaduto anche a Ted Bundy, Jeffrey Dahmer e a una dozzina di altri famosi assassini. Lattrazione del pubblico per gli omicidi era inesauribile. Era perch pareva inconcepibile per un essere umano attraversare quel confine, o perch la gente si chiedeva come mai non lavesse attraversato essa stessa?
Cos che distingueva un assassino? Hardy sosteneva che non cera persona al mondo che non potesse diventarlo nelle giuste circostanze. Dana non riusciva a immaginare di essere talmente infuriata da ammazzare una persona, ciononostante era famosa per aver ucciso Doc Holiday, non che se ne ricordasse, ovviamente. Quali altri terribili ricordi aveva racchiusi nei pi profondi recessi della sua mente?
Non riusciva a sfuggire alle immagini dellincubo che aveva appena avuto, ma al contempo non riusciva a credere di aver potuto fare del male alla sua migliore amica. Il sogno doveva essere una sorta di metafora. O forse nientaltro che una cazzo di tempesta elettrica nel suo cervello lesionato, che illuminava pensieri ed emozioni sparsi e li mischiava a casaccio a immagini di confusi ricordi.
Magari lei e Casey avevano litigato. Magari Casey se nera andata dal vivaio per quel motivo. E dopo le era successo qualcosa.
Questo non fa di me unassassina.
Non avrebbe mai fatto del male a Casey. Voleva credere che non avrebbe mai fatto fisicamente male a una mosca. Ma sapeva che era una menzogna. Aveva ucciso luomo che aveva tentato di uccidere lei. Non ne aveva alcun ricordo, ma laveva fatto. Aveva preso un cacciavite e glielaveva conficcato in testa.
Forse Hardy aveva ragione. Nelle appropriate circostanze, si era capaci di qualsiasi cosa. Serviva solo un motivo che risvegliasse lesigenza di porre fine a una minaccia, o di vendicare un qualche terribile torto.
Fiss le icone sulla barra degli strumenti del monitor. Invece di cliccare sul motore di ricerca per trovare Doc Holiday, clicc sullicona delle fotografie, aprendo una schermata di album di foto e scegliendo quella dellultimo anno di scuola. Guard scorrere lo slideshow, con le immagini che si mescolavano luna nellaltra al suono della canzone strappalacrime preferita di quellanno. Foto di successi e affermazioni. Foto in cui era carina e con gli occhi brillanti, felice di vivere. Foto di Casey. Foto di loro due insieme.
Le salt agli occhi unimmagine in particolare e ci clicc sopra per vederla a tutto schermo. Lei e Casey, fianco a fianco, guancia contro guancia, che tendevano ognuna il ciondolo delle loro collane abbinate: due met dello stesso cuore, con incisa una dichiarazione di amicizia. Non cera giorno che non indossassero quelle collane. Sicuramente Casey laveva il giorno della sua scomparsa. Dana aveva ancora la sua, conservata in una scatola di ricordi, un cuore privato per sempre della sua met.
Riguard lo slideshow, con le immagini che si susseguivano ruotando e dissolvendosi luna nellaltra. Foto di lei e Tim, di Casey e John, di loro quattro insieme che andavano al ballo scolastico. Foto di una festa allaperto un mese circa dopo il diploma, pi o meno quando aveva rotto con Tim. Era sullestrema destra dellimmagine, seduto su un tavolo da picnic, che sorrideva alla macchina con in mano una birra. Casey era seduta su una panca, che guardava da unaltra parte e rideva. John era alla sua destra, un po in disparte, imbronciato.
Dana sent nuovamente gonfiarsi in petto una bolla dansia. Due mesi dopo quella fotografia, Casey era sparita. Cosa era successo nel frattempo? John diceva di averla lasciata. Perch Casey non glielaveva detto? Cosa nascondeva? Aveva chiamato John il pomeriggio del giorno in cui era scomparsa, chiedendogli di vedersi quella sera. Perch? Probabilmente perch voleva chiedergli di ritornare insieme, pens Dana. Perch? Dopo un mese avrebbero lasciato entrambe Shelby Mills per andare al college in diverse localit dello Stato. Per vivere nuove avventure. Se Casey aveva tradito John, come sosteneva lui, evidentemente non teneva poi cos tanto a quella relazione.
Casey aveva tradito John. Dana non riusciva a crederci. Comera possibile che non lavesse saputo? Probabilmente John mentiva. Ma perch avrebbe dovuto raccontare una bugia che gli avrebbe dato un giustificato motivo per far del male a Casey? Aveva un ego talmente smisurato da non poter ammettere di essere stato semplicemente scaricato?
Inquieta, Dana usc da iPhoto, si allontan dal computer e usc dalla porta per osservare la cronologia degli eventi e gli appunti scritti sul muro del corridoio.
Alla madre non era piaciuto, non tanto per la parete, che avrebbe dovuto far ridipingere, ma perch evidenziava un comportamento impulsivo e ossessivo nella figlia che non voleva accettare. Probabilmente preferiva il vuoto delladinamia che aveva afflitto Dana nei mesi al Weidman Center a quellinteresse spasmodico per il destino di Casey.
Dana fiss lappunto riguardante il suo presunto litigio con Casey al vivaio, e quello dellora in cui lamica aveva chiamato Tim per lamentarsi. And a prendere un pennarello dalla scrivania, torn alla parete e tracci una linea che partiva dal cerchio attorno aCasey ha chiamato Johne scrisse:John laveva lasciata??
Sulla sua cronologia, Hardy aveva segnato che il giorno della scomparsa, Casey a un certo punto era tornata in quella casa per prendere le sue cose. Dana si spost verso quel punto del muro, disegn una freccia in su e scrisse:Dovera Roger?Non capiva come fosse possibile che Casey fosse tornata a casa e non avesse incontrato Roger. Comera potuta entrare se Roger non cera? Era uscito e aveva lasciato la porta aperta? Non era da lui.
Spaventi tua madre con questo comportamento, disse Roger.
Dana trasal. Doveva ancora recuperare appieno la visione periferica dellocchio destro. Non laveva visto arrivare dal soggiorno.
Voglio sapere cos successo alla mia amica, si limit a dire lei.
In sette anni, non ci sono riusciti tre corpi di polizia. Cosa ti fa credere che possa farcela tu?
Niente. Devo solo provarci, tutto qua.
Con le mani sui fianchi, Roger guard la parete. Dana cerc di capire dove indirizzasse gli occhi, dove soffermasse lo sguardo. Aveva un volto imperscrutabile.
Indossava gli abiti per il party: pantaloni scuri e una giacca marrone in pelle scamosciata su un maglione di cashmere color cammello. Leleganza casual delluomo comune.
Dana, quello che  successo oggi al vivaio non pu ripetersi, disse, voltandosi a guardarla. Quale che sia la causa della tua improvvisa ostilit nei miei confronti, devi limitarla, a questa casa, alla famiglia.
Avevo una domanda e mi hai detto di fartela, rispose Dana, sinceramente incapace di comprendere cosa ci fosse di sbagliato. Aveva fatto solo ci che lui le aveva detto di fare. Non laveva fatto in malafede.
Roger contrasse un muscolo della mascella. Non far finta di non capire quello che hai fatto. Lavoravi in un notiziario. Davanti a una giornalista, mi hai fatto una domanda che sottintendeva che avessi a che fare con la scomparsa di Casey.
Non  vero! Ho solo chiesto se eri qui quando  tornata a prendere le sue cose. Non capisco come abbia potuto farlo se non eri in casa. E se ceri e lhai fatta entrare, devi averla vista. Sto solo cercando di mettere in ordine i pezzi di quel giorno. Non ti ho mai accusato di niente.
Non far finta di essere meno furba di quanto sei.
No, non sono furba, replic Dana. Riesco a fare a malapena le cose essenziali. Credimi, non c alcuna furbizia. E se non centri nulla con la scomparsa di Casey, perch ti preoccupa tanto cosa pensa la gente?
Perch la gente pensa ci che vuole pensare, e la maggioranza delle persone vuole pensare male. Vuole pensare allesistenza di una cospirazione, di un insabbiamento, che un assassino dotato di denaro e potere possa farla franca. Non mi spiego come mai non vidi Casey tornare quel giorno. Forse dormivo. Forse ero in bagno. Forse ero al telefono. Queste risposte non sono alibi.
Ma come ha potuto entrare in casa?, chiese Dana.
Frustrato e adirato, Roger avanz verso di lei e diede un pugno alla parete qualche centimetro sopra la sua testa. Dana ebbe un tuffo al cuore.
Basta!, url lui. Non ho avuto niente a che fare con ci che accadde a Casey! Oh, mio Dio! Dopo tutto quello che ho fatto per te! Dopo tutto quello che ho fatto per il tuo ragazzo! Ha colto quellopportunit e lha gettata via senza neanche scusarsi. E ora tu vieni qui e mandi allaria la mia rielezione con questo!, disse, indicando la lavagna improvvisata. Piantala!.
Dagli occhi di Dana cominciarono a scorrere lacrime di paura. Roger le vide e lesse il panico sul suo volto. Fece un passo indietro, cercando visibilmente di frenare la collera, respirando a fondo e strofinandosi le mani sulla faccia per scacciare lespressione adirata.
Pi calmo, disse: Dana, non posso permettere che si creda che ho fatto qualcosa a Casey Grant. Mi sono presentato alle elezioni per una carica pubblica. Pensi che questo mi aiuti nei sondaggi? Che di colpo si metta in dubbio la mia integrit, che si speculi su un mio possibile coinvolgimento in un crimine terribile? Pensi che possa favorirmi?
Non ci avevo pensato.
 questo il problema, continu lui. Non pensi pi prima di agire. O peggio, pensi e dici qualsiasi cosa ti passi per la testa. Non posso permetterlo. Mi capisci? Non posso permetterlo!.
Cosa vuoi che faccia?, chiese Dana sulla difensiva. Non riesco a prevedere il prossimo disastro che combiner perch il mio cervello non sempre funziona come dovrebbe!.
Mi dispiace per quello che ti  successo, Dana, fece lui. Sul serio. Ma non posso permetterti di mandare allaria la mia carriera politica perch non hai pi filtri e te ne esci con queste accuse offensive!. Roger scosse la testa frustrato. Ho cercato di dire a tua madre che era meglio tu restassi al Weidman fino alle elezioni.
Davvero?, chiese Dana. Perch mi sei sembrato contentissimo di piazzarti davanti alle telecamere per il mio ritorno a casa. Che avranno pensato i tuoi elettori? Oh, guarda, quel meraviglioso, bellissimo senatore Mercer. Che padre affettuoso  per quellorrenda figlia cerebrolesa del suo socio defunto che probabilmente ha spinto gi da un dirupo!.
Dana! Basta!, url la madre, arrivando nel corridoio nel peggior momento possibile. Anche lei era vestita per il party, con un gonna scura vaporosa, stivali, un golf bordeaux con collo ad anello e un giro di perle. Aveva i capelli freschi di parrucchiere e il makeup perfetto.
Immagino che il mio invito al party sia andato perduto, fece Dana, guardandosi la maglietta bagnata di sudore e gli ampi pantaloni della tuta.
Stasera non verrai di sicuro, disse Roger. Se potessi, domani me ne andrei con tua madre due settimane alle Hawaii.
Stanno per arrivare Frankie e Maggie, fece la madre, ignorando il commento del marito.
Spero si divertano, replic Dana. Io esco.
Dana.
Vado a cena con Tim Carver.
La bugia le usc di bocca prima che se ne rendesse conto. Non era male, per. In cuor suo si congratul con se stessa, vedendo la madre ammorbidirsi.
Sei sicura che te la senti?
Ho appena fatto una dormita. Sto bene.
Vide la madre passare in rivista ogni possibile obiezione. Conosceva Tim. Tim le piaceva. Tim era una persona responsabile, un vicesceriffo. Che poteva succedere se era con Tim? In quali guai poteva cacciarsi?
Lynda, fece Roger, guardando lorologio. Dobbiamo muoverci. Tiro fuori la macchina. Qui ho finito.
Congedandosi, si allontan a grandi passi per il corridoio.
La madre guard Dana con aria preoccupata. Questa storia deve finire, Dana. Devi lasciar perdere tutta questa faccenda paranoica. Non ti fa bene.
Non fa bene alui, disse Dana.
La voce di Roger risuon dalle scale. Lynda! Dobbiamo andare!.
 meglio che tu vada, replic Dana. Il dovere ti chiama.
La madre si trattenne dal ribattere. Dana la vide ricacciare indietro la risposta. Invece, si avvicin e le diede un bacio sulla guancia accarezzandole i capelli. Ti prego, sta attenta. E non fare troppo tardi.
Come se fosse una diciassettenne al primo appuntamento.
Proprio come ai vecchi tempi.
Dana ritorn in camera sua e sedette alla scrivania. Fiss tutte le piccole icone che punteggiavano il monitor del computer, immagini minuscole e piccole cartelle azzurre con nomi oscuri. Le apr e le chiuse una ad una, tuffandosi nel passato: tesine, relazioni, raccolte di poesie giovanili e racconti brevi, progetti scolastici e il suo diario personale.
Laveva completamente dimenticato. Non lo guardava da anni. Aveva nominato la cartellaI giorni della nostra vita, in modo che chi avesse curiosato avrebbe immaginato si trattasse dellomonima soap opera di cui al tempo lei e i suoi amici non perdevano una puntata.
Aveva tenuto il diario per tutto il periodo della scuola, annotando i successi e i drammi delle scuole medie e superiori con i toni enfatici di una ragazzina. Apr la cartella e trov una lunga lista di documenti. Lultimo anno era suddiviso per mese e per avvenimenti principali. Clicc su agosto e cominci a leggere, iniziando dallannotazione che aveva fatto il giorno in cui era scomparsa Casey.
Mentre leggeva, fu colta da una strana sensazione di dolore e tristezza. Cap perch non laveva menzionato ad anima viva. Il litigio che aveva avuto con Casey non aveva a che fare con la sua scomparsa, ma con lorgoglio e i sentimenti feriti di Dana.
Afferr il telefono e il biglietto da visita di Tim Carver. Lui rispose al terzo squillo.
Possiamo incontrarci da qualche parte?, chiese. Ho bisogno di parlarti.

26.

Il vecchio aveva chiuso le porte. Non solo le serrature principali, di cui John aveva le chiavi, ma anche quelle aggiuntive. Le serrature di Fort Knox, le chiamava John. Quelle che il padre aveva montato per maggior sicurezza quando a un certo punto gli era venuta la paranoia che qualcuno dei mezzi delinquenti con cui si accompagnava potesse venire a rubargli le armi o assassinarlo nel sonno.
A quanto pare, ora annoverava tra loro persino il figlio, anche se John non lavrebbe mai ammazzato nel sonno. Nella sua immaginazione, lo faceva fuori faccia a faccia per poter vedere tutte le emozioni che gli attraversavano la mente mentre si rendeva conto che stava per morire per mano del figlio bistrattato.
John fece un sospiro e si diresse alla veranda sul retro. Il cane vagava per il giardino con il naso in terra, seguendo tracce di conigli, saltellando sui sensori di movimento delle luci di sicurezza che Mack aveva piazzato dappertutto.
Per abitudine, John gir attorno al lato della casa e saggi la finestra di camera sua. Il saliscendi era rotto da anni. Laveva rotto lui, apposta, sapendo che il padre non si sarebbe mai preso il disturbo di ripararlo. Se nera regolarmente servito durante gli anni delle superiori, sgusciando fuori e dentro da l per evitare le domande e lira del vecchio. Qualche volta aveva fatto entrare cos anche Casey, quando non sapevano dove altro andare a fare sesso. Ma a lei non piaceva venire l perch il vecchio la metteva a disagio e aveva sempre paura che li scoprisse.
Tir su la finestra, aspettandosi che si alzasse e invece incontr resistenza. Imprecando sottovoce, riprov, riuscendo a spostarla di pochi centimetri, come se fosse bloccata da qualcosa.
Gli mont presto la collera, come una tempesta che si scateni improvvisa, scura e violenta. Voleva solo prendere le sue cose e andarsene. Il vecchio non lo voleva pi l, ma era tanto ostinato da rendergli le cose pi difficili del previsto. La frustrazione gli si avvit dentro come una molla. La sentiva nella testa stringersi sempre di pi. Il battito cominci a risuonargli nelle orecchie. Ebbe la sensazione che potesse esplodergli la testa.
Vaffanculo. Aveva passato tutta la vita a camminare in punta di piedi per quella casa, cercando di non fare rumore, di essere invisibile. Che differenza faceva ormai? Cosa gliene importava di cosa avrebbe fatto o pensato il vecchio?
Arriv il cane a vedere cosa stava facendo e quando John si gir di colpo, imprecando, salt indietro con un guaito. John gir in fretta langolo e risal i gradini della porta sul retro. Forte del suo addestramento militare, cominci a sferrare calci alla porta con una violenza tale che alla fine il legno vecchio si scheggi in mille pezzi.
Una volta allinterno, corse da una camera allaltra, mentre gli balenavano in mente ricordi dellIraq e dellAfghanistan. La sua percezione del potenziale pericolo risaliva allinfanzia, ma si era rafforzata in guerra. Le esperienze della sua vita ora gli si accavallavano nella mente: la paura del padre in quella casa e la paura dei nemici quando insieme agli altri uomini della sua unit faceva incursioni in edifici in zone di guerra. Il cuore gli batteva allimpazzata. Aveva i sensi cos acuti da star male. Si sarebbe sentito pi sicuro con un fucile tra le mani.
Anche se sapeva che il padre era ubriaco al bar, lenergia del vecchio aleggiava intorno come il puzzo delle sue sigarette. Non si poteva prevedere quando sarebbe tornato. Dipendeva tutto dal suo umore, e il suo umore era capace di cambiare in un istante. Magari stava intrattenendo gli amici con la storia di come avesse preso a botte il figlio e lo avesse buttato fuori di casa, ma sarebbe bastato un presunto sgarbo e se ne sarebbe andato via stizzito.
Mentre si dirigeva in camera sua, lansia e la rabbia si amalgamavano in una miscela untuosa nelle viscere di John. La porta era spalancata. La stanza era vuota. Non cera pi traccia dei suoi vestiti, delle scarpe, della sacca. Sul materasso spoglio cera un biglietto: I tuoi stracci li tengo io. Mi devi $2000 daffitto.
Da non crederci, pens John, e non sapeva se ridere di quellassurdit o incazzarsi definitivamente. Quel brutto schifoso figlio di puttana si era scomodato a prendere le sue magre propriet e pensava che John volesse  potesse  pagargli due testoni per riaverle. Due testoni, come se quel buco di culo fosse il Ritz-Carlton! Se avesse avuto due testoni tanto per cominciare non sarebbe mai rimasto in quel posto. Quellassurdit era incredibile e irritante.
Si avvicin al ripostiglio e spost le prolunghe del tavolo da pranzo, che a sua memoria non erano mai state usate, scoprendo la piccola sezione nascosta di muro che aveva scavato e sostituito tempo prima. Tolse la copertura, infil la mano nel muro e ne estrasse i pochi oggetti che vi conservava avvolti in buste di plastica: le piastrine, una bottiglia di whisky, duecento dollari arrotolati e legati da un elastico, una piccola spilla a forma di testa di un cavallo che era lunico ricordo di sua madre. Bevve un sorso di whisky, sinfil il resto nella tasca della giacca e usc dalla stanza.
Il cane lo aspettava seduto fuori dalla porta rotta, con le orecchie dritte e gli occhi vivi dinteresse. Lo segu fino al garage e rimase sulla soglia, osservando John che rovistava in cerca degli attrezzi che gli servivano: un palanchino, una torcia e un martello. Quando John usc dal garage, il cane balz in piedi e corse avanti, fermandosi di tanto in tanto a guardarsi alle spalle mentre John si incamminava verso il capanno sul retro della propriet.
La luce col sensore di movimento si accese sulla pesante porta corazzata, illuminando il grosso lucchetto che scoraggiava i ladri dal rubare le quattro stronzate a cui teneva Mack Villante. John afferr il lucchetto e gli diede uno strattone. Inutile forzarlo. Era di una marca che si vantava di resistere anche alle fucilate. Il telaio della porta era tutta unaltra storia.
A causa dellassenza di vere e proprie gronde sul capanno, lacqua piovana era colata dietro lintelaiatura, ammorbidendo il legno e ledificio. John ci si mise di buzzo buono e cominci a spingere e tirare il telaio di pochi centimetri alla volta, con i chiodi che stridevano a ogni strattone.
Il vecchio avrebbe sicuramente chiamato la polizia. Furto con scasso. Avrebbe sporto denuncia tanto per fare il bastardo. Lavrebbe citato per danni a quella porta e a quella posteriore della casa, trascinandolo in tribunale per una cifra che non raggiungeva neanche le spese legali.
John fantastic di avere il fegato di usare il palanchino contro quel miserabile figlio di puttana. Senza di lui, il mondo sarebbe stato un posto migliore. Da quelle parti non era tanto difficile disfarsi di un cadavere. Cerano canaloni e doline a bizzeffe, ed era risaputo che il fiume aveva conservato pi di un segreto nel corso degli anni.
Cera un sacco di gente che odiava Mack Villante. Il problema era che John era in cima alla lista, e non aveva alcuna intenzione di starsene chiuso in carcere per il resto della vita a causa del padre. Gi gli anni che aveva vissuto l con il vecchio erano stati un carcere.
Lintelaiatura della porta usc dal muro con uno scricchiolio e uno schianto, spezzandosi sopra il cavallotto che accoglieva il lucchetto. Unaltra manovra con il palanchino, un altro strattone e il pezzo di legno con il cavallotto si ridusse in schegge e la porta si spalanc verso linterno.
John si fece strada allinterno e pigi linterruttore della luce. Non successe nulla. Il debole riverbero della luce di sicurezza si riversava sul pavimento dallingresso e creava un altro fascio di luce in mezzo alla stanza proveniente dalla finestrella con le inferriate.
Dalla cinta dei jeans John estrasse la grossa torcia sgraffignata nel garage e laccese illuminando lambiente. Era una grossa Maglite, come quelle in dotazione alla polizia, un po torcia, un po manganello. La alz allaltezza della spalla, ruotandola intorno.
Erano anni che non entrava l dentro. Da quando aveva dodici o tredici anni e aveva scoperto la collezione di riviste porno del vecchio un giorno destate in cui il padre era troppo ubriaco per ricordarsi di chiudere a chiave la porta. La reazione di Mack era stata rapida e violenta, sproporzionata al reato. La settimana seguente, per spiegare i lividi, John aveva detto a tutti di aver fatto una brutta caduta dalla motocicletta. Non aveva mai pi messo piede nel capanno.
Ledificio era di circa tre metri per sei, con banchi degli attrezzi sui lati e profondi scaffali in compensato stipati di scatole e cassette, sudici componenti dauto e pile di riviste porno, del tipo sadomaso. Il pavimento era ingombro di falciatrici, pale, vanghe e scavatrici. Su uno scaffale cerano scatole su scatole di munizioni, ammassate in previsione dellapocalisse e destinate a rovinarsi in quel capanno umido.
Laria l dentro sapeva di muffa, polvere, topi, grasso e benzina. Il tetto perdeva da chiss quanto tempo e una parte del soffitto stava spellando, come anche dei vecchi fogli di carta bagnata nellangolo in fondo. Tutto quello che si trovava sotto la parte di tetto malmessa era umido e maleodorante. Sul pavimento in cemento lacqua si era raccolta in un avvallamento. Nellangolo bagnato cera un barile da duecento litri e la ruggine stava erodendo la larga fascia dacciaio che ne circondava il fondo.
Il cane entr e cominci a infilare il lungo naso in tutti gli angoli e le fessure, fiutando i topi e cercando di mettere una zampa dentro gli stretti spazi tra i contenitori e le pile di ciarpame.
Piscia pure dove ti pare, disse John, ruotando la luce, in cerca della sua sacca di tela. Lodore non potr che migliorare.
Una fila di lunghi e stretti armadietti correva lungo unestremit dellambiente; erano tutti chiusi da lucchetti piccoli e scadenti. Imprecando sottovoce, John mise da parte la torcia e cominci con lo scassinare la prima serratura con il palanchino.
Se fosse stato necessario avrebbe smantellato lintero edificio. Ormai ci si era messo, anche se una vocina razionale in un angolino del suo cervello gli sussurrava che avrebbe dovuto andarsene, che probabilmente Mack aveva gettato la sua roba nel bagagliaio dellauto e che quella demolizione non sarebbe servita a nulla, era solo una perdita di tempo che avrebbe rischiato di farlo finire in carcere. E poi cosa doveva portarsi via? Vecchi abiti, qualche libro, una scatola con i ricordi del periodo sotto le armi, e unaltra con i pochi oggetti che aveva conservato dai tempi della scuola: decalcomanie, spille, qualche fotografia. Ma una parte preponderante del suo cervello non voleva abbandonare la missione o lidea di non lasciare niente di s in quel luogo.
Il fragile chiavistello cedette e John apr lanta. Larmadio era pieno di vecchi equipaggiamenti da caccia: giacche, stivali, un gil arancione catarifrangente. Si rivers fuori un mucchio di berretti di lana, guanti e passamontagna mimetici. John pass al secondo armadio e scassin il lucchetto.
La figura che gli cadde addosso nellaprire lanta era alta e scura. La reazione di John fu rapida e istintiva, pronta allazione. Il braccio destro si alz per prevenire lattacco, mentre il sinistro sferrava un colpo con il palanchino.
La barra atterr con un tonfo sordo su un peso morto. John balz allindietro accovacciandosi e tendendo le mani. La sacca di tela cadde in terra nel fascio di luce che si riversava dalla porta aperta. Era stata infilata dritta nellarmadio sopra un mucchio di cianfrusaglie.
Con il cuore che gli batteva allimpazzata e ladrenalina a mille, John indietreggi e si appoggi a un banco da lavoro ricoperto di attrezzi. Man mano che la tensione lo abbandonava, sent la ben nota sensazione di debolezza che gli scorreva in tutto il corpo. Gli ritorn ludito e il battito rallent. Il cane stava guaendo e scavava qualcosa dallaltra parte del capanno.
Andiamo, disse John, allontanandosi dal banco. Afferr il manico della sacca e la sollev. Battiamocela da qui.
Il cane piagnucol e gua, puntando qualcosa. John indirizz la torcia verso quellangolo, il punto umido sotto la parte di tetto danneggiata e il barile arrugginito. Il cane stava grattando alla base del fusto. Probabilmente cerano entrati dei topi.
Andiamo, ripet John, con pi insistenza. Altrimenti ti lascio qui con il vecchio.
Intento nel suo compito, il cane lo ignor e continu a puntare, scavare, grattare e ad abbaiare.
John imprec sottovoce e rimise gi la sacca.
Che c qui? Un ratto?, chiese scavalcando scatole e vecchi tosaerba, con il fascio della torcia che andava su e gi.
Il cane aveva preso qualcosa e stava cercando di estrarlo da un punto squarciato del barile.
Che diavolo pu esserci di cos importante l dentro?.
Si accovacci accanto al cane, illuminando il fondo del barile. Il cane si mise in disparte, e la luce cadde sullultima cosa che John si sarebbe aspettato di vedere in quel capanno. Per quanto considerasse il padre un farabutto, non laveva mai immaginato capace di tanto.
Dal fondo sbriciolato del contenitore emergeva un osso.
Tutti gli animali hanno delle ossa, pens John, avvicinandosi ancora di pi al barile. Forse cera strisciato dentro qualcosa ed era morto. Ma losso che usciva fuori dal buco era troppo grosso per appartenere a un procione o a un opussum, o a un qualsiasi animale fosse riuscito a entrare nel capanno. Molto pi grosso.
John indirizz la luce attraverso la trama intricata dellacciaio arrugginito e rimase senza fiato.
A fissarlo cera un teschio con le orbite vuote. Si trovava in mezzo a un mucchio di ossa che un tempo avevano costituito un essere umano.
Gli si rizzarono i peli della nuca. Il cane cominci a ringhiare.
Ti avevo detto di non mettere pi piede in questo capanno, disse una voce alle sue spalle. Ora farai la stessa fine che ha fatto lei.

27.

Dana e Tim si incontrarono da Grindstone.
La mia seconda casa, fece lui con un sorriso, tenendole aperta la porta.
Dana esit. Stamattina qui ho dato spettacolo di me.
 questo il bello di un posto per camionisti. La maggior parte di quelli che cerano oggi a colazione a questora sar distante almeno due Stati. Le mise una mano dietro la schiena e la guid attraverso la sala. La prossima volta lascio a te la scelta del ristorante. Mi basta venire qua quando sono in servizio.
A quellora, il ristorante era tranquillo. Il pienone cera a colazione e a pranzo. A cena gli avventori occupavano solo met dei tavoli disponibili.
Tim la guid verso un spar ad angolo, dove si aveva una panoramica di tutto il locale. Dana si sedette di fronte a lui, sistemandosi il cappuccio per sfuggire alle occhiate incuriosite dei clienti vicini, che parevano tutti conoscere Tim.
Si sa qualcosa su chi ha aggredito la nostra April?, chiese la cameriera, venuta a prendere lordinazione. Rivolse uno sguardo duro a Dana, che chin la testa e si mise a fissare il tavolo.
Non ancora, rispose Tim. Stiamo seguendo un paio di tracce. Ma  meglio che voi ragazze facciate attenzione quando andate al parcheggio da sole. Non si sa mai cosa potrebbe essere in agguato l fuori. Il mondo  un posto pericoloso.
Io mi porto lo spray contro gli orsi, fece la cameriera. Funziona allo stesso modo con orsi e camionisti.
Fai bene, disse Tim, sorridendole.
Ordin pollo fritto. Dana chiese una tazza di zuppa di pollo e lui si accigli.
Devi mangiare, Dee.  troppo poco.
Non riesco a mangiare e a pensare allo stesso tempo, replic lei. Ho un sacco di cose per la testa.
Troppe. Sai, tua madre mi ha chiamato dopo che mi hai telefonato tu.  preoccupata per te.
Dana si prese la testa tra le mani e gemette. Oddio, che vergogna!.
Fa solo la madre. E forse ha ragione, ammise. Casey  scomparsa da molto tempo, tesoro. Non ha senso che ti agiti in questo modo. Insomma, che fretta c?
Non riesco a smettere di pensare a lei, confess Dana. Ho degli incubi. Ho passato mesi in riabilitazione con il cervello come spento, senza riuscire a interessarmi a niente. Ora funziona senza interruzione e non riesco a spegnerlo. Non voglio spegnerlo. Voglio ricordare quello che posso. Voglio sapere cosa  successo. Mia madre vuole che me ne stia seduta tutto il giorno a fare cruciverba e guardare la televisione.
Ti ha quasi persa. Vuole solo tenerti al sicuro
So che ha buone intenzioni, disse Dana. La Dana che ha riavuto non  la stessa ragazza di prima. Capisco che debba essere dura per lei.  dura anche per me. Ma non potr lasciare andare Casey finch non avr avuto delle risposte. Non posso.
Hai ripensato allipotesi Doc Holiday?
Ci sto provando. Mi hanno detto che dovrei solo affrontare la questione e superarla, che ignorandolo gli sto dando pi potere.
Non  del tutto sbagliato. Se si toglie il cerotto si guarisce prima. Basta che me lo dica e ti mostrer una serie di foto.
Dana prese il telefono e apr larchivio delle foto. Forse non ce n bisogno. Cera un uomo qui stamattina. Non lo conoscevo, ma qualcosa in lui mi ha scosso.
Sfogli le immagini fino alluomo con la barba e lo mostr a Tim. Lui osserv la fotografia, poi la guard dritta negli occhi con espressione vuota.
Assomigliava a questo, vero?, chiese lei.
Forse.
Non ricordo ancora niente, non tanto da poter essere utile a qualcuno. Ma lo vorrei. Vorrei guardare una sua fotografia e dire di averlo visto qui il giorno in cui scomparve Casey. Vorrei poter dire che ci aveva parlato, che aveva flirtato con lei. Sarebbe tutto pi semplice.
Concediti pi tempo, Dee.
Tempo per cosa? Per inventare un ricordo di qualcosa che probabilmente non  mai avvenuto?
Nessuno ti chiede questo.
Forse sarebbe una storia migliore di quella vera.
Perch dici una cosa del genere?
Lhai detto tu: gran parte delle vittime di omicidio viene uccisa da persone che conosce, rispose lei. Tu e io conosciamo tutti quelli che conosceva Casey. Ti piace pensare che una di queste persone le abbia fatto qualcosa?
Be, forse non mi piace pensarlo, fece lui, osservando con la coda dellocchio la cameriera che si avvicinava con le ordinazioni, ma John era un ottimo sospetto. Dal punto di vista investigativo.
Ti ho messo doppia razione di focaccine e sugo, disse allegra la cameriera, sistemandogli davanti il piatto.
Tim le rivolse un enorme sorriso. Vuoi farmi ingrassare, Charlene!.
Be, conosco dei modi per farti perdere peso, replic lei con dolcezza.
Sbatt gi la tazza di Dana, versando fuori dal bordo un po di zuppa senza neanche scusarsi e lanci senza grazia un paio di pacchetti di cracker.
Charlene  un po innamorata di me, spieg Tim quando la cameriera si fu allontanata.
Fino alle punte dei suoi capelli ossigenati, mormor Dana, fissando la zuppa e chiedendosi quante probabilit ci fossero che Charlene ci avesse sputato dentro. Spinse da parte la tazza e apr un pacchetto di cracker.
Oggi ho visto John, disse poi. Lavorava al vivaio.
Tim mastic un pezzo di carne e inghiott, con aria cupa. Devi stare attenta, Dee. Da quando  tornato dalla guerra, quel ragazzo  molto instabile. Laltra sera prima che riuscissi a fermarlo ha riempito di botte il padre. Non che il vecchio non se le meritasse. Ma John aveva uno sguardo che non mi piacerebbe dover affrontare. Era come impazzito. Dio solo sa che gli passa per la testa. Linvestigatore che sta indagando sullaggressione sessuale a quella cameriera lo sta controllando, aggiunse.
John?
Non ha un alibi. Dice di essere uscito a fare jogging quella sera tutto vestito di nero come uno stramaledetto ninja. Non ha voluto farci vedere gli abiti. Quel ragazzo  pieno di rabbia e stress postraumatico.  stato ferito alla testa.
Ah, be, in questo caso  capace di tutto, fece Dana sarcastica.
Troppo tardi Tim si rese conto della gaffe. Hai capito cosa intendo. Non  la stessa cosa.
Ah no? Ha subito una lesione cerebrale mentre qualcuno cercava di ucciderlo. Se questo fa di lui un omicida, allora sono unomicida anchio. O fa di lui solo un pazzo imprevedibile?
Piantala, fece lui, infastidito. Lui ha alle spalle una lunga storia di violenze. Tu no. E considerato che lavevano tenuto parecchio docchio quando scomparve Casey Dobbiamo controllarlo per laggressione alla cameriera.
Mi ha detto che Casey lo tradiva, disse Dana.
Osserv la reazione di Tim, in cerca di cosa? Sorpresa? Shock? Diffidenza?
Sul serio? Non ci credo.
Allepoca non lo disse a nessuno perch lo avrebbe reso ancora pi sospetto.
Be,  vero, replic lui. Gi era messo male quando tutti pensavamo che Casey lavesse scaricato.
Credi che non sia vero?, chiese Dana.
Era la tua migliore amica. Tu che ne pensi?
Non mi disse mai che si stava vedendo con un altro. Lei e John si lasciavano e si rimettevano insieme in continuazione. Quando mi disse che avevano rotto, immaginai Insomma ero io a spingerla sempre a lasciarlo; non mi venne mai in mente che potesse averla lasciata lui.
Tubman, il detective che ora segue il caso, sicuramente vorr parlare con John della questione.
Non mi hai risposto. Pensi davvero che John abbia mentito?.
Tim fece spallucce, inzuppando la focaccina nel sugo. Non lo so.
Io credo che tu lo sappia invece, fece piano Dana.
Tim si appoggi allo schienale e spinse via il piatto come se gli avesse appena sciupato lappetito.
Quel giorno, il giorno in cui scomparve, litigammo a causa tua, fece Dana. Stasera ho trovato il mio vecchio diario. Ho letto lannotazione di quel giorno. Casey mi aveva chiesto se mi sarebbe dispiaciuto se si fosse messa con te.
Tim si guard intorno e sospir, scontento di essere stato scoperto, se non a mentire, a tacere la verit. Noi due avevamo gi rotto, Dee. Mi avevi lasciato, ricordi?
 vero. Era stata una mia decisione. Ci eravamo lasciati gi da un po. Forse non avrebbe dovuto dispiacermi che la mia migliore amica volesse mettersi con il primo amore della mia vita. Magari i ragazzi con i loro amici si comportano cos, ma le ragazze no. Non se vogliono restare amiche.
Ti eri incazzata, fece lui.
Se non sbaglio hai detto che la conversazione avuta con Casey quel giorno ti era entrata in un orecchio e uscita dallaltro.
 stato sette anni fa, Dee. Che senso aveva dirtelo a questo punto? Tu e io ci eravamo lasciati. Casey mi era stata vicina. E forse volevo anche ferirti.
Ottimo lavoro.
Avevi cominciato tu.
Volevo solo essere realistica.
S, bella consolazione, fece lui, sarcastico. Avevo assolto il mio scopo.
Allepoca eri troppo impegnato a essere te stesso, disse Dana. Non ti saresti neanche accorto che me nero andata se non ti fosse servita una bella ragazza al fianco in tutti i tuoi trionfi.
Avevo molto di cui essere orgoglioso, replic lui. Te compresa. Perderti mi aveva fatto male, Dee. Dico sul serio. Lego di un ragazzo  molto fragile.
E Casey voleva curarti?
Era amica anche mia, disse lui sulla difensiva. Ed era una spalla su cui piangere. Non  successo niente. Aveva chiesto il tuo permesso, santo cielo! E poi scomparve. Non cera motivo di parlarne. Perch avrei dovuto dirlo? Per far stare tutti peggio?
Non dissi al detective Hardy che io e Casey avevamo litigato perch ero in imbarazzo.
Non centrava niente con quello che successe.
La mia migliore amica voleva mettersi con il mio ex ed ero molto arrabbiata. Non  forse un movente?
Se non ti conoscessi, rispose lui con una smorfia.
Dana guard il tavolo e apr laltro pacchetto di cracker. E se fosse stata davvero arrabbiata? Tanto arrabbiata da dare uno spintone allamica, che magari era caduta sbattendo la testa Aveva accusato Roger di essere stato in casa quando Casey era tornata a prendere le sue cose. E se invece ci fosse stata lei? E se fosse stato questo ci che Roger intendeva con Dopo tutto quello che ho fatto per te.
Ho sempre questi incubi, sussurr lei, fissando i cracker che sbriciolava tra le dita. Casey continua a dirmi che  stata tutta colpa mia.
Si mise le mani sul viso e cominci a piangere il pi discretamente possibile.
Sent che Tim si alzava e le metteva la mano sul braccio. Vieni, mormor. Usciamo di qui.
Dana tenne la testa china mentre lasciavano il ristorante e uscivano allaria fresca della sera. Lui la guid allestremit della lunga veranda in legno con la sua fila di sedie a dondolo. Dana super con lo sguardo il parcheggio del ristorante, il Silvas Garage e la scura area alberata al di l. La macchina di Casey era stata trovata parcheggiata lungo il margine di quellarea. Era stata fatta uscire dalla macchina? Era stata attratta nel bosco? Lo stesso bosco dove poche notti prima era stata assalita la cameriera di Grindstone.
Guardami, disse lui, prendendole il mento e facendole alzare il viso.
Lei lo guard attraverso un lucente velo di lacrime.
Io non credo che potresti aver fatto del male a Casey, Dee.  vero, eri un tipo irascibile, ma diamine, ti conosco. E poi lavresti scritto sul diario.
Voleva farla ridere. Ma Dana non era dellumore adatto.
Adesso ti abbraccio, disse lui. Perci non darmi una ginocchiata sullinguine o roba simile.
La attir a s mentre le scendeva una seconda ondata di lacrime. Lei lo lasci fare.
Lascia stare, Dee, mormor lui. Lascia perdere. Ormai non ha pi importanza. Il passato  passato. Non pensarci pi.
Vorrei tanto poterlo fare, sussurr lei. Vorrei tanto.

28.

Al suono della voce del padre, John si volt di scatto, alzando la torcia e accecando il vecchio proprio mentre premeva il grilletto. Nel piccolo capanno, il rumore dellesplosione fu assordante. John si tuff di lato, e il proiettile lo colp alla spalla destra, scavandogli un buco nella carne e scheggiandogli un osso. Limpatto fu simile al colpo di un attizzatoio incandescente, ma non cera tempo di pensare al dolore. Lo distrasse una massiccia scarica di adrenalina.
Sbatt forte contro la scaffalatura in compensato e se ne serv per darsi limpulso a lanciarsi in avanti contro il vecchio, colpendolo con la spalla sana allaltezza della vita e mandandolo a sbattere contro gli armadi.
Dietro le palpebre gli si accesero una serie di stelle mentre qualcosa di duro lo colpiva ripetutamente sulla testa: un gomito o il calcio di un fucile.
Mack Villante era un uomo grosso. Ben piantato, forte e muscoloso, era alimentato dalla rabbia, dallalcol e da un odio che gli bruciava dentro ogni giorno della sua vita. Per anni aveva fatto a pugni in bar e vicoli. Piegandosi di lato, risped John contro gli armadietti e punt il fucile a pochi centimetri dalla faccia del figlio.
John afferr il polso del padre e gli torse il braccio di lato. Part un altro colpo. Alz il braccio destro indebolito e colp il vecchio in bocca con il gomito, poi gli sferr un gancio sinistro, prendendolo appena sopra lorecchio e facendolo barcollare. Ma il vecchio si riprese e diede a John un potente manrovescio, colpendolo in faccia con il fucile.
John assecond il movimento, minimizzando limpatto, ma cadde comunque in ginocchio. Cerc di tirarsi su, reggendosi alla cieca agli scaffali che aveva davanti e afferrando qualcosa di duro e irregolare: un pezzo di motore. Lo gett contro il vecchio, aspettando un secondo o due prima di lanciarglisi contro.
Al momento dellimpatto, il padre lo afferr e crollarono entrambi in terra con i piedi aggrovigliati. Rotolarono sul pavimento dandosi gomitate, ginocchiate e pugni, sbattendo contro scatole, rastrelli e falciatrici. Il braccio destro di John sindeboliva ogni momento di pi. Mentre rotolavano, il vecchio guadagn la posizione superiore, gli ficc un gomito nella ferita e quel poco che John riusciva a vedere alla luce fioca del capanno si fece totalmente buio.
Con tutta la forza che aveva, John contorse i fianchi sotto il peso del padre e ribalt le posizioni. Mentre si raddrizzava, levando il braccio sinistro con il pugno chiuso, il vecchio url alzando il fucile con entrambe le mani.
John si gir e si lanci di lato nel momento in cui partiva un altro colpo. Chiuse le dita sulloggetto pi vicino a s, il manico di legno di una pala, di una vanga o di un rastrello. Non lo sapeva. Non aveva importanza. Lafferr e lo fece roteare con quanta forza aveva in corpo.
La lama della vanga colp il vecchio in piena faccia, spaccandogli la testa mentre sangue e denti schizzavano per il pavimento in cemento.
Vaffanculo!, gli url John. Ti odio! Ti odio!.
Si alz barcollante e tir indietro la vanga per abbatterla di nuovo. Voleva colpirlo ancora e ancora. Voleva cancellargli la faccia, colpirgli la testa cos forte da fargliela schizzare via dal corpo. A una violenza simile lo avevano preparato anni di maltrattamenti. Poteva finalmente farla finita per sempre.
E poi il momento pass. Si era messo in mezzo il cane, che abbaiava e saltava. John aveva la testa che suonava come una campana per via dei colpi che aveva ricevuto e del rumore degli spari. Riusciva solo a vedere il cane che abbaiava. Non sentiva niente.
Fece un passo indietro e si appoggi agli scaffali, mentre ladrenalina si dissolveva. Inspir laria fresca della sera per lenire il bruciore dei polmoni. Era madido di sudore, ogni muscolo del corpo gli tremava per lo sforzo della lotta. La ferita alla spalla destra cominci a bruciare e pulsare. Il dolore aveva un peso, come se venisse colpito ripetutamente con un martello da cinque chili.
Il vecchio giaceva immobile sul pavimento sudicio, gemendo e gorgogliando.
John gett via la vanga e guard il padre.
Basta cos, disse. Non andr in prigione a causa tua.
Debole e con un solo braccio, si sforz di voltare di lato il corpo privo di sensi del vecchio per evitare che venisse soffocato dal proprio sangue e dalla saliva. Poi prese dalla tasca del padre il cellulare e compose il 911.

29.

Ero solo venuto a prendere le mie cose, disse John. Non capiva se stava bisbigliando o urlando. Le orecchie ancora gli ronzavano per il rumore degli spari nello spazio angusto del capanno.
Sedeva sulla sponda posteriore del suo pick-up, osservando gli operatori che caricavano il padre sullambulanza. John aveva cercato di minimizzare la gravit delle proprie ferite. Anche se era praticamente certo che il proiettile gli avesse fratturato la clavicola e gli avesse provocato un brutto foro nella carne e nel muscolo sulla parte superiore della spalla, aveva detto agli operatori che era solo un graffio e poteva aspettare. La ferita era brutta ma non mortale. Ci teneva sopra una spessa benda di garza per assorbire il sangue. La pressione riusciva a limitare lemorragia.
Non riusciva a fare respiri profondi e sapeva di avere le costole incrinate se non addirittura rotte. Immaginava di avere il naso fratturato e forse anche losso orbitale attorno allocchio destro, dove il padre laveva colpito con il fucile. Locchio era gonfio e quasi chiuso. Il taglio che gli aveva provocato il mirino dellarma sulla guancia aveva bisogno di una sutura.
Ma la cosa peggiore era il costante martellamento dentro il cranio per via dei colpi ricevuti, che gli tormentava il cervello gi lesionato. Doveva sforzarsi per rimanere concentrato. La nausea gli attanagliava lo stomaco.
Sei sicuro di volerlo fare ora, John?, richiese Tim Carver. Posso portarti al pronto soccorso e raccogliere la deposizione dopo.
Sto bene.
Carver inarc le sopracciglia. Bene mi pare unesagerazione. Ma hai ancora tutti i denti in bocca, che  pi di quello che si pu dire del tuo vecchio.
John voleva avere quel colloquio prima che capitasse qualcosaltro. Voleva che i poliziotti sentissero lui prima di sentire la versione del padre. Li avrebbe guidati passo dopo passo, avrebbe descritto ogni singolo colpo, se fosse stato necessario, perch gi immaginava che il vecchio si sarebbe inventato di essere stato aggredito dal figlio e di essersi dovuto difendere. Sarebbe finito a pentirsi di non aver ammazzato quel figlio di puttana.
Il giardino era illuminato come a Natale per via delle luci intermittenti dellambulanza e della mezza dozzina di autopattuglie e auto civetta dello sceriffo della contea di Liddell. Avevano gi sistemato dentro e attorno al capanno una serie di lampade alogene portatili. Per esaminare il luogo ci avrebbero probabilmente messo un giorno o pi.
Il cane gli stava sdraiato accanto sul pick-up, con la grossa testa sulle zampe distese, e osservava la scena con occhi intelligenti.
Credevo avessi detto che non era il tuo cane, fece Carver.
John scroll la spalla sana. Probabilmente mi sbagliavo.
Quindi sei venuto a prendere le tue cose, lo sollecit linvestigatore Tubman. Avvolto in un pesante trench contro i rigori della notte, aveva le dimensioni di un minifrigorifero. Ruot il suo pancione in direzione di John, dando le spalle alla scena del crimine. Guard la casa e la porta sul retro, che penzolava storta sui cardini rotti con lintelaiatura scheggiata. E il vecchio non ti ha fatto entrare?
Non cera. Era da Roadside a bere.  per questo che sono venuto. Mi aveva chiuso fuori.
Perci hai buttato gi la porta.  effrazione.
Volevo solo le mie cose.
Avresti potuto chiedere il nostro aiuto, John, disse Carver.
Be, non lho fatto.
E come sei finito nel capanno?, chiese Tubman.
La mia roba non era in casa. Ho immaginato che lavesse chiusa nel capanno, perch di solito faceva cos.
E quindi hai scassinato anche il capanno.
Volevo solo le mie cose!, ripet John, irritato. Se lui mi ruba le cose va tutto bene, ma non se io cerco di riprendermele?
Per farlo non puoi distruggere la propriet altrui, disse Tubman.
Ha cercato di uccidermi, cazzo!.
Ha sparato a un intruso, ribatt Tubman.
Sapeva che ero io!.
In un capanno buio?
Con la mia macchina qua fuori, disse John. E sapendo che aveva chiuso le mie cose l dentro. Sapeva benissimo che ero io! Mi ha detto: Ti avevo detto di non mettere pi piede in questo capanno. A chi altri avrebbe potuto dirlo?
E laltra sera abbiamo visto in che rapporti siete, fece Tubman. Se fossi stato in lui, anchio mi sarei portato dietro un fucile.
Per sparare al proprio figlio andato nel capanno a prendere le sue cose?
Il fatto che fosse tuo padre non ti ha impedito di colpirlo in faccia con una vanga.
Mi ha sparato!, url John, incredulo, con il dolore che gli esplodeva nella testa. E se sono io il cattivo, perch non lho ammazzato?, chiese. Perch non lho definitivamente fatto fuori? Cos la mia versione sarebbe stata lunica. Perch non lho fatto?.
Cristo, quanto avrebbe voluto. Se avesse avuto un dollaro per ogni volta che aveva desiderato la morte del vecchio
Perch non sono come lui. Ecco perch!, url, a se stesso oltre che al detective. Non sono come lui!.
Intervenne Tim Carver. John non si era accorto di essersi avvicinato allinvestigatore finch non sent il palmo della mano di Carver toccargli il petto e impedirgli di cadere dalla sponda del veicolo.
Il cane balz in piedi, ringhiando.
Diamoci un po una calmata, disse Carver, indietreggiando con un occhio al cane.  evidente che John non si  sparato da solo. E non si  colpito da solo in faccia. Penso che possiamo tutti affermare che  seguita una lotta. Giusto?
Sapeva che avevo visto quello che cera nel barile, disse John. Gli balen in testa limmagine del teschio che lo fissava attraverso il barile arrugginito, al di sopra di un mucchio di ossa che un tempo erano state un essere umano.
Hai idea di chi possa essere?, domand Tubman.
John non rispose. Sapeva che lunico nome a cui pensavano era Casey Grant. Gi erano convinti che lavesse uccisa lui. Grazie alla sua solita fortuna aveva appena fornito la prova che avevano ragione.

30.

Dana fissava la scena, inchiodata al televisore. Tim aveva ricevuto la chiamata mentre si trovavano sulla veranda di Grindstone: una sparatoria allindirizzo che corrispondeva a quello dei Villante. La ragazza bionda, Kimberly Kirk, parlava in piedi sul ciglio della strada davanti alla propriet dei Villante. Alle sue spalle, la scena era un circo di luci e attivit. Macchine dellufficio dello sceriffo erano parcheggiate ovunque, vicesceriffi in uniforme e altro personale sincrociavano nel giardino, entrando e uscendo da un lungo capanno sullo sfondo.
Fonti vicine agli investigatori riferiscono di uno scheletro umano ritrovato allinterno di un barile nelledificio sul retro della propriet, diceva la Kirk. I vicesceriffi della contea di Liddell hanno risposto a una chiamata al 911 proveniente dalla residenza, che denunciava una sparatoria, e abbiamo la conferma che una persona  stata trasportata al Liddell Regional Medical Center, mentre un altro uomo  interrogato in questo momento in relazione allincidente. Labitazione  di propriet di John Villante Senior, un meccanico del posto.
Anche se , ovviamente, troppo presto per fare ipotesi sullidentit dello scheletro, i telespettatori forse ricorderanno che il principale sospettato per la scomparsa di Casey Grant, neodiplomata alla Shelby Mills High School, sette anni fa, era il suo ragazzo di allora, nonch atleta di spicco della scuola, John Villante Junior.
Be, fece caustico Roger, allora da un omicidio almeno sono scagionato.
Dana lo guard torva. Non  divertente.
Roger, disse la madre con tono di disapprovazione.
Si trovavano in cucina, Roger e la madre erano appena rientrati dai festeggiamenti serali. Dana sedeva sul lungo tavolo con i piedi su una sedia e le braccia strette attorno al corpo contro il gelo interno del terrore. In testa aveva mille pensieri, domande ed emozioni che si accavallavano uno sullaltro. Continuava a ripetersi i passaggi da seguire per calmarsi, ma le emozioni la sommergevano prima di arrivare alla seconda fase.
Uno scheletro in un barile. Lidea suscitava una raffica di domande terribili. Era Casey? Casey, che la sera della sua scomparsa avrebbe dovuto incontrarsi con John. Lui aveva giurato di non averla vista. Aveva giurato di non aver fatto del male alla ragazza che secondo lui laveva tradito.
Morta in un barile in un capanno abbandonato. Era gi morta quando ce lavevano messa? O era morta l dentro? Aveva passato ore o giorni sveglia e cosciente in quella soffocante oscurit, aspettando che qualcuno venisse a salvarla? Aspettando di morire. Pregando di morire.
Le immagini mentali le aprivano una porta su ricordi costituiti interamente di emozioni: panico, terrore, disperazione. Gli occhi le si riempirono di lacrime e cominci a tremare.
Subito le fu accanto la madre che labbracci.
Basta! Roger, spegni!.
La sua voce sembrava lontanissima.
Dana aveva la sensazione che il suo essere si fosse ristretto a una piccola sfera che fluttuava allinterno dellinvolucro del suo corpo. Era consapevole del corpo che scendeva dal tavolo, camminava accanto alla madre, ancora circondato dal suo abbraccio. Scesero insieme le scale, superarono i folli graffiti che aveva scarabocchiato sul muro in cerca di una risposta alla scomparsa dellamica.
Tutto per niente, pens. La risposta alla domanda era in un barile in un capanno a un paio di chilometri di distanza. E non doveva neanche interrogarsi su quello che aveva sofferto lamica, perch ne aveva unesperienza di prima mano. Anche se non riusciva a inquadrarne i dettagli nella memoria, li sentiva. Lei era sopravvissuta, Casey no.
Non sappiamo se si tratta di Casey, disse la madre. Non sappiamo se  lei.
Sedettero sul letto di Dana. Dana si appallottol al fianco della madre, tremando violentemente e reggendosi a lei come se fosse la sua unica ancora alla realt, terrorizzata allidea che se lavesse lasciata la sua mente lavrebbe portata in un luogo da cui non avrebbe potuto scappare unaltra volta: la follia che aveva cercato di distoglierla dal dolore e dal terrore della sua situazione nelle mani del killer.
Niente e nessuno aveva salvato Casey.
Con quel pensiero arriv anche un enorme senso di colpa.
Pianse per lamica. Pianse per se stessa. Pianse, smarrita in un mare di emozioni, finch non ebbe pi lacrime.
Esausta, rimase immobile, con la testa sulla spalla di Lynda, circondata dalle sue braccia, mentre la voce materna da molto lontano le cantava una canzone di tanto, tanto tempo prima.Blackbird singing in the dead of night. Take these broken wings and learn to fly
Dorm un sonno da drogata. Con il corpo troppo pesante per muovere un solo dito. Anche le immagini nella sua mente si muovevano a rallentatore come attraverso una nebbia. Casey che sorrideva. Casey che piangeva. Casey morta, la sua faccia che si decomponeva un pezzo alla volta, la carne che diventava grigia e scivolava via dalle ossa, gli occhi che si dissolvevano. Per quanto volesse voltarsi, non ci riusciva perch aveva la testa pesante quanto la terra stessa. Non poteva fuggire.
Non poteva sfuggire alla verit. Non poteva sfuggire alla realt. Non poteva sfuggire alle immagini evocate dalla sua mente.
Si svegli pi stanca di quanto non fosse quando finalmente era riuscita ad addormentarsi. La madre dormiva accanto a lei sul letto, entrambe coperte dalla morbida coperta rosa, entrambe con ancora indosso i vestiti della sera prima.
Dana scese furtiva dal letto e attravers tremante con passo felpato la camera. Afferr da una sedia un plaid di ciniglia e ci si avvolse.
La luce che penetrava dai tendaggi era quella grigiastra di unalba che preannunciava un giorno cupo e piovoso. Il tempo appropriato, pens Dana, tirando le tende della portafinestra.
Sul vetro umido qualcuno aveva scritto: Un abbraccio, T.
Tim. Aveva immaginato che avesse visto il notiziario. Doveva essere passato alla fine del turno.
Un doloroso miscuglio di emozioni le si agitava dentro, mentre apriva la finestra e usciva nel patio. Il lastricato era freddo e umido sotto i piedi nudi. Si sedette sul tavolino in ferro battuto, appoggi i piedi su una sedia e si strinse nello spesso plaid come in un bozzolo.
Una sottile nebbia avvolgeva il giardino e il campo antistante che digradava verso il bosco. In assenza di luce, le foglie erano una tenue tavolozza tra il color fango, il giallo opaco e il marrone. Non cera traccia del cervo che aveva visto prima. Per un attimo le parve di essere lunica creatura vivente sveglia sul pianeta, solitaria nel gelo umido.
Poi emerse Smoking, trotterellando dalla porta aperta. Con un balzo fu sul tavolo e cominci a strofinarsi contro di lei e a fare le fusa. Dana tir fuori le dita dal plaid e gli gratt la testa distrattamente, riflettendo.
Ogni omicidio aveva un movente, a volte noto alla vittima, altre solo allassassino.
Doc Holiday aveva torturato e ucciso le sue vittime per ragioni che esistevano solo nel suo cuore gelido e cupo. Se il corpo nel barile era di Casey, la sua amica era morta per un motivo che lei conosceva, che fosse la gelosia di John o la morbosa attrazione del padre per la ragazza del figlio. Erano possibili entrambe le spiegazioni.
Mack Villante aveva fornito un alibi per la notte in cui era scomparsa Casey. A quanto aveva detto, era da unamica in unaltra citt. La donna aveva confermato la sua versione, ma Dan Hardy non era convinto. Quella sera, Casey avrebbe dovuto incontrare John. La sua macchina era stata ritrovata parcheggiata lungo larea boschiva limitrofa al complesso di sosta dei camion. Mack Villante lavorava proprio l, al Silvas Garage, a non pi di quindici metri dal veicolo abbandonato. Laveva vista e laveva rapita? Trascinandola nel bosco o spingendola nel suo pick-up?
O forse John aveva mentito quando aveva affermato che non si era fatta vedere. Casey lo tradiva, aveva detto. Lo tradiva con Tim.
Tradiva anche me, pens Dana, anche se in realt non era proprio cos. Lei e Tim si erano gi lasciati, ma se Casey aveva pensato di non fare nulla di male, perch non laveva detto?
Anche se Tim affermava che non era successo niente, che Casey era scomparsa prima che cominciasse qualsiasi relazione tra loro, Dana si chiedeva per quanto fosse andata avanti quella storia. Quellultimo giorno, Casey le aveva chiesto se le sarebbe dispiaciuto se si fosse messa con Tim, ma John diceva che Casey lo tradiva  tempo passato  come se la cosa andasse avanti da un po. Dana si era lasciata con Tim poco dopo il diploma, il primo giugno. Casey era scomparsa il nove agosto.
Casey era amica anche di Tim. Lo aveva consolato dopo la rottura, e una cosa aveva tirato laltra? Tim aveva detto a Dana che avrebbe voluto ferirla per quello che gli aveva fatto, e quale miglior modo dellandare a letto con la sua migliore amica? Si era vendicato per tutta lestate? E Casey si era vista con lui fingendo al contempo con Dana di volere che si rimettessero insieme?
Allepoca Dana non laveva capito. Leggendo nel diario le annotazioni dei giorni precedenti, era chiaro che non aveva mai sospettato potesse esserci qualcosa tra Casey e Tim. Aveva immaginato che Casey e John si vedessero di nascosto, come se lamica non avesse la facolt di fare le sue scelte indipendentemente da ci che voleva lei. Aveva frequentato tutto il tempo Tim, mentre Dana, la dispotica principessina, aveva creduto di avere il controllo di tutta la sua corte?
Laveva colta un misto di divertimento, shock e vergogna leggendo il diario della ragazza che era stata un tempo. Quella Dana, la Dana di Prima, aveva avuto un buon cuore, guidato dalla mente ingenua ed egocentrica di una ragazzina viziata, privilegiata e amata. Il suo mondo, e tutto ci che esso conteneva, le girava intorno. Ne era la bella e benigna sovrana, che manipolava i propri sudditi nel modo che riteneva migliore per loro. Nel frattempo, i suoi Barbie e Ken della vita reale, a sua insaputa, avevano organizzato uninsurrezione.
Ma non era del tutto vero, pens. Aveva avuto il sospetto che Casey le nascondesse qualcosa. Aveva sospettato che lamica si rivedesse in segreto con John. Nei giorni precedenti la scomparsa, Dana aveva cominciato a sospettare che Casey le nascondesse anche qualcosaltro. Dimprovviso non si sentiva bene, e quando diceva che non era nulla, non guardava mai Dana negli occhi.
Dana frug nella memoria e richiam alla mente limmagine di Casey che le veniva incontro quel mattino al vivaio uscendo dalla toilette con uno strano sorriso in faccia
Le venne una fitta allo stomaco al pensiero di quella possibilit. Se aveva ragione, la tragedia era stata duplice.
Casey aveva organizzato un incontro con John quella sera per dirgli qualcosa. Il ragazzo aveva covato tutta lestate una rabbia che forse era poi esplosa in quellafosa notte di agosto? Non era difficile immaginarlo in collera. Fin da ragazzo ce laveva con il mondo intero. Aveva sempre invidiato i successi di Tim. Ma Casey era stata il suo trofeo. A dispetto delle sue difficolt e manchevolezze, avere come ragazza Casey era stato importantissimo per lui. Dana ricordava di averli considerati la Bella e la Bestia. La dolce, bella e gentile Casey con il minaccioso e tormentato John dei quartieri poveri.
Se Casey gli avesse detto che lo stava scaricando per Tim Carver
Non era difficile immaginarlo che le stringeva le mani attorno al collo e la strozzava. Aveva un temperamento violento.
La sera prima qualcuno aveva trovato uno scheletro in un barile nel capanno dei Villante.
Nel notiziario delle undici il resto della storia era ancora vago. Una persona era rimasta ferita. Una persona era andata in ospedale. Una persona veniva interrogata. Troppo era ancora lasciato allimmaginazione. Le impronte dentarie avrebbero risolto il grosso del mistero. Probabilmente quel giorno si sarebbe saputo se il corpo apparteneva a Casey.
Cosa ci fai qua fuori?, chiese la madre, camminando a piedi nudi sul lastricato umido.
Penso, rispose Dana.
La madre labbracci e la baci sulla guancia. Vieni a farlo dentro prima che ti prenda una polmonite.
Dana scese dal tavolo e rientr con la madre in casa, e si accod anche Smoking.
Dovresti andare a letto, disse la madre. Non ti riposi abbastanza.
Non ci riesco. Ormai sono sveglia. Non posso smettere di pensare. Mi gira tutto in testa come uno sciame di api. Non riesco a smettere.
La madre aveva unaria preoccupatissima. Cominci ad agitarsi, toccandole i capelli umidi per la nebbia, cercando di sistemarle il plaid sulle spalle, muovendo freneticamente le mani come le ali di un uccellino angosciato.
Dovresti prendere gli ansiolitici.
No, replic Dana, divincolandosi. Mi danno una sensazione che non mi piace. So che me li hai dati ieri sera. Ho limpressione di muovermi nella melassa.
Eri talmente sconvolta.
Avevo dei buoni motivi per esserlo. Quella potrebbe essere Casey, morta in un barile per sette anni.  terribile!  ovvio che fossi sconvolta. Lo sarebbe chiunque.
Siamo tutti sottosopra.
Non voglio prendere delle pillole per smettere di pensare. Perch non succeder. La verit non se ne va via perch prendi una pillola. Tutto continua ma al rallentatore, e non sento niente, non mi piace. Non voglio vivere come uno zombie. Era questo che voleva diventassi, vero?, chiese, come colpita da un ricordo.
La madre parve turbata. Le lacrime le riempirono gli occhi. Si mise una mano sulla bocca per impedire che il dolore si manifestasse con un suono.
Doc Holiday, disse Dana. Non voleva che morissi. Voleva lasciarmi come uno zombie.  quello che vuoi anche tu?
No!, disse la madre. Non voglio che tu soffra. Non voglio che debba ricordarlo o sentirlo. Non avrei mai voluto che accadesse!.
Ma  accaduto, mamma.  accaduto e noi siamo qui, replic Dana. Non sono una bambola rotta che puoi riattaccare fingendo che sia tutto come prima. Io non sono come prima. Non sar mai pi come prima. Ma devo accettarlo e andare avanti cos come sono, altrimenti  come se mi avesse ucciso.
Quando la madre scoppi in lacrime, Dana labbracci. In quel momento si rese conto che toccava a lei offrire conforto, consolare la madre per la figlia che aveva perduto. Non sarebbe mai pi stata la stessa ragazza che era prima di quella fredda mattina di gennaio in un parcheggio di Minneapolis. Doc Holiday aveva strappato quella ragazza da se stessa e da coloro che la amavano. Dovevano tutti ricominciare con la giovane distrutta che era sopravvissuta e una parte di quel processo consisteva nel piangere ci che avevano perduto.
Rimasero abbracciate a lungo mentre sedimentava in loro quella consapevolezza.

31.

Albeggiava quando John usc dal pronto soccorso. A dispetto delle sue proteste, alla fine il suo corpo laveva tradito. Dopo pi di unora di interrogatorio del detective Tubman, aveva chiesto il permesso di andare a pisciare sangue ed era svenuto dietro il pick-up. Aveva ripreso subito i sensi, ma a quel punto non aveva avuto pi voce in capitolo. Carver laveva portato al pronto soccorso.
Quando John usc nella semioscurit, di Carver non cera traccia. Lungo il marciapiede cera parcheggiata unaltra autopattuglia. Dalla macchina usc un vicesceriffo, un ragazzone che non conosceva e che lo chiam oltre il tettuccio.
Posso accompagnarla da qualche parte, signor Villante?
A casa, rispose John.
Luomo scosse la testa rasata. Non posso portarla l. Fa parte della scena del delitto. La stanno ancora analizzando.
John cerc di sospirare, ma il dolore che gli trafisse le costole rotte e incrinate gli mozz il respiro. Voglio solo prendere la mia macchina.
Ho paura che non si possa fare neanche questo. Fa parte della scena del delitto anche quella.
Non aveva un posto dove andare. Casa, per quel che valeva, o macchina. Oltre a queste due possibilit, non aveva niente e nessuno. Tutto ci che possedeva erano gli abiti che aveva indosso, sporchi e macchiati del suo sangue e di quello del padre.
Mentre era al pronto soccorso, si era trattenuto dal chiedere notizie del padre, ma le aveva sentite suo malgrado. Fratture facciali multiple e una frattura del cranio. A quel che pareva avrebbe avuto unaltra possibilit. Quel figlio di puttana era troppo malvagio per morire, anche se John aveva fatto del suo meglio. Battagliero e combattivo, il vecchio era stato messo in una sorta di stato crepuscolare per fargli superare le fasi peggiori della commozione cerebrale.
A John era andata poco meglio. La pallottola gli aveva effettivamente fratturato la clavicola. Il braccio destro gli pendeva inservibile al collo. Non voleva sapere quanti punti gli avessero messo per chiudere il foro che il proiettile gli aveva scavato nella carne. Aveva le costole molto ammaccate e rotte e un rene che pareva gli avessero preso a martellate. Il lato destro della faccia pareva uscito da un film dellorrore: locchio gonfio quasi chiuso, la guancia incollata e il tutto tumefatto e del colore di una pesca marcia.
Malgrado la testa gli risuonasse come una grancassa, contro il parere del medico aveva rifiutato di fare una tac alla testa. Il suo cervello era gi incasinato. Non gli serviva un esame medico per confermare che aveva una commozione cerebrale oltre alla lesione gi presente. Che differenza faceva cosa gli aveva fatto Mack? Se fosse stato fortunato gli sarebbe venuto un coagulo di sangue e sarebbe morto. Ma non era un tipo fortunato.
Sent il lontano scoppiettio della radio dellautopattuglia e osserv il giovane vicesceriffo parlare al microfono.
Il detective Tubman suggerisce che venga ad aspettare allufficio dello sceriffo, disse luomo. La possiamo sistemare comodamente l.
Che vantaggio ne avrebbe avuto a protestare? Non aveva un altro posto dove andare. Per quanto avrebbe preferito prendere il primo autobus per lasciare la citt, non gli avrebbero permesso di fare neanche questo.
Rassegnato, si sistem nel sedile posteriore dellautopattuglia e chiuse gli occhi per il dolore mentre la macchina si allontanava dal marciapiede. Prima di svenire, il suo ultimo pensiero fu chiedersi che fine avesse fatto il suo cane.
Riprese i sensi quando il vicesceriffo gli afferr la spalla ferita per scuoterlo. Lurlo di dolore di John fece indietreggiare il ragazzo.
Ehi, scusa, amico!.
Uscendo dallauto, John non replic.
Lo sistemarono comodamente in una sala per gli interrogatori senza finestre e con ununica sedia dura su cui sedersi. John la ignor e si sedette per terra, appoggiandosi al muro di fronte alla porta. Il vicesceriffo gli port una bottiglia dacqua e un paio di ciambelle stantie e se ne and. John bevve lacqua, ignor le ciambelle e altern momenti di lucidit e di incoscienza, felice quando finalmente questultima prevaleva regalandogli un po di quiete.
Quando era sveglio, cercava di placare la mente, di impedire ai flashback dei recenti avvenimenti di ripetersi in continuazione. Non voleva pensare a niente, non voleva sentire niente. Cerc di immaginare il buio assoluto, ma lo schermo nero era di tanto in tanto interrotto da esplosioni di luci, suoni e sensazioni, talmente forti e intensi da farlo sussultare. Ricordi della sera prima, ricordi del padre, ricordi di guerra, ricordi di morte. Bam! Bam! Bam! Tuoni luminosi. Talmente forti da fargli coprire le orecchie, ma il suono era nella sua testa e non poteva sfuggirgli.
Alla fine, la stanchezza ebbe la meglio e John riusc a dormire per un po. Non aveva idea di quanto tempo fosse passato quando arriv Tubman.
Avresti dovuto restare in ospedale, fece linvestigatore, tirando la sedia e sedendosi vicino a un tavolino rotondo. Mangi prontamente una delle ciambelle.
Quando potr andare a casa?, chiese John.
Questo  tutto da vedere.
Che significa?
Significa che non sar molto presto.
Il detective trangugi la seconda ciambella e lo fiss. John chiuse gli occhi.
Vuoi raccontarci di quel barile?, chiese Tubman.
No, signore. Non ne so niente, signore.
Da quanto  in quel capanno?
Non lo so.
E perch non lo sai? Sei cresciuto l. Abiti l.
Non entro in quel capanno.
Mai?
Mai.
E dovrei crederci?.
John non rispose. Non gli importava un cazzo di quello che credeva quella palla di lardo, ma persino con una commozione cerebrale cap che non era il caso di dirlo.
Non sai di chi sia quello scheletro?, fece Tubman.
No, signore.
Linvestigatore apr un grosso fascicolo e attraverso le lenti dei suoi piccoli occhiali dalla montatura in metallo esamin una pagina dattiloscritta che John non riusc a identificare.
Come mai nessuno ha guardato in quel barile sette anni fa quando  sparita Casey Grant?
Non lo so, signore. Dovrebbe chiederlo ai suoi colleghi.
Quello stronzo di Hardy, mormor Tubman sottovoce.
Il detective Hardy, immagin John. Ne odiava anche il nome. Hardy gli aveva reso la vita un inferno. Era in parte per quello che era finito nellesercito. Doveva ringraziare lui per tutto, fino al momento in cui lesplosivo aveva fatto saltare in aria lHummer su cui si trovava, mandandogli il cervello in pappa.
Che problemi ci sono tra te e tuo padre?, chiese Tubman.
In che senso?
 chiaro che vi detestate. Come mai?.
John non rispose. Non sapeva da dove cominciare per spiegare il rapporto con il padre. Ripensando allinfanzia, sapeva di aver amato e al tempo stesso temuto quelluomo. Persino da adolescente, per quanto lo odiasse, aveva ancora il patetico bisogno che il padre fosse orgoglioso di lui, cosa che gli era riuscita di tanto in tanto nellambito sportivo. Aveva immaginato che il padre fosse orgoglioso del suo operato nellesercito, ma non glielaveva mai sentito dire.
Anche la notte prima, dopo tutte le delusioni subite nella vita, un pezzetto del suo cuore era morto di fronte alla canna del fucile del padre. Ovviamente sapeva da tempo che il padre non lo amava in nessun senso del termine, eppure una piccola parte di lui aveva mantenuto un barlume di speranza, nascosta persino a se stesso.
Non aveva lenergia per cercare di spiegare tutto questo a Tubman.
Come si comportava con le tue ragazze?, chiese linvestigatore. Manifestava qualche interesse? Aveva qualche atteggiamento sconveniente?.
Una strana ondata di vergogna lo pervase mentre rifletteva sulla risposta. I commenti indecenti e sconvenienti del padre erano stati il motivo per cui aveva portato di rado Casey a casa. La sua incapacit di opporsi al comportamento del padre lo faceva sentire un codardo.
S, signore. Era un porco, signore, rispose.
Minacci mai Casey Grant? Lo vedesti mai farle delle avances? Lei ti disse mai che le faceva paura?
La metteva a disagio, disse John. Non la portavo spesso a casa.
Il detective esamin i suoi appunti, leccandosi la punta di un dito grasso mentre sfogliava il fascicolo.
Pensi che in quel barile ci sia Casey Grant?, chiese Tubman.
Aveva considerato quella possibilit. Nel corso degli anni si era chiesto se il padre fosse coinvolto nella scomparsa di Casey. La sua macchina era stata trovata nel parcheggio tra il Silvas Garage e il bosco. Il vecchio era scoppiato a ridere quando gli aveva fatto notare quella coincidenza. Aveva un alibi. Un alibi morto in un incendio un mese dopo.
Non lo so, signore, disse lui.
Ne sei sicuro?.
Ci risiamo, pens John. Le infinite domande, le accuse, il travisamento delle sue parole e delle sue azioni, la persecuzione dei media. Lineluttabilit di tutto questo lo invest esaurendo la poca forza che ancora aveva. Era uscito a malapena indenne dalla tempesta sette anni prima, quando aveva il cervello sano. Negli anni successivi era diventato un uomo, aveva combattuto in battaglia, era sopravvissuto a due guerre. Ma ora era stanco, aveva il corpo e la mente talmente a pezzi che lidea di dover affrontare tutto di nuovo gli faceva venir voglia di piangere.
In quel momento odi Casey Grant, come laveva odiata quellestate di sette anni prima. Era stata lunica cosa bella e perfetta nella sua vita peraltro orrenda. Era stata la sua ricompensa dopo uninfanzia di abbandono e maltrattamenti, finalmente qualcuno che lo amava quando nessun altro laveva, e lavrebbe, mai fatto. Troppo bella per essere vera, aveva pensato allepoca, ogni volta che la guardava tendergli la mano, sorridergli o baciarlo. Troppo bella per essere vera. E difatti cos si era dimostrata. Una piccola ipocrita, stufa di fare la samaritana con il povero orfanello, annoiata del suo dramma. A un certo punto John aveva cessato di essere il destinatario delle sue opere di carit e lei si era incamminata verso un brillante futuro senza minimamente comprendere cosa avesse significato per lui.
Gli aveva spezzato il cuore, rovinato la vita e stava per rifarlo.
Signore?, chiese. Sono in arresto?
No, rispose Tubman. Ma  nel tuo interesse collaborare.
Con grande sforzo e dolore, John si alz in piedi.
No, signore, disse. Non credo. Ora me ne andr.

32.

Lattesa era terribile. Ogni minuto era come una bolla che cresceva sempre di pi, riempiendosi di aspettativa per poi scoppiare e lasciare il posto a unaltra che cominciava a sua volta a crescere. Dana aveva mandato a Tim un messaggio con ununica domanda:  lei? E poi aveva aspettato uneternit che le rispondesse per poi ricevere un: Ti faccio sapere. Una risposta che non era una risposta.
La notizia era in tutti i telegiornali. Le emittenti televisive locali avevano inviato cronisti e telecamere sul luogo del delitto. Ogni troupe si era impossessata di uno spiazzo erboso fuori dalla barriera di nastro giallo che isolava la propriet dei Villante nei sobborghi fatiscenti della citt. Se ne stavano sotto la pioggia, fasciati nelle loro giacche a vento con il logo televisivo, riferendo che non cerano novit, ripetendo fino alla nausea gli avvenimenti della sera prima.
Lunica rivelazione del giorno era stata il nome della persona ricoverata in ospedale. John Mack Villante Senior era in condizioni gravi ma stabili con un trauma cranico. John Junior era stato medicato e dimesso. Non cera ancora una spiegazione ufficiale per la sparatoria che aveva originato la chiamata allufficio dello sceriffo.
Dana sedeva al tavolo della cucina guardando i servizi e controllando il telefono, lora e verificando che nessun sms le fosse sfuggito, come se la cosa fosse possibile. Guardava il racconto della scomparsa di Casey, vecchie sequenze dei notiziari di sette anni prima.
Ed eccoli l tutti gli attori del dramma: lei, Tim, John, i compagni di scuola, la madre di Casey, le persone della sua vita che volevano ritrovarla, e le persone della sua vita che lavrebbero voluta morta.
Le pareva strano vedere se stessa, la Dana di Prima, sul punto di avventurarsi nel vasto mondo, che si sforzava di avere laria matura, ma spaventata come poteva esserlo una ragazzina dallimprovvisa perdita di unamica. E Tim, alto e dritto, sempre con laria del cadetto militare che di l a poco sarebbe diventato. I capelli pi folti di ora ma con la stessa pettinatura, rasata ai lati. Pareva cos serio e giudizioso nelle risposte che dava al reporter. E poi cera John, snello e scontroso, con la fronte aggrottata sugli occhi scuri, le spalle larghe ingobbite sotto il peso delle accuse.
Tutti e tre si erano lasciati alle spalle Shelby Mills, quellepoca e la storia di Casey Grant. E ora, dopo sette anni, eccoli di nuovo nella citt dove erano cresciuti, di nuovo sulla scia della scomparsa di Casey.
Lo schermo era pieno di suoi video o fermo immagine di sette anni prima, di un anno prima e tre giorni prima. Una cronaca fotografica dei suoi successi e della sua tragedia. Poi John prese il suo posto, e le foto lo ritraevano in divisa da football, nelluniforme da soldato, poi nella tuta mimetica in una guerra dallaltra parte del mondo. La sequenza si complet con le immagini di Tim. Una sua foto a diciotto anni era collocata in alto a sinistra sullo schermo, mentre un video lo mostrava oggi, in uniforme, che dava indicazioni ad altri dipendenti dello sceriffo davanti alla casa dei Villante.
Dove abitavano i Villante non cera un vero e proprio quartiere. Marciapiedi e canali di scolo terminavano a cinquecento metri dal loro vialetto. Le propriet erano di forma e dimensioni irregolari e separate le une dalle altre senza alcun senso di comunit che le legasse. Le case, edifici scrostati a un solo piano con rivestimenti in alluminio e mattoni di qualit scadente, erano state costruite negli anni Cinquanta e Sessanta e abbandonate a se stesse negli ultimi decenni. Avevano tutte il garage e capanni fatiscenti. Confinante con il retro del giardino dei Villante correva un fitto bosco.
Dana immagin John crescere in quel posto, orfano di madre e con un padre violento. Lo ricordava al terzo anno, sempre pieno di lividi e silenzioso. Lei si teneva alla larga da ragazzi come John. Era la reginetta della classe, organizzatrice di t pomeridiani per la sua piccola cerchia di dame di corte.
Anche ora la madre le port una tazza di t fumante, gliela mise davanti e le accarezz i capelli.
Nessuna notizia?, chiese.
Non ancora.
Entrambe sospirarono e guardarono la televisione. Fecero un salto quando suon il campanello. Dana schizz dalla sedia come un pupazzetto a molla e corse alla porta.
Sulla soglia cera Tim, con laria di chi non dormiva da giorni, occhiaie scure sotto gli occhi azzurri e rughe attorno alla bocca pi profonde di quanto giustificassero i suoi anni.
Il cuore di Dana fece un balzo e sfarfall come un uccello in gabbia. Si port una mano sulla bocca per impedirsi di fare domande. Non voleva conoscere le risposte.
Non sappiamo ancora niente, disse Tim. C qualche difficolt a trovare le impronte dentarie.
Oh, mio Dio, fece la madre di Dana, mettendo le mani sulle spalle della figlia. Entra, Tim. Credo che ti serva una tazza di caff.
S, signora. Grazie.
Si tolse il berretto, si liber dalla mantella impermeabile e lasci entrambi gocciolanti allingresso accanto agli stivali bagnati.
Puoi dirci che sta succedendo?, chiese Dana quando furono tornati in cucina.
Non proprio, rispose lui. Non mi  permesso dire molto di pi di quello che probabilmente avrete visto alla tv. E anche meno. Non siamo riusciti neanche noi a mettere insieme tutti pezzi. Non abbiamo ancora potuto parlare con Mack Villante.
Ma avete parlato con John?, chiese Dana.
S. A quanto pare era andato a casa per prendere le sue cose.  entrato nel capanno sul retro della propriet. Il padre non sappiamo se labbia preso per un intruso o cosa, John dice che Mack sapeva che era lui. A ogni modo, ha sparato a John e hanno avuto un alterco.  tutto quello che sappiamo.
Oh, mio Dio, fece la madre di Dana, portandogli una tazza di caff. Ha sparato a suo figlio?.
Tim fece unespressione sofferta. Potremmo definirla una pessima dinamica familiare.
Casey diceva sempre che il padre di John le faceva venire la pelle doca, disse Dana.
Ma  lui in ospedale, fece la madre. Non capisco.
John ha avuto la meglio, replic Tim. Sapete,  un soldato addestrato dei reparti speciali, o gi di l. Ha una scatola piena di medaglie. Non vorrei litigarci.
Che ha detto John dello scheletro?, domand Dana.
Niente. Dice di non saperne nulla. Ma penso che non ci dica tutto quello che sa. Poco fa se n andato nel bel mezzo di un interrogatorio.
Se n andato?, disse la madre di Dana. E pu farlo?
Era quello che chiamiamo un interrogatorio non detentivo, spieg lui. Non  in arresto. Questo lo rende libero di andarsene.
Ha mandato il padre in ospedale!.
Il padre gli ha sparato. Lo ha ridotto piuttosto male. Pare che John si sia difeso.  stato lui a chiamare il 911 e si  mostrato disposto a collaborare sulla scena del delitto. Non avevamo ragioni per arrestarlo. Non a questo punto, a ogni modo.
E adesso?, chiese Dana.
E adesso le cose si fanno pi complicate, rispose Tim.
Bevve un sorso di caff come per rinvigorirsi. Dana sentiva che stava nascondendo qualcosa. Aveva la bocca stretta come se cercasse di non ingoiare una medicina amara. Indic la televisione sulla parete.
Come avete visto, abbiamo perquisito a fondo la casa.
E cosa avete trovato?, chiese Dana.
Una cosa che vorrei che guardassi, rispose lui.
Si infil la mano nella grossa tasca della giacca e ne estrasse una busta trasparente con sopra scarabocchiate note relative alla catena di custodia.
Devo lasciarla nella busta, disse, ma penso che la riconoscerai lo stesso.
Capovolse la busta, mettendo a faccia in gi le scritte, lappoggi sul tavolo e la spinse verso Dana.
In casa abbiamo trovato questa, disse.
Dana fiss il gioiello nella busta e ogni centimetro del suo corpo divenne di colpo gelido di terrore. Proprio la sera prima aveva guardato la fotografia in cui lei e Casey alzavano il pendente della collana, simbolo della loro amicizia. Due met dello stesso cuore, con inciso un motto che si completava solo quando le due met si univano.
Oh no, disse con voce flebile.
Ovviamente, questa da sola non significa necessariamente qualcosa, disse Tim. Potrebbe averla lasciata l per caso.
No, mormor Dana, tastando la collana attraverso la plastica. La indossavamo sempre. Laveva quel giorno. Lavevamo tutte e due.
Stringendo gli occhi per trattenere le lacrime, vedeva chiaramente la scena. Quel giorno si era tolta la collana per rabbia. Laveva scritto nel diario:
Non voglio avere una collana dellamicizia in comune con una che non  una vera amica.
Non poteva esserci alcuna spiegazione innocente per la presenza della collana di Casey in casa Villante. Lei non lavrebbe mai lasciata spontaneamente da qualche parte. John aveva detto mille volte di non averla vista quel giorno, ma qualcuno in quella casa doveva averla vista. Qualcuno in quella casa laveva probabilmente uccisa.
Le lacrime le sgorgarono dagli occhi bagnandole le ciglia. Si gir verso la madre. Mamma.
La madre la strinse in un abbraccio e le baci i capelli mormorando: Mi dispiace tanto, tesoro.
Tim attese un momento prima di schiarirsi la voce con discrezione.
Ora devo andare, fece, alzandosi e infilandosi nuovamente in tasca la busta di plastica. Grazie per il caff, signora Mercer.
Figurati.
Dana lo segu nellingresso, asciugandosi le guance con le maniche della felpa.
Vorrei non averla trovata, disse Tim, infilandosi gli stivali e guardandola.
Alla fine la verit esce sempre fuori, replic Dana. Come una scheggia. A volte tirarla fuori fa pi male di quando  entrata.
A volte certe cose sarebbe meglio non scoprirle, disse lui. Comunque Casey non c pi.
Ma ora avr giustizia.
Se c lei in quel barile. Se possiamo provare che lha uccisa John.
O suo padre, disse Dana, pensando a ci che Hardy le aveva detto sul cosiddetto alibi di Mack Villante.
Tim scosse il capo. Io punto su John. Ti ha dato anche il movente. Casey lo stava scaricando per me.  sempre stato invidioso di me.
Verissimo, pens Dana. Povero John Villante dei quartieri poveri. Aveva sempre dovuto faticare il doppio per ottenere la met, mentre il sole splendeva su Tim Carver. Quanta rabbia doveva avere quando aveva saputo che lunica ragazza che avesse mai amato lo stava lasciando per il ragazzo perfetto di Shelby Mills.
Ma se il corpo nel barile  quello di Casey e ce lha messo John, perch avrebbe chiamato il 911?, chiese Dana.
Non lo so. Forse per dare limpressione di essere innocente e far sembrare colpevole il padre.
Forse il padre  davvero colpevole.
Sapremo presto se  di Casey il corpo in quel barile, fece lui. Non appena saltano fuori le impronte dentarie. Allora ricostruiremo chi  stato a mettercela.
Dio, disse Dana, portandosi le braccia intorno al petto, colta da improvvisi brividi. Ora mi ritrovo a sperare che qualche altra poveraccia che nemmeno conosco sia morta in quel modo terribile.
Qualcuno  morto.  una triste storia, su questo non c dubbio.
Tim si infil la mantella impermeabile, scrollando qualche goccia dacqua.
 meglio che vada.
Dana fece per aprire la porta, indugiando con la mano sulla maniglia. Posso farti una domanda?
Certo.
Quand che tu e Casey vi siete messi insieme?.
Tim socchiuse gli occhi, ma non distolse lo sguardo.
Proprio allora, rispose lui. Te lho detto. Perch?
John mi ha detto che Casey lo tradiva, fece Dana. Al passato.
Luomo fece spallucce. Non lo so.
Puoi anche confessarlo, lo esort lei. Ormai che importanza ha?.
Tim contrasse i muscoli della mascella. Se non ha importanza, perch me lo chiedi?
Ha importanza per me, per nessun altro, rispose lei. Ho riletto il mio diario e ho limpressione che ci fosse qualcosa di strano da un po. Ho pensato che quel qualcosa potessi essere tu.
Ci vedemmo un paio di volte, confess lui. Ma si sentiva a disagio a tenertelo nascosto, perci decise di dirtelo. Tu e io ci eravamo lasciati, Dana, disse con tono nervoso.
Tu e io, chiar Dana. Casey a rigore era ancora la mia migliore amica. Unamica non mente. Fino a quellestate non avevamo mai avuto segreti luna per laltra. E dimprovviso era piena di misteri.
Lascia perdere, Dee, disse lui, come tediato da quella conversazione. Lascia perdere. Ricorda i bei momenti. Eravamo dei ragazzi, per amor del cielo. Abbiamo commesso degli errori. Non dobbiamo scontarli in eterno.
Ti disse che era incinta?
Cosa? No!, fece lui, scuotendo il capo. Ti disse cos?
No, non lavrebbe mai fatto. Sapeva che mi sarei incazzata da morire. Ma penso che potesse esserlo. Cera qualcosa che non andava quellestate. Aveva sempre la nausea. Un giorno le dissi per scherzo che magari era incinta. Lei ci rise sopra e io lasciai perdere. Non lavevo mai detto a nessuno perch non ne ero certa. Ma ripensandoci, poteva essere vero.
Non di me, a ogni modo, insist lui. Ci eravamo visto solo un paio di volte. Oltretutto, sai benissimo che facevo molta attenzione. Non avrei mai corso un rischio del genere. Abbiamo mai fatto lamore senza preservativo? Ti risulta?.
Era lammissione che avevano fatto sesso prima che Casey si facesse prendere dai rimorsi di coscienza. Sale su una ferita aperta.
No, ammise Dana. Be, un altro punto per John, allora. Casey doveva vederlo quella sera. Forse era questo che voleva dirgli.
Ges, mormor Tim, passandosi una mano tra i capelli diradati. Non ti capisco, Dee. Non hai gi abbastanza problemi con quello che ti  capitato? Devi per forza rivangare il passato e pensare che fosse peggio della realt? Piantala!.
La prese per le spalle e lo ripet con enfasi. Piantala. Casey ti voleva bene. Non pensare male di lei perch fece uno sbaglio. Siamo tutti umani, Dee. Anche tu. Lascia perdere. Guard lorologio e fece un sospiro. Devo andare. Ci vediamo dopo. Nel frattempo, per favore non tormentarti. Non ne verr niente di buono. La storia  gi triste cos. Non c bisogno di peggiorarla.
Quando cerc di baciarla sulla guancia, Dana si allontan. Lui la fiss a lungo, ma qualsiasi cosa stesse pensando la tenne per s.
Dana lo osserv correre sotto la pioggia verso la macchina e gli fece un cenno con la mano mentre usciva dal vialetto.
Vado a fare una dormita, disse, infilando la testa nella cucina, dove la madre aveva cominciato a preparare la cena.
Ma scesa gi, non and a letto. Si ferm nel corridoio e guard la cronologia sulla parete, poi prese un pennarello e tracci una riga allindietro dal giorno della scomparsa di Casey. Scrisse giugno e poco pi in l luglio. Annot ci che aveva letto nel diario, cose che quando era una diciottenne al centro del suo universo le erano parse in un modo e che ora avevano un altro aspetto. Commenti che aveva fatto Casey, le volte che le era parsa strana. Alla fine della riga, scrisse della scoperta del barile nel capanno dei Villante e del ritrovamento della collana dellamicizia di Casey in casa: la met di un cuore, incompleto senza il suo gemello.
And in camera sua e negli scaffali dietro la scrivania cominci a frugare tra i ricordi accumulati sin dallinfanzia: ninnoli e giochi acquistati alle fiere di paese, durante le vacanze, ai mercatini della scuola, alle celebrazioni storiche. Rovist nei cassetti della scrivania e negli armadi del ripostiglio.
E alla fine la trov, in un portagioie di conchiglia, in fondo al cassetto del suo comodino. Con grande cura, distric la catenina dalle altre collane e la sollev osservando il ciondolo oscillare e riflettere la luce. Un mezzo cuore, incompleto senza il suo gemello. Un mezzo cuore con mezza frase.
Immagin Casey seduta accanto a lei, spalla contro spalla, vicine come sorelle che condividano tutto, anche il cuore. Immagin che accostassero i ciondoli e leggessero ad alta voce lincisione.
2 Vite
1 Cuore
X Sempre
Da ragazze avevano pensato che la loro amicizia avrebbe superato ogni cosa, che niente le avrebbe mai separate, n il tempo, n la distanza, n i genitori o i ragazzi. Amiche per sempre. Giurin giurello. Con i puntini sulle i a forma di cuore.
Dana si port il ciondolo alle labbra, chiuse gli occhi e vide comerano: due ragazzine, una bionda e una mora, mano nella mano, sul volto il sorriso complice dellamicizia.
Cosera pi importante? Di cosa poteva avere pi bisogno in un momento in cui sentiva che le era stato portato via tutto: linnocenza, la giovinezza, lottimismo, la carriera, la bellezza, lei stessa? Lamica di cui ora avrebbe avuto bisogno non sarebbe mai pi stata con lei. Il vuoto nel suo cuore era di una profondit abissale.
Con la collana avvolta attorno a una mano, estrasse dal marsupio della felpa il telefono, apr la rubrica e sfior un nome.
Rispose subito una segreteria. Hardy.

33.

John torn a casa sotto la pioggia, prendendo vicoli e strade laterali, evitando la gente in generale e gli uomini dello sceriffo in particolare. Teneva la testa china e il bavero alzato, le spalle ingobbite sotto la deprimente pioggerella. Camminava lentamente e ogni passo gli scatenava in tutto il corpo esplosioni di dolore.
Gli venne la nausea, quel tipo di nausea che arriva dopo un forte pestaggio, quando il corpo cerca di elaborare ed eliminare le tossine dei tessuti danneggiati e dei sanguinamenti interni. Ogni cellula gli doleva e la testa continuava a martellargli. Si ferm un paio di volte per rimettere il magro contenuto del suo stomaco: bile e acqua. Una volta si nascose dietro un capanno per fare pip e osserv uscire dal corpo il rivolo rossastro di urina mista a sangue proveniente dal rene colpito.
Si avvicin a casa dal bosco dietro la propriet, muovendosi silenziosamente tra gli alberi scuri e il sottobosco molle di pioggia. Quanto tempo aveva passato da bambino a esplorarlo, a giocare fingendo di essere in un mondo lontano, a nascondersi dal padre. Da dietro gli alberi guardava il vecchio lavorare alle macchine e bere bottiglie di bourbon, facendosi col trascorrere del pomeriggio sempre pi ubriaco, chiassoso e aggressivo. John aspettava che fosse rientrato in casa, calcolando il tempo che ci avrebbe messo ad addormentarsi per poi poter entrare furtivamente in camera sua sano e salvo.
Dopo aver trovato un buon punto dosservazione, si acquatt e, protetto da un folto intrico di rovi, rimase in attesa. Da dove si trovava, poteva vedere gli uomini della scientifica e i vicesceriffi affaccendati per il giardino come formiche, che entravano e uscivano dalla casa, dal garage, dal capanno e dallunit mobile della scientifica.
Vide una parte della strada in direzione della citt, gremita di furgoni delle emittenti locali con le antenne paraboliche sui tettucci e gente in impermeabile che andava e veniva. I Villante quel giorno facevano notizia. Gi si immaginava i commenti. John Villante Junior, sospettato in passato e nellimmediato futuro di omicidio, congedato dallesercito per problemi psichici. Lo squinternato, affetto da disturbo post-traumatico da stress, talmente violento e instabile che il padre stesso si era visto costretto a sparargli e a colpirlo alla testa per difendersi.
Cos sarebbe finita la storia. Cos lavrebbe raccontata il padre non appena ne avesse avuto loccasione.
Magari i media gli avrebbero dato un taglio commovente. Il triste destino del reduce dimenticato: buono da mandare alla guerra e poi messo da parte come tutto ci che era usa e getta nella societ americana. Ma alla fine sarebbe comunque stato considerato un pazzo e un violento a prescindere da quante medaglie aveva appuntate al petto.
Tutta la vita aveva desiderato essere qualcun altro, trovarsi da qualche altra parte, ma mai pi di ora, solo in quel bosco sotto la pioggia a contemplare un futuro che non gli riservava nulla di buono.
Gli serviva un piano, ma per via del dolore alla testa non riusciva a concentrarsi. Doveva vivere un momento alla volta. Inspirare. Espirare. Infil la mano sana nelle tasche della giacca, frugando in ogni piega con la speranza di trovare ci che infine trov: la punta di uno spinello. Aveva un flacone pieno di antidolorifici ma niente nello stomaco per poterli prendere. Un paio di tirate lo avrebbero aiutato a placare il dolore per un po.
Sinfil lo spinello tra le labbra, prese laccendino e sper di riuscire a fare un respiro abbastanza profondo per accenderlo.
Il cane lo trov quando il grigio pomeridiano si stava incupendo in un color carbone. Gli si avvicin con circospezione, testa china, coda bassa, pancia a terra. John si limit a guardare. Non aveva niente, se non tempo. Ma fu solo quando rivolse nuovamente la sua attenzione ai movimenti nel giardino che lanimale gli si accucci accanto.
Gli uomini della scientifica stavano sgomberando, a quanto pare soddisfatti di aver esaminato, imbustato ed etichettato tutti gli elementi interessanti. Seguirono a ruota le troupe televisive. Una macchina dopo laltra, la folla si disperse finch la strada non fu vuota e le uniche tracce superstiti dellevento furono il nastro giallo e il terreno rivoltato del giardino.
Immobile, John aspett, per essere certo che nessuno avesse dimenticato qualcosa. Non voleva essere sorpreso per una semplice dimenticanza. Caddero le ultime ombre della sera e si accesero le luci di sicurezza di Mack. In casa era tutto spento. Se lo sceriffo aveva messo di guardia qualcuno, John non riusciva a vederlo. E se John non riusciva a vederlo, voleva dire che, se mai ci fosse stato, quello non poteva vedere lui.
Acquattato, corse pi veloce che pot dal bosco al retro del capanno. Gli gir attorno, esaminando il giardino, e non vide alcun pericolo. Sempre cauto, si spost dal capanno alle vecchie macchine parcheggiate l da anni, nella vana attesa di una riparazione. Dalle macchine pass al suo pick-up.
Gli sportelli erano chiusi. Se avesse voluto andarsene non sarebbe certo stato un deterrente. Da una vita sapeva scassinare uno sportello e avviare un motore senza chiave. Ma ora voleva solo un posto in cui riposarsi, una doccia calda, se riusciva a farla, e un cambio asciutto di abiti. A questo proposito, la sacca gli era stata confiscata senza alcuna buona ragione. Che interesse potevano avere per lo sceriffo della contea di Liddell i suoi magri averi?
Pazienza, pens. Avrebbe rubato un cambio di abiti al vecchio. Limportante era avere una cintura che gli stringesse i pantaloni.
Come immaginava, la porta sul retro della casa era ancora rotta. I vicesceriffi lavevano chiusa attaccandoci sopra da una parte allaltra del telaio tre lunghi pezzi di nastro con su scritto non oltrepassare, ma John vide che i cardini erano ancora spezzati e la porta non chiudeva bene.
Sinfil sotto il nastro e apr la porta con la spalla sana. Il cane si rifiut di seguirlo, rimanendo seduto fuori a piagnucolare sconsolato.
Fa come ti pare, mormor John. Ma lasci la porta socchiusa nel caso lanimale cambiasse idea.
Non accese le luci. Non gli servivano. Tante volte si era aggirato per casa al buio. Le luci di sicurezza del giardino filtravano dalla finestra sopra il lavandino della cucina e John riusc a trovare un cucchiaio e un vasetto di burro darachidi, che sinfil nella tasca della giacca. Nel frigorifero trov la confezione di un pasto pronto a base di carne. Lo gett al cane fuori della porta, poi prese una brocca dacqua e si diresse in camera del padre per prendere una coperta.
La doccia avrebbe dovuto aspettare. Aveva bisogno di nutrirsi e riposarsi.
And in camera sua, scalci via gli scarponi e si adagi con cautela sul letto, appoggiandosi contro la testiera. Era esausto: anche solo portare il cucchiaio dal vasetto di burro darachidi alla bocca gli cost uno sforzo immenso.
Insistette perch era necessario. Aveva appreso in guerra a mangiare quel che poteva quando poteva perch il corpo aveva bisogno di energia per funzionare. Perci ingoll il burro darachidi e lo mand gi con lacqua. Pi tardi avrebbe avuto bisogno di tutte le sue forze.

34.

A cena, Dana mangi senza appetito un piatto che da bambina era il suo preferito. Cibo consolatorio. Ma non poteva esserci alcuna consolazione. Aveva lo stomaco annodato, mentre aspettava che il telefono suonasse per rivelarle lidentit dello scheletro scoperto nel capanno dei Villante.
Malgrado le proteste della madre, dopo pochi bocconi si scus dichiarandosi stanchissima. La madre la conged con un bacio e uno sguardo preoccupato, augurandole di riposare bene.
Dana si trascin gi per le scale, fermandosi nel corridoio per riesaminare le annotazioni scarabocchiate e le frecce. Tutto quel guazzabuglio si riduceva a ununica presumibile e triste verit: Casey era probabilmente morta e nessuno avrebbe mai potuto riportarla in vita.
Dana?.
Col cuore in gola, Dana si volt di scatto e vide Roger riempire lestremit del corridoio.
Posso parlarti un attimo?, chiese.
Posso impedirtelo?.
Luomo sbott in un sospiro e chin la testa, come a farle capire che avrebbe incassato senza replicare.
I muscoli della mascella gli si contrassero.
Vorrei scusarmi, disse.
Dana ne dubitava molto. Era pi probabile fosse stata la madre a dirgli di andare a scusarsi. Non disse niente e aspett.
Mi dispiace, disse, avvicinandosi. Da quando sei tornata a casa, sono stato un po irritabile. Probabilmente non ho ben capito la portata della tua lesione cerebrale e ho bisogno di adeguare le mie aspettative.
Forse se fossi venuto a qualcuna delle sedute familiari al Weidman saresti stato un po pi preparato, disse piano Dana. Ovviamente non eri obbligato a farlo, ma sarebbe stato carino.
Gli occhi di Roger balenarono di collera, ma lui cerc di mantenere calma la voce. Dana, sono un uomo impegnato.
Lei annu. Capisco. Davvero. Hai sposato mia madre e il pacchetto comprendeva una figliastra bella e perfetta. Laccordo non prevedeva una Barbie cerebrolesa. Ora sono una delusione, faccio cose imbarazzanti e ti faccio incazzare perch non sempre rifletto prima di agire. Mi dispiace.
Dana.
Vorrei tanto non stare qui, sai, disse lei. Vorrei tanto poter tornare alla vita di prima, vivere a casa mia e riavere la mia carriera, ma in questo momento non posso. E non so se sar mai in grado di riavere un lavoro. Non so chi potrebbe volermi. Di certo tu non sei nella lista.
Roger distolse lo sguardo, le mani sui fianchi, incapace di contraddirla. Almeno aveva il buon gusto di essere imbarazzato.
Mi dispiace di essere un problema per te, aggiunse lei.
Il fatto  che ci sono troppe cose in ballo, replic lui. Ma almeno ora sai che non ho fatto del male a Casey.
Non lo so. Nessuno sa cosa le sia accaduto. Potrebbe anche non essere suo lo scheletro in quel barile. E se lo , non sappiamo come ci sia finita. Lha uccisa John?  stato il padre? Per quanto ne sappiamo, Mack Villante potrebbe averla uccisa per conto di qualcun altro o nascosto il corpo per qualcun altro.  un uomo malvagio e ha fatto cose orrende.
Lespressione di Roger sincup tradendo la sua collera. Dana non stava collaborando. Non recitava le battute del copione che si era immaginato.
La ragazza si rivolse nuovamente verso la parete, allung la mano e batt un dito sul punto in cui cera scritto che, il giorno della scomparsa, Casey era tornata in quella casa a prendere le sue cose.
Non capisco come possa essere entrata in casa per prendere le sue cose se non cera nessuno o, se ceri, senza essere vista. Per favore, spiegamelo in modo logico.
Roger gemette, fece un giro su se stesso con la testa tra le mani e pronunci il suo nome a denti stretti. Dana.
Non voglio lasciar perdere, replic lei. Non avrebbero dovuto lasciar perdere neanche allora.
Roger non era mai stato considerato un vero sospetto. Lo sceriffo aveva perquisito casa loro, ma non era emerso niente e il nome di Roger non era mai stato fatto in rapporto alla scomparsa di Casey. Dana si era chiesta come ci fosse riuscito, ma poi si era ricordata che lui e lo sceriffo Summers erano vecchi amici.
Luomo si strofin la bocca, come se riflettesse su cosa dire. Daccordo, fece poi. Daccordo. Forse la porta non era chiusa a chiave.
Stronzate, ribatt Dana, guardandolo negli occhi. E vi intravide un lampo di collera, e poi qualcosa di simile alla paura.
Bene, disse lui, perdendo la sua determinazione. La feci entrare io.
Un brivido di gelo scosse Dana da capo a piedi.
La feci entrare io, confess lui. Ma  tutto qua. La feci entrare per prendere le sue cose e poi tornai a letto. Non le torsi un capello.
E perch mentisti?
Andiamo, fece lui, lanciandole unocchiata. Sei stata giornalista. Un uomo adulto a casa da solo apre la porta a unadolescente che poi scompare. Non le feci niente. Non so cosa le accadde. Ma non confesser mai di essere stato lultima persona ad averla vista viva se non serve a niente. Devi lasciar perdere, Dana, per favore. Almeno fino a dopo le elezioni. Se non per me, fallo per tua madre. Vuoi che la stampa la perseguiti? Perch sai che  ci che accadrebbe. E non c niente da guadagnarci. Dopo le elezioni, possiamo andare con discrezione dallo sceriffo e sistemare la cosa. Te lo prometto.
Dana consider le varie possibilit. Le aveva detto una cosa che avrebbe tranquillamente potuto continuare a negare. Per frustrazione? Per farla tacere? Per farla smettere di indagare sulla questione? Per tutte quelle ragioni insieme? Pens alla madre e alla sua agitazione se la stampa lavesse tormentata con domande e accuse. Non voleva causarle tutto questo.
Davvero pensi che avrei potuto fare del male a Casey?, chiese piano Roger.
Era proprio quello il problema. Non sapeva di cosa potesse essere capace. La Dana di Adesso non aveva di lui una buona impressione. La Dana di Prima non aveva mai detto una parola contro di lui.
Daccordo, disse lei. Non era per niente certa che fosse la cosa giusta, ma era certa di volersi liberare di lui, e dirgli quello che voleva sentirsi dire le pareva un buon sistema. Ne avrebbe parlato con Hardy il giorno dopo.
Roger tir un sospiro di sollievo. Grazie. Pace?, chiese con un finto sguardo speranzoso.
Dana annu, sicura di non avere laria entusiasta. Roger parve non notarlo. Come al solito, gli importava solo ottenere ci che voleva.
Posso abbracciarti?, chiese, come se fosse mai stato quel tipo di genitore.
No.
Non insist. Allora, buonanotte, disse e se ne and.
Dana lo osserv sparire su per le scale, poi and in camera sua e chiuse la porta a chiave.
Per la prima volta, si chiese se potesse esserci un legame tra Roger e Mack Villante. Lidea che il padre di John potesse aver ucciso o nascosto Casey per soldi le era uscita di bocca senza pensarci. Ma era una possibilit? Non lo sapeva. Sapeva solo che qualcuno dai Villante aveva avuto a che fare con Casey il giorno della sua scomparsa. Anche se fosse arrivata lattesa chiamata e avesse rivelato che le impronte dentarie non corrispondevano, questo non avrebbe cambiato il fatto che a casa dei Villante era stata ritrovata la collana di Casey. Per quella non esisteva alcuna spiegazione innocente. Casey non avrebbe mai lasciato la collana a John. Non lavrebbe lasciata a casa sua se pensava di non vederlo pi. E lultima volta che Dana laveva vista laveva indosso.
Rabbrivid al ricordo del suo scontro con Mack Villante sulla veranda di Grindstone, della sua faccia collerica e ubriaca, le mani grosse e carnose. Grintosa la signorina!. Sentiva la sua voce rozza, la grassa risata. Ricord la sensazione del piede contro lo stinco e la sua rabbia istantanea quando laveva spinta via. Razza di troietta!.
Per quale ragione la collana di Casey avrebbe potuto trovarsi in casa Villante se non perch qualcuno laveva conservata come come dicevano gli investigatori? Pegno? Ricordo? Il suo cervello stanco and in cerca del termine giusto, setacciando parole dal suono o dal significato simile finch finalmente non trov quella giusta: souvenir. Un souvenir, un oggetto che ricordi allassassino la vittima e il crimine. Qualcosa che risvegli la memoria, consentendogli di rivivere ogni dettaglio.
Guardando il comodino, fu attraversata da unondata di gelo al ricordo della collana con la farfalla che qualche giorno prima aveva tirato fuori dal portagioie. La prese e fece dondolare la delicata farfalla in filigrana. La madre aveva detto che doveva averla indosso quando lavevano portata al pronto soccorso quella terribile notte a Minneapolis. Allospedale le avevano tagliato la catenina per liberarle il collo.
Dei brividi di paura le partirono dal profondo per raggiungere poi la superficie fino a che la mano che reggeva la collana cominci a tremare e le lacrime le oscurarono la visuale.
Quella collana non era sua. Era un oggetto destinato a evocarle un ricordo. Un souvenir della sua esperienza con un pazzo.
Ricord una cosa che le aveva detto Hardy la sera che era andata da lui: tanti casi si risolvono grazie a piccoli dettagli apparentemente senza importanza una fotografia, un mozzicone di sigaretta, un gioiello
Quella collana non era sua. Era la prova della morte di qualche altra ragazza. Era un oggetto che Doc Holiday aveva preso a una vittima per donarlo a unaltra. Immagin il suo piacere malato al pensiero che la collana sarebbe stata solo una curiosit senza importanza per lei o, se fosse morta, per la sua famiglia.
In un angolo del cervello le balen un vago ricordo: fotografie di gioielli mostrate dagli investigatori. Riconosceva questo, aveva mai visto questaltro? Allora non ne aveva compreso il significato. Ora capiva.
Dana gett via la collana come se fosse un serpente vivo, e un gemito di dolore le squarci la gola. Corse in bagno, apr completamente i rubinetti e cominci a lavarsi freneticamente le mani, strofinandosele fino a che la pelle non divenne tutta rossa.
Aveva toccato qualcosa che aveva toccato lui. Quelluomo aveva preso la collana dal collo di una ragazza morta e laveva messa a lei, consegnandole un souvenir di quello che era avvenuto. Il gioco morboso di un folle. Era probabilmente allinferno che se la rideva mentre lei cercava di lavar via il pensiero del suo tocco.
Dana chiuse il rubinetto dellacqua calda, si chin sul lavandino e si sciacqu la faccia con lacqua fredda per temperare londata di rabbia e mandar via le lacrime di collera e paura. Sparse acqua dappertutto, bagnandosi i capelli, le maniche e la felpa.
Rimase in piedi davanti allo specchio, con lacqua che ancora scorreva, e si guard, guard il volto che le aveva scolpito un demonio.
Figlio di puttana, mormor. Figlio di puttana! Come hai osato farmi questo?.
Infuriata, si strapp di dosso la felpa bagnata e la gett in terra. Sollevando e abbassando il petto ansante, fiss il segno che le aveva inciso nella carne, il numero nove impresso sotto la clavicola, la cui coda sinsinuava tra i seni. Secondo gli investigatori era la sua nona vittima, ma si sospettava ce ne fossero molte altre.
Per lui non era nientaltro che un numero, uno dei tanti. E questo numero era il souvenir che le aveva lasciato per ricordarle ogni giorno della sua vita ci che le aveva fatto, in modo che anche se la sua memoria non le avesse permesso di richiamare alla mente quellorrore in tutti i particolari, avesse qualcosa di tangibile che la legava a lui per sempre. La pelle sul petto era molto sottile, quasi trasparente. I chirurghi plastici si erano detti contrari al tentativo di rimuovere o minimizzare la cicatrice, sostenendo che avrebbero solo peggiorato la situazione. Non vedeva come potesse essere peggio.
Tir fuori dallarmadio un altro dei suoi innumerevoli maglioni col cappuccio, di un morbido velour nero stavolta, che la inghiott completamente lasciandole scoperte solo le punte delle dita. Si tir su le maniche, si sedette alla scrivania e accese il computer. Il cuore le batteva forte mentre sul motore di ricerca digitava Doc Holiday.
Pigi invio prima di poterci ripensare e fiss lo schermo trattenendo il respiro in attesa che comparisse il suo volto. Il cuore le batteva in petto come un maglio meccanico.
Non sar pi in tuo potere, disse. Non te lo permetter.
Quando comparve la foto, si sarebbe immaginata di urlare, scappare via inorridita. Afferr i braccioli della sedia per restare ferma. Lo vide davanti a s, e non si mosse, non url.
La colp la somiglianza con luomo che aveva fotografato da Grindstone. Era tra i trenta e i quaranta, mezzo calvo e tracagnotto. Aveva la barba e un sorriso gradevole che lo faceva assomigliare a un tenero vagabondo dei fumetti. Non aveva corna, n zanne. E non schiumava dalla bocca.
Vedendolo, nessuno avrebbe immaginato che fosse quella malvagit personificata che era in realt. E al tempo stesso, era solo un uomo, come aveva detto Hardy. Era solo un uomo che si alzava al mattino, come tutti e poi sequestrava giovani donne per torturarle e ucciderle. Questuomo normale.
Guardandoli, non si poteva dire quali oscuri pensieri si annidassero nei cuori e nelle menti di uomini come Doc Holiday. Secondo le testimonianze, era stato un tipo cordiale, sempre allegro, socievole. Anche Dana era stata cos un tempo. Cordiale, estroversa, pronta a conversare con tutti. Le avevano detto che laveva incontrato il giorno prima del rapimento in un negozio di quelli che restano aperti fino a tardi. La telecamera di sorveglianza li aveva ripresi che si scambiavano convenevoli al punto caff.
Nessuna donna andava spontaneamente con un uomo che pensava potesse ucciderla. N le vittime di Doc Holiday, n Casey Grant. Eppure succedeva in continuazione.
La maggior parte degli omicidi era commessa da persone note alla vittima: marito, fidanzato, fratello, amico. Era solo dopo il fatto che tutti affermavano di esserselo aspettato. Nessuno prevedeva di morire per mano di qualcuno che conosceva, ma accadeva tutti i giorni, ovunque. Era probabilmente accaduto anche a Casey, che la sua morte fosse avvenuta per mano di John Villante, o del padre.
Dana controll il telefono, ben sapendo che era impossibile fosse arrivato un messaggio senza il segnale acustico che lavvisava. Niente. Lanci unocchiata al televisore senza audio, in cerca di unultimora. Sempre niente. Era improbabile ormai, vista lora. Era quasi mezzanotte. Quella sera non ci sarebbero pi stati notiziari. Per le forze dellordine non era una necessit impellente identificare una vittima morta da anni. Uno scheletro sarebbe rimasto uno scheletro tra un giorno, una settimana o un mese. Era impellente solo per gli intimi, che, a prescindere da quanto fosse scomparso un amico o un familiare, si sentivano allistante riportati indietro nel tempo e alle emozioni di quei primi giorni di ricerca, in attesa di notizie che risollevassero o infrangessero le loro speranze.
Dana infil il telefono nel marsupio e si allontan dalla scrivania. Torn in bagno, chiuse il rubinetto che aveva lasciato aperto e nella tazza con i pennelli per il trucco trov una pinzetta. Prese un bicchiere dal mobiletto e ritorn in camera con una missione ben precisa.
Smoking salt fuori da sotto il letto per prendere a zampate la collana che Dana aveva raccolto dal tappeto con la pinzetta e gettato nel bicchiere. La ragazza lappoggi sul tavolo, poi scarabocchi un biglietto e lo mise sopra il bicchiere: Mandare alla polizia di Minneapolis.
Avrebbe mandato la collana ai detective Kovac e Liska, sperando che fosse la minuscola e in apparenza insignificante tessera che completava il puzzle di unaltra vittima. Quel piccolo gesto le diede la sensazione di aver realizzato qualcosa, di aver mosso un passo verso la sconfitta del mostro che le aveva occupato le mente tutti quei mesi.
Un piccolo passo per Dana, bisbigli, chinandosi per prendere il gatto.
Smoking scapp via come un pazzo, con la coda dalla punta bianca dritta per aria. Si ferm di botto vicino alla tenda, miagolando con tono interrogativo, arcuando la schiena e strofinandosi contro la stoffa.
Non puoi uscire, disse Dana.  tardi.
Il gatto croll in terra, rotolandosi sulla schiena, zampettando contro le tende e facendo le fusa. Rotol nuovamente e scomparve dietro le tende.
Dana sorrise, probabilmente per la prima volta da giorni. Stupido gatto.
And alla portafinestra e apr le tende, aspettandosi di veder saltare e correre per la stanza Smoking. Ma il gatto era sparito, uscito dalla porta socchiusa.
Oddio, mormor Dana.
Non ricordava di averla aperta, ma era per lappunto questo il problema. Proprio come non si era ricordata di aver lasciato il rubinetto aperto o di aver acceso il forno, quando invece voleva usare il microonde.
Non voleva uscire a cercarlo. Aveva ancora i nervi tesi dopo lincontro con Roger nel corridoio e le ulteriori domande che questo aveva sollevato. La luce del patio era ancora accesa, ma il timer lavrebbe spenta a mezzanotte, di l a pochi minuti.
Smoking era saltato sul tavolino in ferro battuto. Dana lo chiam. Lui la guard, compiaciuto di s e felicissimo di restare dovera.
Non poteva lasciarlo l fuori. Nei boschi intorno vagavano coyote e volpi, ben contenti di fare un boccone di un piccolo gatto domestico. Imprecando sottovoce, Dana usc a piedi nudi sul lastricato. La pioggia era finalmente cessata, ma le pietre erano ancora umide e fredde. Grosse nubi correvano sulla luna e il vento scuoteva gli alberi come gigantesche maracas. Dana strinse le spalle per il gelo.
Vieni qui.
Il gatto inarc la schiena e fece rumorosamente le fusa, sfregando le zampe sul tavolo, soddisfatto di aver piegato al suo volere un umano. Dana lo afferr e lo tenne stretto, chiudendo gli occhi e immergendo il naso nel suo pelo per un secondo.
In quel secondo, sent spegnersi con un click i fari del giardino. Apr gli occhi nel buio pi assoluto. I lampioni della strada senza uscita non arrivavano sul retro della grande casa. Il terreno oltre il giardino era boscoso e incolto. Solo una scheggia di luce filtrava da sotto le tende della sua camera.
Dana si affrett a correre dentro con il cuore che le batteva forte. Aveva la sensazione che alle sue spalle loscurit fosse una creatura viva che tentava di afferrarle la gola con mani ossute.
Arrivata alla porta, tir la tenda con una mano e mise gi il gatto con laltra.
Dana, cosa ci fai qui fuori a questora?.
Dana si volt di scatto, con il cuore in gola e vide Tim emergere dalle tenebre accanto alla portafinestra del soggiorno.
Senza pensarci, gli si lanci contro, colpendolo al petto.
Accidenti, Tim!, disse, con tono arrabbiato, ma sommesso, il bisbiglio automatico della sua adolescenza, le mille volte che lo aveva fatto entrare di soppiatto in camera sua. Cosa ci fai qui? Mi hai fatto prendere un colpo!.
Ahi!, url lui, afferrandole il polso prima che potesse colpirlo di nuovo. Ti avevo detto che sarei passato pi tardi.
E io ti ho detto di non arrivare come un ladro!.
Ero solo venuto a vedere se avevi ancora le luci accese, poi ti avrei mandato un sms, replic lui.  tardi. Immaginavo che fossi gi a dormire. Non volevo svegliarti.
Ladrenalina abbandon di colpo Dana, lasciandola debolissima.
Non riuscivo a dormire, ammise. Neanche ci ho provato. Entra. Fa freddo qua fuori.
Mi dispiace se stavi aspettando mie notizie, disse lui. Non sapremo niente fino a domani.
Lavevo immaginato.
Dana sedette sul bracciolo della poltrona imbottita e si strinse le braccia attorno al corpo. Continuo a pensarla in quel barile, a chiedermi se fosse ancora viva quando ce lhanno messa. A pensare una cosa del genere, essere ficcata l dentro con il coperchio chiuso, nel buio pesto mi viene da vomitare.
Non pensarci, fece Tim. Non sappiamo cosa accadde. Chiunque sia, preferisco pensare che fosse gi morta. Il barile era solo un comodo contenitore. Chi avrebbe mai pensato di guardarci dentro? E comunque aveva un doppio fondo. Nella parte superiore conteneva una cinquantina di litri di acido per batteria. Lo scheletro era sotto il finto fondo.  per questo che la vittima non venne mai trovata quando allepoca perquisirono la propriet. Aprirono il barile, videro lacido e lo richiusero.
A quel pensiero, Dana rabbrivid. Non sai quanto spero che non sia lei.  gi terribile che se ne sia andata, ma non riesco a non pensare che chiunque labbia uccisa, ha ucciso anche il suo bambino.
Smettila di pensarci, la rimprover lui. Non sai se era davvero incinta.
Non lo so per certo, ma penso di aver ragione, insist lei. Se lo era, deve essere andata al consultorio di Louisville. Era andata l quando voleva prendere la pillola e la madre non glielo permetteva. Deve esserci un modo per consultare i registri senza violare la privacy. Magari con un atto di rinuncia della madre.
Non pensi che allepoca la madre lavrebbe detto agli investigatori?
Casey non glielavrebbe detto a meno di non essere assolutamente costretta. Le sarebbe preso un colpo. Lavrebbe mandata di corsa ad abortire. Casey non lavrebbe mai fatto. Per nulla al mondo. Adorava i bambini. Parlava sempre di volere una famiglia un giorno.
Ges, Dee, mormor Tim, sedendosi alla sedia della scrivania con un lungo sospiro. Sei come un cane con un maledetto osso. Mi stai facendo venire il mal di testa. Lascia perdere, almeno per stasera!  stata una giornataccia. Se servir, lo scopriremo.
Una giornataccia, ben detto, disse Dana. Stasera Roger mi ha confessato che era in casa quando Casey torn a prendere le sue cose. Fu lui a farla entrare. Dice di non averlo detto a nessuno perch lavrebbe messo in cattiva luce senza alcun motivo.
Non pensi sul serio che fosse coinvolto.  pi retto di un fuso.
Non so pi cosa pensare. Guardo persone che conosco da sempre e mi sembrano provenire da un mondo parallelo. Quei ricordi appartengono a qualcun altro. La Dana di Prima, la chiamo io. La Dana di Adesso guarda le stesse immagini e vede tutto sotto unaltra luce. Non so quale sia reale.
Credo che la realt sia molto sovrastimata, fece Tim, distogliendo lo sguardo. Aveva laria stanca. Pareva invecchiato durante il giorno, esattamente come Dana. Non riusciamo a trovare John, aggiunse. Se n andato nel bel mezzo di un interrogatorio questo pomeriggio ed  riuscito a sparire.
Pensi che abbia lasciato la citt?
Non lo so. Forse. Non con la sua macchina. Questo lo sappiamo. Nessuno lha visto alla stazione degli autobus. Ma potrebbe aver chiesto un passaggio nellarea di sosta dei camion. O si nasconde da qualche parte. In citt, che io sappia, non ha amici, perci non credo lo stia aiutando qualcuno.
Magari  andato a casa.
Sarebbe sciocco. Il posto ha i sigilli della polizia. Anche dopo che abbiamo finito di esaminarla, per un paio dore c stato un vicesceriffo parcheggiato davanti, ed  tutta la sera che ci passano autopattuglie.
Chiss cosa gli passa per la testa, disse Dana.
Abbiamo tutti passato dei periodi di merda, replic lui, girandosi per guardare gli oggetti sugli scaffali: fotografie e altre cose raccolte negli anni di scuola.
Prese il portafotografie con unimmagine di loro quattro pronti per il ballo scolastico e la fiss accigliato, perso nei suoi ricordi.
Negli ultimi giorni, Dana aveva guardato talmente tante volte quella foto che aveva chiarissimo in testa ogni singolo dettaglio. Loro quattro negli abiti pi belli. Lei e Casey si erano fatte fare trucco e capelli al Cutting Edge nel pomeriggio. Si vedevano belle come dee greche. Tim aveva noleggiato uno smoking e si atteggiava a novello James Bond. John era a disagio in un abito che non gli stava per niente bene, con laria di chi avrebbe voluto trovarsi in qualunque altro posto del pianeta.
Sembravano cos giovani e incoscienti, cos pieni dellassoluta arroganza dellinnocenza. Erano l, alle soglie dellet adulta, convinti di sapere gi tutto. Tranne John, pens Dana. John aveva lo sguardo inquieto di un ragazzo che ha gi visto la crudele verit del mondo reale.
Tim mise da parte la fotografia e giocherell distrattamente con il mouse del computer, attivando lo schermo. Gli sorrise amichevole Doc Holiday.
Il giovane guard Dana con aria interrogativa.
Ho deciso che dovevo togliermi il pensiero.
E allora?
Allora, era solo un uomo. Un uomo che ha compiuto azioni mostruose, non un mostro di un altro mondo. Era solo un uomo malvagio che ha commesso malvagit, e io lho fermato. Non ricordo niente. Non so dove abbia trovato la forza per farlo. Ma sono stata io a uccidere lui. Non il contrario.
Tim la guard a lungo, assimilando ci che aveva detto e il suo significato, poi annu.
Stai bene?.
Dana scoppi a ridere. No! Non star bene mai pi. Non nel modo in cui stanno le persone che non hanno mai vissuto niente del genere. Che ricordi o meno i dettagli, quellesperienza ormai fa parte di me. Ma sono viva. Ho vinto. Almeno questo.
Sei una persona speciale, Dee, mormor lui, alzandosi dalla sedia. Vorrei davvero abbracciarti, Posso?.
Dana annu, scivolando dalla poltrona nelle braccia di lui. Premette la guancia contro la sua spalla e sent il suo cuore battere. Un suono rassicurante, pens.
Come ai vecchi tempi, disse lui con dolcezza.
Dana vide la loro immagine riflessa nello specchio sopra il comodino. I loro sguardi si incrociarono nel vetro.
Sono un po malridotta, fece lei.
Lui la gir in modo da rivolgerla verso lo specchio e la strinse a s, abbracciandola da dietro.
 un peccato, disse. Mi dispiace, Dee.
Mentre Dana guardava il riflesso di Tim allo specchio, qualcosa cambi. Gli occhi del giovane si fecero cupi e lei si sent gelare il sangue nelle vene, pochi attimi prima che il suo cervello potesse comprenderne il motivo.
Mi dispiace davvero tanto, disse lui mettendole il braccio destro piegato sotto il mento e tirandolo indietro mentre con la mano sinistra le afferrava la nuca e spingeva in avanti.
Prima ancora che Dana potesse pensare di opporsi, era troppo tardi. Lultima cosa che vide fu il proprio volto sfigurato e gli occhi sgranati per lo shock mentre Tim Carver la soffocava fino a farle perdere i sensi.

35.

Temette di averla uccisa. Un pensiero davvero sciocco, a ben pensarci. Doveva ucciderla. Era inevitabile. Sapeva troppo, aveva capito troppo. Non avrebbe desistito. La sua ricerca ossessiva si stava avvicinando troppo alla verit e lui non poteva permetterlo. Aveva faticato troppo per ricostruirsi una vita dopo che Casey aveva mandato tutto allaria.
Quella notte era il momento perfetto per farlo, ma doveva stare attento ai tempi. Conosceva troppo bene i metodi della scientifica per farsi fregare da uno stupido errore. Doveva entrare in quella casa viva. Doveva morire l, in modo che non si prendessero in considerazione altre possibilit.
Nessuno doveva chiedersi dove fosse stata uccisa o se il corpo fosse stato spostato. Lavrebbero trovata l dovera morta in modo tale da far corrispondere il tipo di lividezza  la sedimentazione del sangue nel cadavere  alla posizione del corpo. Le inevitabili perdite di contenuto di vescica e intestino che hanno luogo al momento della morte dovevano avvenire in quel luogo. Aveva considerato ogni dettaglio.
Quella era la parte pi rischiosa del piano: portarla da casa sua a destinazione, e fino a quel momento la fortuna laveva assistito. La pioggia era cessata, ma restava una spessa coltre di nubi, che gli consentiva di trasportarla via dalla propriet fino al vialetto di accesso poco battuto dietro il basso muro in pietra sul lato posteriore del complesso, senza rischiare di essere visto da qualche insonne affacciato alla finestra.
Aveva portato lautopattuglia fino al vialetto a luci spente, muovendosi furtivo, sicuro che il veicolo sarebbe stato nascosto dal muro e dai pesanti elementi architettonici che lo delimitavano per tener fuori, almeno simbolicamente, la feccia. Aveva sistemato una tela cerata sul sedile posteriore dellauto e ci avvolse Dana per raccogliere il suodnae qualsiasi altra prova: capelli, fibre di abiti, e via dicendo. Aveva lasciato il motore acceso in modo da non svegliare nessuno con laccensione. Cancell ogni traccia di pneumatici rimasta sul sentiero in ghiaia.
Ora doveva solo sperare di non ricevere una chiamata nella mezzora successiva. Ma la notte di un giorno feriale non succedeva mai niente a Shelby Mills. Lassassinio di uno dei suoi pi noti abitanti sarebbe stata una rara eccezione.
Pens di essere morta. Riusciva a muovere il corpo, ma non a usare gambe e braccia. Apr gli occhi e vide solo buio.
Ma respirava. Il cuore le batteva. Stava scomoda. Cerc di muoversi, ma aveva mani e piedi legati.
La sensazione di panico fu immediata e violenta, come unesplosione dentro il corpo. Il cuore batteva allimpazzata, gli occhi le si riempirono di lacrime, sentiva le pulsazioni nelle orecchie. Voleva urlare, ma aveva la bocca chiusa dal nastro adesivo.
Per qualche secondo di confusione, non cap dovera o chi lavesse rapita. Non era del tutto certa che non si trattasse di un incubo evocato dallimmagine di Doc Holiday. Non avrebbe dovuto guardarlo. Si era verificato proprio ci che temeva: guardando la sua fotografia aveva dato un volto al mostro dei suoi incubi ed era ripiombata nellesperienza che era meglio lasciare nei pi reconditi recessi della memoria.
Tutta la chimica cerebrale, gli ormoni e i neurotrasmettitori che creano le emozioni e catturano la memoria le invasero il cervello, minacciando di soffocarla. Non riusciva a trattenere pi di un brandello di pensiero o frammento di ricordo. Si sforz di ricordare i passaggi che le avevano insegnato per placare quel tumulto.
Respira profondamente. Inspira per otto secondi, espira per otto secondi. Concentrati sulle singole parti del corpo. Senti la punta di ciascun dito delle mani e dei piedi. Respira profondamente. Inspira per otto secondi. Espira per otto secondi
Lentamente, il flusso si plac e le torn la memoria: limmagine di lei e Tim riflessa nello specchio sopra il comodino. Lo sguardo di lui dimprovviso cupo. Il suono delle sue scuse poco prima che cominciasse a strozzarla.
Ebbe un tuffo al cuore.
Mio Dio. Tim.
Non le era mai venuto in mente che potesse fare una cosa del genere. Non le era mai venuto in mente che potesse aver ucciso Casey. Quei due avevano appena cominciato a frequentarsi Ma no, non ci aveva creduto davvero. Per quanto ne sapeva, potevano essersi visti tutta lestate. Aveva lasciato Tim poco dopo il diploma. Non avrebbe mai immaginato che Casey potesse mentire a quel modo. Era sempre stata tanto dolce, gentile e onesta, ma a ripensarci ora doveva ammettere che lamica era una bugiarda matricolata. Doveva aver mentito anche a Tim. Prendeva la pillola da quando avevano sedici anni. E Tim faceva sempre moltissima attenzione. Non avrebbe mai rischiato di fare sesso non protetto, pillola o meno. Doveva pensare al suo radioso futuro.
Dana ebbe una fitta allo stomaco.
Tim Carver aveva avuto un radioso futuro dinanzi a s: lammissione a West Point, la carriera militare. Era una star. Il ragazzo perfetto di Shelby Mills. La luce degli occhi dei suoi genitori. Aveva cos tanto in ballo. E cos tanto da perdere.
Mio Dio. Tim.
Nessuno aveva mai sospettato di lui. Lavrebbero forse fatto, se Dana avesse dato al detective Hardy lunica informazione che si era vergognata di rivelare: il fatto che quel fatidico giorno la sua migliore amica le aveva detto di voler mettersi con il suo ex ragazzo.
Non sono cose che possono riguardarlo, aveva pensato Dana allepoca. Sono cose che non riguardano nessuno. Non centrava sicuramente niente con la scomparsa di Casey. O almeno cos credeva. Aveva immaginato che Casey si vedesse di nascosto con John. Pensava solo a disapprovare quella relazione. Non le era mai venuto in mente che la sua pi cara amica potesse tradirla o che il primo ragazzo che avesse mai amato potesse essere un assassino.

36.

John fu svegliato dal cane che abbaiava. Il suono era lontano, ma fu sufficiente.
Si era addormentato seduto sul letto. Si svegli di soprassalto e rimase immobile in ascolto, cercando di ricordare dove fosse e perch.
Iraq? Afghanistan? Casa?
Lodore di sigaretta gli bruciava le narici. Proveniva dalla coperta che si era gettato addosso.
Casa. Aveva preso la coperta dalla camera del padre.
Aveva dei dolori. Perch?
Gli avevano sparato. Lo avevano picchiato. Chi?
Suo padre.
Il cane abbaiava nel silenzio.
Gli anni trascorsi in zone di guerra lo avevano abituato a riposare con un occhio solo, a non abbandonarsi mai del tutto alle fasi pi profonde e riposanti del sonno. Dormire profondamente in territorio nemico significava morire. La capacit di adattarsi allambiente circostante in qualsiasi momento era fondamentale per la sopravvivenza.
Mise da parte il vasetto di burro darachidi, che gli era caduto in grembo, e scese dal letto. Ci mancava solo che il vecchio fosse stato dimesso dallospedale e fosse tornato a casa. E per di pi sono in trappola, nellunica stanza con la finestra inchiodata.
A piedi nudi, si mosse silenziosamente per la stanza e si posizion contro la parete, vicino alla porta che dava sul corridoio. La testa gli doleva ancora, ma il martellamento incessante si era mitigato in una sorda pulsazione che almeno gli permetteva di sentire. Cerc di ascoltare senza immaginare suoni. Si sforz di sgombrare la mente dai ricordi di altre situazioni in altri Paesi, in altre guerre.
Gli parve di sentire qualcuno muoversi in prossimit della cucina. Vagli le varie possibilit. Se non era il vecchio, chi era? Un vicesceriffo? Un vandalo? Un ladro? La cosa pi sensata era che lo sceriffo avesse mandato qualcuno a controllare la scena del delitto.
John aveva lasciato la porta sul retro accostata nel caso volesse entrare il cane. Il cane che non era il suo cane. Questo avrebbe indotto un vicesceriffo a oltrepassare i sigilli. Ora lavrebbero scoperto perch aveva lasciato aperta una porta che avrebbe dovuto essere chiusa.
Pens alle vie di fuga. La casa era piccola e gli ambienti davano uno nellaltro, senza fornire alcun nascondiglio. La stanza accanto alla sua era lunico bagno. La finestra era in alto e troppo piccola per passarci. Dallaltra parte del corridoio cera la camera da letto del padre, con lunica finestra che dava sulla strada.
Non gli piaceva lidea di passare per quella finestra o cercare di arrivare al soggiorno e uscire dalla porta principale. Se cera un vicesceriffo sulla porta di dietro, ce nera sicuramente anche uno davanti per bloccare la preda in fuga.
Se voleva uscire dal retro, avrebbe dovuto aspettare che lintruso arrivasse in soggiorno prima di cercare di aggirarlo. Unaltra pessima opzione. Nelle attuali condizioni, non aveva voglia di mettere alla prova le sue abilit di corridore.
Era in trappola.

37.

Nessuno si sarebbe insospettito per unautopattuglia nel giardino dei Villante. Era una scena del crimine. Tim era il vicesceriffo di pattuglia quella sera. Era uno del posto. Sarebbe stato lui a scoprire la terribile scena. Si era fermato per controllare che nessuno avesse toccato niente, aveva trovato la porta socchiusa e aveva rotto il sigillo per indagare
Mentre parcheggiava lauto dietro la casa, not che non ci sarebbe stato bisogno di mentire. La porta sul retro era davvero socchiusa.
John.
Dopo una rapidissima occhiata al sedile posteriore, scese dallauto ed estrasse la pistola. La frase prendere due piccioni con una fava stava per assumere un reale significato.
Con i sensi allerta si fece strada dallauto alla casa, scrutando a rotazione la casa, il garage, i rottami di macchine nel giardino, il pick-up di John e il capanno dove Mack Villante aveva sparato al figlio e in un barile era stato trovato a languire uno scheletro Dio solo sa da quanto tempo.
Sentiva abbaiare quel maledetto cane randagio, ma non riusciva a vederlo. Sperava solo che non gli saltasse addosso, non voleva scaricare larma prima del tempo. I Villante non avevano molti vicini, ma non voleva correre il rischio che qualcuno chiamasse la polizia per aver sentito degli spari.
Abbass il nastro giallo ed entr furtivamente in casa dalla porta aperta. La cucina era vuota. Lunico rumore era il ronzio del frigorifero.
Dalla porta della sala da pranzo vedeva lingresso principale e gran parte del soggiorno. Si aggir per la stanza senza notare niente di particolare, se non il puzzo acre del trentennale fumo di sigaretta.
Uno stretto corridoio conduceva alle camere da letto e al bagno. Aveva i sensi talmente allerta che gli facevano male i timpani e gli bruciavano gli occhi. Sentiva un rubinetto gocciolare lentamente come un martello che batte contro una conduttura. Il cuore gli correva a mille, le pulsazioni gli frusciavano nelle orecchie. Sentiva il proprio respiro neanche fosse Dart Fener. Adrenalina. Nervi.
La prima camera da letto era stata trasformata in studio ed era un tale caos, cos piena di scaffali, scatole, pile di giornali e riviste e tutto il ciarpame che Mack Villante riteneva degno di essere conservato, che nessuno avrebbe potuto nascondersi l dentro.
Dallaltra parte del corridoio, spalanc la porta del bagno. Vuoto.
La stanza successiva sulla destra doveva essere del vecchio, a giudicare dallodore: sigarette, sudore rancido e muschio. Tim vi entr e si fece strada fino al letto sfatto tra mucchi di biancheria sporca e riviste porno. Il piccolo ripostiglio era mezzo pieno di una valanga di vestiti sotto il bastone con le camicie e le giacche che luomo si era preso la briga di appendere.
Lultima stanza, lo sapeva, era quella di John. Ci era stato nel pomeriggio e non aveva trovato assolutamente niente al di fuori di qualche mobile. Tutti i cassetti erano vuoti. Nellarmadio non cera neanche una stampella. Il letto non aveva lenzuola. Era spartana come la cella di un monaco. Anche di pi.
Ma qualcuno aveva aperto la porta sul retro, riflett Tim attaccando la schiena al muro e procedendo a piccoli passi verso la porta. Si riemp i polmoni ed entr nella camera, impugnando la pistola. Nessuno.
Dana giaceva immobile sul sedile posteriore dellautopattuglia. Una grata separava i sedili davanti dai recalcitranti passeggeri di dietro. Gli sportelli si potevano aprire solo dallesterno. Era in trappola.
Non aveva idea di dove fossero. In lontananza si sentiva abbaiare un cane. Non cera altro suono allinfuori del saltuario crepitio della radio. Nessun rumore di traffico. Non riusciva a decidere se fosse meglio tirarsi su per cercare di orientarsi o continuare a fare la morta. Anche se avesse capito dove si trovava, aveva i piedi legati. Non poteva scappare.
Doveva essere stato cos anche nella macchina di Doc Holiday, pens. Costretta a rimanere immobile, impotente, in attesa che un sadico decidesse il suo destino.
Quella notte era riuscita in qualche modo a liberarsi. Ora aveva le mani legate da fascette stringicavo, che le stavano incidendo i polsi, gi segnati da cicatrici. Si port le mani alla bocca e riusc ad allentare il nastro adesivo da un lato, poi tent di mordicchiare le fascette attorno ai polsi, fatica inutile e frustrante.
Non le aveva legato con altrettanta cura i piedi: entrambe le caviglie erano avvolte da una stringa pi lunga. Quando Dana cap di avere spazio per muoversi, cominci a dimenarsi e contorcersi cercando di liberarsi i piedi.
Almeno quel tentativo le dava un po di speranza.
Finch c vita, c speranza. Finch c vita, c speranza.

38.

John era steso sopra la botola della soffitta. Se qualcuno lavesse spinta dal ripostiglio sottostante avrebbe probabilmente pensato che fosse sigillata o chiusa a chiave. Se mai qualcuno si fosse preso il disturbo di guardare sul soffitto del ripostiglio buio.
Sentiva lintruso muoversi per la sua camera e sper che non guardasse dentro il comodino, dove aveva infilato in fretta il vasetto di burro darachidi e la brocca dacqua. Ma sentiva solo passi, nessuna apertura di cassetti o ante, neanche il rumore dellinterruttore.
Questo gli parve strano. Un ladro avrebbe frugato nei cassetti. Uno sbirro avrebbe acceso le luci. Il vecchio avrebbe borbottato tra s e s.
Chi diavolo poteva essere?
Chi se ne importa, pens, bastava che non avesse intenzione di trasferircisi. Guardasse pure e se ne andasse. Voleva sparire prima dellalba. Non era in arresto. Non avevano alcun motivo per trattenerlo. A meno che il padre non riuscisse a convincere lo sceriffo di essere lui la vittima, nel qual caso John voleva trovarsi il pi lontano possibile da Shelby Mills e dalla contea di Liddell. Avrebbe preso il pick-up, lavrebbe guidato fin dove se la sentiva, poi lavrebbe abbandonato in un posto non facilmente localizzabile e si sarebbe mosso in autostop verso sud-est. Se doveva fare il senzatetto, meglio farlo su una spiaggia della California.
Per ora, doveva solo aspettare. Sentiva ancora il visitatore muoversi per la casa, tornare verso la cucina.
I condotti dellaria fungevano da sistema acustico. Da ragazzo, passava ore in quello spazio polveroso e soffocante per sfuggire alla collera paterna. Il vecchio non aveva mai scoperto quel nascondiglio. Avrebbe richiesto troppo sforzo mentale. Non si sarebbe mai preso la briga di cercare una vera scala per controllare. Salire su una scala per un alcolizzato non rientrava nella lista delle priorit. Non era a conoscenza della scala di corda creata da John per andare su e gi.
Quella notte la salita era stata difficile. Era stato costretto a usare il braccio destro, scatenando fitte di dolore nella spalla ferita. Ma era riuscito a salire in soffitta e a chiudere il portello, per poi crollare agonizzante sul pavimento, ansante e sudato finch il dolore non si era placato.
Lo svantaggio della soffitta era la mancanza di luce e di punti di osservazione. Aveva una torcia con una vecchia batteria e una luce debole per osservare lo spazio angusto e basso. Una piccola grata su entrambi i lati della casa non consentiva una grande visuale sullesterno. Ciononostante, quando sent lintruso uscire dalla cucina, si mosse con cautela, scomodamente piegato a met, spostandosi di trave in trave dalla parte del garage per raggiungere lo spazio sopra il soggiorno e la sala da pranzo e cercare di guardare fuori.
Le luci di sicurezza illuminavano lo spazio di giardino sottostante. John vedeva solo fango ed erbacce. Da qualche parte sulla destra, sul retro della casa, sent lo scricchiolio di ghiaia sotto degli stivali e lo sportello di unauto che si apriva.
Immagin potesse trattarsi di ragazzi che volevano provare lemozione di fare una festa sul luogo del delitto. Ma ci che sent poi spazz via quellidea.
Ci che sent poi gli fece gelare il sangue nelle vene. Laveva udito migliaia di volte in guerra: il cieco terrore di una persona sul punto di affrontare la morte.

39.

Dana sent sulla ghiaia gli stivali di Tim che tornava alla macchina. Fu presa dal panico e scoppi in lacrime. La tempesta di emozioni che la scuoteva minacciava di travolgere qualsiasi suo pensiero razionale. Doveva riprendere il controllo di s. Doveva riflettere, o in men che non si dica sarebbe morta. Era riuscita a liberare un piede dalla fascetta attorno alle caviglie. Se ne avesse avuto anche la minima possibilit, avrebbe tentato di scappare.
Luomo la tir fuori dallauto ancora avvolta nella cerata, poi la mise in piedi e la liber dal telo.
Dana non aveva idea di dove fossero. La casa e i dintorni non le erano familiari. Emergendo dal buio del telo, fu aggredita dalle luci di sicurezza situate sul retro della casa. Battendo le palpebre e indietreggiando, ebbe la percezione di alberi, un garage fatiscente, un cane che abbaiava nelle vicinanze. Non capiva se erano in citt o in campagna. Non sapeva se cerano vicini presso cui scappare o se il cane che abbaiava potesse assalirla. Ma sapeva che se non avesse fatto qualcosa, Tim Carver avrebbe portato a termine il lavoro che Doc Holiday aveva iniziato quasi un anno prima. Se lavesse portata in quella casa, avrebbe potuto tranquillamente farle tutto ci che voleva. E sapeva fin troppo bene cosa poteva significare.
Il nastro adesivo le pendeva da un lato, attaccato solo su met della bocca. Se avesse potuto parlargli se avesse potuto farlo ragionare se avesse potuto spiegargli che era una persona e non solo un problema da risolvere
Non farlo, Tim, disse. Non c bisogno.
Luomo aveva unespressione gelida. Cosa? Faresti finta di niente? Dovrei credere che non ne parleresti a nessuno?.
Gli occhi di Dana si riempirono di lacrime. Ti ho amato, Tim. Non farlo. Se mai mi hai voluto bene.
Mi hai scaricato come uno straccio vecchio quando avevo bisogno di te. Hai idea di come mi sia sentito?
Mi dispiace! Mi dispiace tanto!, fece lei, irritata dal tono disperato della propria voce. Ma eravamo ragazzi. Commettevamo degli errori. Lhai detto tu che non dovremmo scontarli in eterno.
Troppo tardi, disse lui, torcendo la bocca in un sorriso amaro. Andiamo.
Non appena le mise le mani addosso e si avvicin per farla camminare, Dana alz un ginocchio con quanta forza aveva in corpo e lo colp allinguine. Lui si pieg in due con un ringhio e Dana scapp.
Non aveva idea di dove correre. Sapeva solo che doveva farlo.
Scapp, urlando, con la voce stridula intrisa di terrore. Aiutatemi! Aiutatemi!.
Non aveva fatto tre passi che il piede le si incastr nel cappio della fascetta che le aveva tenute legate le caviglie. Cadde in terra, riuscendo a stento ad attutire la caduta con le braccia, e dalla bocca le usc un suono da animale braccato.
Nel giro di pochi secondi, Tim le fu addosso e la volt mettendosi a cavalcioni.
Brutta troia!, disse a denti stretti e la colp con le nocche in piena faccia, facendole sbattere le labbra contro i denti. La bocca le si riemp del sapore metallico di sangue. Dana volt la testa di lato per sputarlo, cercando di schermarsi il volto con le braccia.
Lui la colp ripetutamente, usando il pugno come un martello, sbattendole la testa in terra, percuotendole lorecchio sinistro talmente forte da compromettere il suo udito.
Perdendo a poco a poco coscienza, Dana si afflosci. Lui la schiaffeggi con la mano aperta.
Guardami. Guardami!, fece con voce aspra.
Dana apr gli occhi e vide tre Tim. Pareva un estraneo. Non cera nulla nel suo volto che lo collegasse al Tim che aveva conosciuto da ragazzina o a quello che aveva rivisto in quegli ultimi giorni, luomo dal fascino affabile e dal timido sorriso da ragazzo di campagna. Non conosceva quellanimale che dimorava in lui. Una belva dal ghigno feroce e gli occhi neri. Una creatura decisa a farle del male.
Pagherai per questo, fece, chino su di lei. Pagherai per questo. Poteva essere semplice e invece hai voluto renderlo complicato. Peggio per te.
Era entrato in camera sua e laveva tramortita. Laveva portata in quel luogo con il preciso intento di ucciderla. E ora rigirava la frittata facendo ricadere la colpa su di lei. Era colpa sua se laveva presa a pugni. Era colpa sua se ora la morte sarebbe stata pi dolorosa possibile.
La trascin su da terra e la spinse davanti a s verso la casa con tale violenza da farla inciampare e cadere.
Alzati!, le disse, dandole un potente calcio sul fianco.
Dana sent mancarle il respiro e si raggomitol in una palla in terra come una tartaruga che si ritiri nel guscio. Tim la tir su tenendole stretta la nuca come una morsa. Le fece salire il gradino e la spinse in casa, facendole sbattere la fronte contro la porta talmente forte che Dana vide letteralmente le stelle. Da quel nuovo squarcio sul sopracciglio destro cominci subito a uscire del sangue.
Sent la parola no ripetuta allinfinito, rendendosi solo vagamente conto che usciva dalla sua bocca, mentre lui la muoveva con violenza per la cucina buia fino alla sala da pranzo. Lafferr per la maglia con entrambe le mani, la sollev da terra e la gett nella camera seguente come fosse un sacco dellimmondizia.
Dana colp il pavimento con un tonfo, atterrando di pancia su qualcosa di duro e rettangolare che aveva nel marsupio.
Il telefono.
Ebbe un tuffo al cuore. Se se ne fosse ricordata quando era sola in macchina, avrebbe forse potuto chiamare il 911. Ormai era troppo tardi.
I rumori provenienti dai condotti dellaria parevano quelli di una rissa tra ubriachi: pugni, colpi, corpi che sbattevano contro i mobili. La paura nella voce della donna raccontava tuttaltra storia.
John ascoltava, sussultando a ogni rumore, ridestando emozioni dellinfanzia chiuse da tanto tempo in un angolino del suo cervello, ricordi della voce della madre che pregava, implorava, piangeva. Ebbe una fitta allo stomaco mentre nella mente gli balenavano immagini simili a esplosioni: la faccia del padre distorta dalla rabbia, le lacrime della madre, la forza fisica della violenza.
Da bambino non aveva potuto fare altro che nascondersi. Da adulto, non poteva stare ad ascoltare senza far niente. Neanche se voleva dire mettersi in pericolo.
Gemente, dolorante, Dana si sforz di girarsi e appoggiare la schiena contro il fianco di una poltrona reclinabile che puzzava di fumo. Aveva locchio sinistro gonfio e quasi chiuso. Le labbra erano spaccate e sanguinanti. Non riusciva a respirare dal naso. Premette la lingua contro i denti e ne sent muoversi diversi.
Tim le si avvicin, con le mani sui fianchi. La luce che filtrava dalle tende sottili era fredda e azzurrina e lo faceva assomigliare al mostro di un film di fantascienza.
 questo che hai fatto a Casey?, chiese lei.
No, rispose lui, fissandola. Casey mi facilit le cose. Dovetti solo stringere un po di pi. Non cap mai cosa stava accadendo. Pensava che lamassi. Pensava che lavrei sposata.  morta pensandolo.  morta contenta, immagino.
Al pensiero dellamica, Dana avrebbe voluto piangere. La dolce Casey, sempre pronta a consolare. Doveva essere cominciata cos tra lei e Tim. Il povero Tim, messo da parte dalla sua ragazza con la mente ormai proiettata al college, Miss Ambizione. A Casey interessava di pi mettere su famiglia. Gli aveva di certo offerto una spalla su cui piangere. Lui ne aveva approfittato. Era sempre stato un opportunista.
Voleva rovinarmi, disse lui. Lo fece apposta. Non pu che essere cos. Oppure il bambino era di John e io ero solo un partito migliore. Non potevo permettermelo. Avevo dei progetti. Stavo per andare a West Point.
E i suoi progetti era stati pi importanti della vita di una ragazza sua amica da anni, e pi importanti di una vita che stava crescendo in lei.
Non potevo sposarmi, fece lui con disprezzo. Non volevo un figlio. E lei non voleva disfarsene.
E quindi aveva risolto tutti i suoi problemi falciando due vite in un colpo solo.
Nessuno sapeva di noi, continu. Nemmeno tu. Eri troppo impegnata a guardare dallalto in basso John. Perch non hai lasciato le cose come stavano, Dee? Sono passati anni senza che si scoprisse niente, senza che nessuno cercasse. Ti avevo detto di lasciar perdere, ma tu hai continuato a scavare, scavare.
Perch sei tornato qui?, chiese lei. Lavrebbe uccisa. Poteva solo cercare di guadagnare tempo e sperare in un miracolo. Se doveva morire, che almeno fosse con delle risposte.
Tim sorrise come un coccodrillo. E perch no? Lavevo fatta franca. Una volta diventato detective, il caso sarebbe stato mio.
Come aveva detto Hardy, pens Dana. Aveva tratto una sorta di piacere morboso tornando sul luogo del delitto e andando a lavorare in quello stesso ufficio dello sceriffo che non era riuscito nemmeno a considerarlo un sospetto.
Dove siamo?, chiese Dana, guardandosi intorno. Era un ambiente a lei sconosciuto.
Tim si fece avanti, allargandole le gambe e mettendosi in ginocchio. Il sorriso che gli incurvava la bocca le fece accapponare la pelle. Le prese la testa tra le mani e si avvicin.
Siamo sulla scena di un crimine, mormor, come divertito.
Dana rabbrivid in tutto il corpo al pensiero di quello che avrebbe potuto farle ora. Era cos vicino che pens potesse baciarla. Sentiva il suo alito caldo sulla guancia. Il ricordo di tutte le volte che laveva baciato le fece venire il voltastomaco.
Vorrei tanto avere pi tempo, fece lui, serrandole la mano attorno alla gola.
John entr furtivamente nel corridoio, sforzandosi di sentire le voci: una maschile e una femminile. Non era stato in grado di vederli abbastanza bene da poter dire chi fossero e perch si trovassero in casa del padre, ma era chiaro che la donna non era l di sua spontanea volont.
Era sceso dalla soffitta e aveva afferrato il primo oggetto a portata di mano che potesse servirgli da arma: un pezzo di tubo zincato che usava sempre per puntellare la finestra del bagno. Avrebbe preferito unarma da fuoco, ma le armi del padre erano state tutte confiscate durante la perquisizione. Non cera tempo di andarne a cercare una eventualmente nascosta dal vecchio.
Mentre scivolava nel corridoio, vicino al soggiorno, strofinava il pollice su e gi sul tubo di metallo.
 questo che hai fatto a Casey?, chiedeva la donna.
No, rispose lui. Casey mi facilit le cose.
Casey.
John ebbe la sensazione di essere finito in un sogno surreale. Forse era cos. Forse il suo cervello sanguinava e lui era in coma e questincubo era la sua nuova realt. Delle voci incorporee lo attiravano in una storia come se stesse per entrare nel bel mezzo di un film, ma di questo film conosceva gli attori: Dana Nolan e Tim Carver.
Si ferm nel corridoio a pochi passi dal soggiorno.
 questo che hai fatto a Casey?
No. Casey mi facilit le cose.
Usc dalloscurit del corridoio e rimase in piedi allingresso del soggiorno, guardando una grottesca copia tumefatta di Dana Nolan. Vicino a lei, con la mano attorno alla sua gola, cera Tim Carver.
Vorrei tanto avere pi tempo, disse Carver. Eri davvero un bella fichetta allora.
John sent bruciargli dentro la rabbia e lodio che un tempo alimentavano il rapporto con il suo vecchio compagno di scuola. Ripens allestate in cui era scomparsa Casey, allinferno che gli aveva fatto passare la polizia mentre tutta la contea di Liddell celebrava il perfetto Tim Carver. Tim Carver, leroe locale, il cadetto di West Point. Tim Carver, lassassino.
Dana Nolan lo guard con occhi imploranti.
John, disse, con la voce ormai ridotta a un tremulo sussurro. Lo guard oltre la spalla del suo torturatore. John, aiutami. Ti prego.
Bel tentativo, fece Carver. Non c nessuno qui ad aiutarti, tesoro.
Non esserne tanto sicuro, stronzo, disse John.
Carver si alz di scatto, allontanandosi da Dana, estraendo larma e puntandola contro John.
Cazzo, ma guarda un po, fece. Questo  il mio giorno fortunato. Sto per imbattermi in un tragico omicidio-suicidio.
Larma non era la pistola dordinanza. Carver attravers la stanza, e la luce proveniente dallesterno illumin la lucente canna cromata che teneva puntata contro lo sterno di John. Con la pistola del tuo vecchio. Iniziamo con il suicidio, disse Carver.
Magari unaltra volta.
John ruot di lato e con il tubo svi il proiettile sparato da Carver. Guidato dallistinto e dalladrenalina e facendo ricorso al suo addestramento militare, colp Carver in piena faccia con il gomito destro.
Sent cedere la diafisi rotta della clavicola e aprirsi i punti di sutura della ferita alla spalla. Il dolore fu come una palla incandescente di fuoco che gli annebbi la vista e per un attimo gli fece piegare le ginocchia. In quellattimo, Carver gli fece lo sgambetto.
John cadde sulla schiena e rotol a sinistra, servendosi del braccio sano per cercare di rialzarsi. Carver lo colp con il ginocchio sulle costole gi incrinate e lo ributt in terra, dandogli unaltra ginocchiata sul mento e chiudendogli la mascella con una violenza tale da spezzargli i denti.
Cadendo di fianco, John fece roteare il tubo, spezzando a Carver la caviglia, facendolo inciampare e cadere sulla schiena. La pistola gli vol via di mano e scivol sul pavimento.
Si rialzarono entrambi in ginocchio. John dondol allindietro. Carver afferr il tubo e gli torse il braccio strattonandogli violentemente la spalla ferita. John sent cedere del tutto la clavicola. Un ulteriore colpo and a segno nellesatto punto in cui il proiettile del padre gli aveva penetrato la carne. John sent esplodere il dolore in tutto il corpo e il mondo divenne nero.
John croll in terra, con la faccia contorta dal dolore. Tim si volt e cominci a sferrargli calci violenti e ripetuti, come se fosse un pallone.
Basta!, url Dana. Basta!.
Tim si volt, guardando il pavimento in cerca dellarma perduta nella lotta.
Con grande sforzo, Dana riarm il cane. Il rumore risuon enormemente amplificato nella stanza silenziosa. Larma era incongrua nelle sue mani legate, troppo grande per lei, ingombrante e pesante. Le mani le tremavano.
Tim la fiss, con volto inespressivo. Erano vicinissimi. Dana lo udiva respirare, sentiva lodore del suo sudore. Era stato il suo primo amore. Aveva assassinato la sua migliore amica. Era stato sul punto di uccidere anche lei. Poteva ancora farlo.
Neanche si prese la briga di dirle di non sparare.
Cominci ad avanzare verso di lei. Dana alz larma.
Non ci metto niente a farlo, disse lei.
Luomo si ferm, le braccia lungo i fianchi, gli occhi intenti a scrutarla in cerca di un segno. Lavrebbe fatto davvero? Avrebbe esitato? Avrebbe controllato male la pistola, troppo grande nella mano malferma?
Dov Casey?, chiese lei. Non  nel barile. Cosa ne hai fatto del corpo?.
Tim non disse niente.
Rispondimi, fece Dana. Rispondimi!.
Il giovane la guard dritto negli occhi. Se ti rispondo, non avrai pi motivo per non spararmi.
Casey  morta, replic lei. Non ritorner pi in vita. Anche ora non ho motivo per non spararti.
La tensione del momento si allung come una corda tesa.
Tu non sei unassassina, Dee.
S, invece. Ho gi ucciso.
Non mi ucciderai.
Si volt e fece per andarsene, come se pensasse fosse possibile uccidere Casey, tentare di uccidere lei e John e andarsene come se niente fosse.
Dovrei sparargli ora, pens Dana. Ma esitava. E se non fosse riuscita a reggere ancora larma? Se le fosse caduta, sarebbe stata fottuta.
Tim si ferm e guard per terra, poi si inginocchi per allacciarsi una scarpa.
Dana lanci unocchiata a John che si muoveva sul pavimento. Sulla camicia, allaltezza della spalla destra, gli era comparsa una macchia scura. Teneva il braccio destro contro il corpo tentando di mettersi in ginocchio. Alz lo sguardo verso Tim. Sgran gli occhi e spalanc la bocca per urlare: La pistola!.
Parve accadere tutto a rallentatore e in un battibaleno insieme.
Tim estrasse un revolver da una fondina legata alla caviglia e lo rivolse contro Dana.
John si lanci non su Tim, ma su di lei, buttandola in terra mentre partiva il colpo.
Rotolarono sul pavimento, Dana perse larma e John lafferr. Poi lui si alz sulle ginocchia e spar.
Bam! Bam! Bam!
Mentre cadeva allindietro, colpito due volte al petto, Tim fece unespressione stupita. Le pallottole si erano conficcate nel giubbotto antiproiettile che indossava sotto la camicia delluniforme. Cadde con violenza sul pavimento, sbattendo la nuca contro il muro.
Il terzo proiettile laveva colpito in fronte. Esattamente al centro. Il sangue cominci a colargli in mezzo agli occhi aperti.
E cos era finita. Sette anni di domande, attese, ricerche. Tutto ci che erano stati da bambini, il modo in cui le loro vite si erano incrociate, il modo in cui si erano influenzate a vicenda Era finita cos.
Casey non cera pi.
Tim non cera pi.
Dana guard John che lasciava cadere larma crollandoci sopra, mentre il sangue si spandeva sul tappeto.
Oddio!.
Dana si mise faticosamente su un fianco, armeggiando nel marsupio della maglia in cerca del telefono, con le fascette che le incidevano la carne dei polsi.
Resisti, John! Resisti! Non morire anche tu!.
Riusc a digitare i numeri e a telefonare, poi gli mise le dita sul collo e sent il battito. Era debole, ma era ancora vivo.
Finch c vita, c speranza, sussurr come un mantra, come una preghiera. Finch c vita, c speranza. Finch c vita, c speranza.

40.

Sogn di essere in cielo con la madre. La vedeva, con un bellabito azzurro, in piedi sui gradini di pietra bianchi, a poco pi di cinque metri. Lei lo salutava con la mano, rivolgendogli un sorriso triste, dolce. Aveva gli ondulati capelli scuri sciolti sulle spalle. Era bellissima. Aveva sempre pensato fosse la donna pi bella del mondo.
Aveva otto anni lultima volta che laveva vista. Laveva portato a pranzo in un locale del centro e gli aveva comprato un gelato con sopra la panna montata e la granella di nocciole, perch era stato bravo mentre lei faceva le compere.
Ricordava che aveva acquistato due valigie da Goodwill: una per lei e una piccola per lui.
Stava per portarlo con s, ma non laveva mai fatto.
Nel sogno, cercava di raggiungerla, ma malgrado i suoi sforzi non ci riusciva. Anche quando si metteva a correre, non riusciva ad avvicinarsi. Batteva il pugno contro un muro invisibile. Lei lo guardava con aria triste, lo salutava con la mano, si voltava e si allontanava.
John apr gli occhi e vide solo bianco. Pareti bianche. Soffitto bianco. Lenzuola bianche. Ma sapeva di non essere in cielo perch in cielo non lavrebbero mai fatto entrare.
Le impronte dentarie hanno confermato lidentit dello scheletro rinvenuto in un barile a Shelby Mills, nellIndiana, nella propriet di John Villante Senior. Si tratta della moglie di Villante, Rachel Longo Villante, scomparsa quasi ventanni fa. Si sospetta un delitto.
Tra le altre notizie, il servizio funebre di un vicesceriffo della contea di Liddell.
Dana mise a tacere Kimberly Kirk con il telecomando. Sapeva gi tutto sul servizio funebre di Tim Carver. Nonostante le circostanze della morte, cerano ancora un sacco di persone a Shelby Mills che lo ricordavano come campione sportivo, cadetto di West Point, luomo affabile con un distintivo e un sorriso cordiale.
Non volevano credere che avesse assassinato Casey Grant e il bambino che portava in grembo, che lavesse nascosto per tutti quegli anni, che avesse piazzato una prova a casa Villante per cercare di ripuntare i riflettori su John o suo padre. Non volevano sapere che aveva cercato di uccidere Dana e John.
Finch qualcuno non li avesse convinti del contrario, la morte di Tim Carver sarebbe stata una terribile tragedia avvenuta per mano di un vecchio compagno di scuola, un reduce dellesercito con provati problemi psichiatrici e gi sospettato per la scomparsa della sua ragazza, Casey Grant.
Crederanno alla verit, quando la vedranno su Dateline, aveva detto Dan Hardy.
Dana aveva chiesto a Wesley Stevens di chiamare quelli di Dateline per fare il programma. A differenza della vicenda di Doc Holiday, che non aveva voluto raccontare in prima persona, ora era pronta a esporsi agli sguardi e alla repulsione degli spettatori per far sapere chi era il vero eroe di quella storia.
I notiziari dovevano ancora rivelare che Tim Carver era anche sospettato dellaggressione alla cameriera di Grindstone, April Johnson, e che le autorit della contea di Liddell, Fort Wayne e larea circostante laccademia militare di West Point, nello Stato di New York, stavano riesaminando casi analoghi in cerca di possibili legami.
La teoria di Hardy, secondo cui dopo lomicidio di Casey, Tim aveva sentito crescere in s la pressione fino a doverla in qualche modo liberare, pareva pi che plausibile.
Anche se aveva conosciuto in prima persona Tim il mostro, cera ancora una parte di Dana che non voleva crederci. La parte migliore di Tim era stata il suo primo amore, il suo primo amante. La Dana di Prima avrebbe pianto quella perdita, la Dana di Adesso sarebbe andata avanti, anche pi disillusa di prima, per quanto potesse sembrare impossibile. La Dana di Adesso avrebbe pianto la perdita di quellingenuit che le aveva permesso di credere allintrinseca bont delle persone che la circondavano. Tim. Roger. Non aveva ancora detto alla madre che Roger le aveva confessato di aver mentito sul giorno della scomparsa di Casey, ma a questo punto non vedeva il motivo di dirglielo. Che senso aveva mettere in crisi la fiducia della madre nel marito per un peccato di omissione che non aveva influito in alcun modo sul risultato? Nessuno.
Dana si alz dal tavolo e si mise la borsa in spalla. La settimana era quasi finita. Aveva la faccia ancora gonfia e i lividi avevano assunto un colore verdognolo. Non le importava. Doveva fare una cosa importante.
Sei sicura di volerlo fare da sola?, chiese la madre, mentre Dana tirava fuori dalla borsa le chiavi della macchina.
S, rispose lei. Andr tutto bene. Hai dimenticato che alla fine il buono era lui?
Non lo dimenticher, fece la madre, con le lacrime agli occhi.
Abbracci Dana, trov un punto sulla guancia esente da lividi e lo baci. In quei giorni era un po appiccicosa. Dana non la biasimava. Ed essendo stata vicina alla morte per la seconda volta, aveva deciso di accettare tutti gli abbracci che poteva.
Se ti perdi, chiamami.
Va bene.
E quando arrivi, mandami un sms.
Va bene, promise Dana.
Sapevano entrambe che lavrebbe dimenticato.
John aspettava su una panchina vicino allingresso del pronto soccorso con aria esitante e impacciata. Tutti i suoi averi si limitavano agli abiti che indossava: pantaloni della tuta grigi, una maglia con il cappuccio e un paio di scarpe da ginnastica troppo bianche, dono degli assistenti ospedalieri. Aveva ancora le lacerazioni e i lividi dovuti alle lotte allultimo sangue ingaggiate con il padre e Tim. Aveva il braccio destro legato al collo.
Non eri obbligata a farlo, disse lui, sistemandosi con difficolt sul sedile del passeggero. Si muoveva con la cautela di un fragile vecchio. Aveva servito il Paese in due guerre senza farsi sparare e poi alla fine gli avevano sparato in casa sua.
Mi hai salvato la vita, disse Dana. Il minimo che possa fare  darti un passaggio.
Lidea che qualcuno fosse in obbligo nei suoi confronti lo faceva sentire a disagio.
Non  un passaggio e basta.
Ti serve un posto dove stare e noi ne abbiamo uno, fece lei. A caval donato non si guarda in bocca.
Anche se avesse voluto abitare nella casa in cui era cresciuto  ma dopo tutto quello che era emerso le pareva difficile immaginarlo  non avrebbe potuto. Persino dalla galera, il padre si era dimostrato un figlio di puttana. Aveva reso noto, tramite il suo avvocato, che la presenza di John in quella casa non era gradita.
Nel vivaio Mercer-Nolan era libera da qualche tempo la casetta del custode. Era stato Roger a suggerire che ci andasse a stare John e che quando fosse stato in grado di farlo si assumesse anche i compiti del custode. Quel gesto gli avrebbe fatto guadagnare il favore e il voto dei reduci, ma Dana lo aveva assecondato volentieri.
 unelemosina, disse John.
Non  vero, ribatt Dana. Lelemosina si d senza chiedere nulla in cambio.
Comincer a lavorare appena possibile.
 un problema solo per te.
Lo dico e basta. Tutto qua.
Dana lo guard frustrata.
Cos che ti risulta pi difficile?, chiese. Credere che possa essere gentile o credere di meritarti di essere trattato bene?.
Tutte e due, pens lei, ma John non le rispose. Era un uomo che non aveva niente e nessuno, e Dana sapeva che nella sua vita precedente di certo non aveva fatto nulla per meritare che rischiasse la vita per lei. Ma laveva fatto. A prescindere da quello che aveva potuto pensare da ragazzina, John Villante era un eroe nel vero senso del termine.
Mi dispiace per tua madre, disse. Era nel notiziario di stamattina.
John guard fuori dal finestrino. Cosa avrebbe dovuto dire? La tragedia della sua vita era pi grande di quanto potesse mai coprire la pezza di qualche cortese commento di solidariet. La madre morta per mano del padre tanti anni fa Nessuno che si fosse curato di cercare lei o occuparsi del bambino rimasto, nessuno che avesse messo in dubbio la parola di Mack Villante che laveva accusata di aver lasciato lui e il figlio Pareva che tutte le persone sulla faccia della terra avessero tradito John Villante.
A me dispiace per Casey, disse piano lui.
Anche a me, disse Dana, sentendo le lacrime e lemozione che montavano. Vorrei tanto sapere dov, per poterla portare a casa.
John la guard e disse:  nel tuo cuore. Basta questo.
Dana annu, incapace di parlare.
Percorsero il resto del tragitto in silenzio. Quando arrivarono al vivaio, Dana entr dallingresso dei dipendenti e guid fino alla casetta defilata dietro gli alberi di mele. Il vecchio pick-up rosso di John era parcheggiato l vicino. La sponda era abbassata. Dana not la sua espressione quando si accorse del cane: sorpresa e felicit che cercava di nascondere.
Spero che sia il tuo cane, disse lei, mentre uscivano dallauto. Si  rifiutato di scendere dalla macchina e quindi abbiamo portato anche lui.
Il cane salt di gioia alla vista di John, ma troppo timido per andargli incontro rimase accanto al veicolo.
S, credo che sia il mio cane, disse John, appoggiandosi al pick-up. Mi ha scelto. Non so perch.
Allora  pi intelligente di molte persone, disse Dana, in piedi accanto a lui. John, ti devo delle scuse per allora, aggiunse.
John scosse il capo, ma non la guard.
 buffo come ci crediamo furbi quando invece non sappiamo niente, prosegu lei. Ora, dopo tutto quello che mi  successo nellultimo anno, ripenso a comero e quella ragazza mi sembra unaltra. Non sono pi quella persona.
Siamo come ci rende il mondo, disse lui. Nel bene e nel male.
No, replic Dana. Il mondo mi ha reso una vittima. Non sar come mi ha resa il mondo. Non sar ci che mi  successo. Sar ci che diventer. E anche tu. La vita pu cercare di spezzarci, ma non dobbiamo restare a pezzi. E se ci aiutiamo lun laltro, non  elemosina.  umanit.  amicizia.
John le rivolse un lungo sguardo, imperscrutabile come sempre. La vita gli aveva insegnato a non mostrare nulla per non correre il rischio di vedersi portare via ci che gli era pi prezioso. Non riusciva neanche ad ammettere di volere il cane che lo aveva scelto.
A prescindere da come ci siamo arrivati, disse. Immagino possa essere un buon posto per cominciare.
Dana sorrise. S,  cos.
...
.
...
FINE.